Il Dolmen Grassi e il suo regno di pietra

Giurdignano, il dolmen Grassi, rarissimo esempio di dolmen doppio, in Salento. Molti lo conoscono, pochi parlano però del suo contesto, del paesaggio in cui è inserito: nel giro di pochissime decine di metri, su un terreno di roccia affiorante, la pietra naturale e quella costruita si intrecciano.

Il panorama è per lo meno incantevole, ti sussurra qualcosa che non riusciamo a comprendere.

Qui vediamo i dolmen…

…ma il muro di pietre a secco accanto, salta all’occhio per la sua diversità, rispetto ai chilometri e chilometri di muretti a secco salentini: non è dritto, compie inspiegabili curve, di cui non si capisce il motivo, e che sembrano ruotare attorno ad alcune strutture circolari e quadrangolari…

Poi prosegue, per un pò dritto, costruito sopra grossi blocchi informi…

…facendo altre curve, ed unendosi ad altre strutture circolari…

…la cosa è singolare!

Il paesaggio di fantasiose forme di pietra che emergono dalla terra ricordano molto quello più famoso dei Massi della Vecchia, di Giuggianello (vedi)…

…oltrepassato il muro, le strutture circolari continuano, a intervalli irregolari.

E non sembrano normali opere di spietramento fatto dai contadini che ho visto tante volte in giro per il Salento. Sembrano avere un “ordine”, nel silenzio di questo luogo…

…voltandosi intorno, non si può non ammirarlo.

Siamo sempre nel raggio di pochi metri dal dolmen…

…che comunque, non è l’unico del Salento ad avere un contesto un pò particolare (vedi).

Qui sopra, queste pietre nascondono una cisterna scavata nella roccia, sembrava un pozzo ma siamo troppo in alto qui, per raggiungere la falda, è una cisterna da raccolta dell’acqua.

Rispetto alla prima foto scattata qualche anno fa, questa è l’immagine dei dolmen ora: c’è stato uno spianamento del terreno circostante, che ha portato via anche qualche masso dal complesso. Credo nella buona fede dei contadini, specialmente di Giurdignano, paese che ha conservato una così vasta rappresentanza di megaliti nel suo territorio. Però bisogna stare attenti a non alterare il paesaggio. Questa è una zona, secondo me, che richiede studi e approfondimenti, e andrebbe tutelata al massimo.

Qui gli uomini hanno sempre comunicato con la pietra, anche con l’inizio dell’Era Cristiana: qui sopra, siamo sempre in agro di Giurdignano, lungo un antico tracciato che porta all’antichissimo complesso delle Cento Porte (vedi), una pietra ben lavorata è stata incastrata nel muretto a secco: reca la profonda incisione della Croce col Golgota…

…dalla parte opposta del muretto, una scaletta accompagna il viandante qui…

…da questa struttura alla quale sembra riferirsi: sembra una classica pagghiara, ma all’interno è in parte scavata nella roccia ed è coperta con una grossa lastra, quasi come un dolmen, poi completamente ricoperta di pietre. Chissà, forse conservava un’icona, era un’edicola cristiana, oggi è difficile dirlo. Ma è bene sempre ricordare a qualunque viandante, di rispettare le vecchie pietre, di lasciarle là, dove i nostri progenitori le avevano messe.

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Il dolmen Grassi di Giurdignano

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