La Venere dei Massi della Vecchia

I Massi della Vecchia, un luogo di grande suggestione posto in agro di Giuggianello, incantevole borgo del sud Salento, nascondono qualcosa di inaspettato fra le sue rocce modellate dalla Natura. Forse, la mano dell’uomo preistorico scolpì in un monolite l’immagine della sua Dea Madre, la Venere, la fertilità invocata dalle genti impaurite di un mondo ancora difficile da vivere.

Siamo su una piccola altura, nota come la Collina dei Fanciulli e delle Ninfe. Qui, fra il silenzio di maestosi olivi, l’azione dell’acqua e del vento ha modellato, attraverso millenni, grandi monoliti di epoca miocenica, realizzando forme assai bizzarre, cui la fantasia popolare ha da sempre associato strani nomi e leggende.

massi della vecchia

Il masso più imponente è il cosiddetto “Furticiddhu della Vecchia” (sopra), la cui immagine richiama quella della rondella di un fuso che serviva per filare la lana, da cui proviene la denominazione. Durante il 1800 attirò la curiosità dello studioso Cosimo De Giorgi, che lo disegnò, come apparve ai suoi occhi…

cosimo de giorgi

Una delle leggende sorte attorno a questa grande pietra risale addirittura ad Aristotele (“De Mirabilis Auscultationibus”, le Audizioni Meravigliose, cui alcuni studiosi collegano un racconto del celebre filosofo che narrava che in questa parte della Japigia esisteva una pietra talmente grande che sarebbe stato umanamente impossibile trasportare su qualsiasi carro. Cosa che fu invece semplice per Ercole, cui questo luogo è associato nella tradizione fantastica.

piede di ercole

L’impronta del piede dell’Eroe, e quindi del suo passaggio in questo posto, sarebbe il monolite che vediamo sopra!

giuggianello

Aldilà di tutte le storielle sorte attorno a questo incredibile posto, i Massi della Vecchia occupano un luogo certamente frequentato già in epoca preistorica, come dimostrano i denti di squalo ritrovati sul terreno, che erano utilizzati come utensili da quelle genti.

dente di squalo

E a ben guardare, il terreno roccioso affiorante sotto alcuni di questi grandi monoliti, è stato sicuramente “lavorato” ad arte, squadrato, ad uso e consumo di riti che non possiamo immaginare.

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E poi c’è uno, fra questi grandi blocchi di pietra, che a guardarlo attentamente non può nascondere la sua immagine, scolpita in maniera rozza ma significativa…

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Il blocco affiorante oltre il terreno, qui sopra, sembra esattamente una di quelle Veneri preistoriche che siamo abituati a vedere di dimensioni molto più piccole. Facciamo caso: verso l’alto c’è la testa, di cui si intravede una semplice fisionomia, ai lati scendono le braccia, che cingono poi la grande pancia gravida, e verso il basso due piccoli tronconi a disegnare le gambe. Esattamente come nelle Veneri di Parabita! Fra le gambe, qui notiamo un foro, forse a significare il sesso femminile… A vederla dal vivo rende molto di più. Si scorge anche una sorta di cavità, sopra la pancia, predisposta come ad accogliere qualcuno… forse un rito che accoglieva qualche essere umano che vi si sedeva sopra… chissà!

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Certo, i dintorni non possono che suggestionare, positivamente, qualsiasi viaggiatore che passi da queste isolate contrade…

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Forme di vario tipo, fori scavati nella roccia, si susseguono per decine e decine di metri, in un’atmosfera surreale…

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…pochi luoghi si possono paragonare a questo…

massi della vecchia 2

…e aldilà di qualsiasi ricostruzione storica, studio che si possa fare, una visita in questo bosco incantato, fra la pace assoluta che vi si respira, non può che far bene allo spirito di chiunque!

massi della vecchia 3

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La Venere dei Massi della Vecchia

 

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