L’Arazzo di Bayeux

Una delle più affascinanti tracce storiche medievali, emblema stesso del concetto di memoria e trasmissione della Storia, l’arazzo di Bayeux, rifulge in tutto il suo variopinto splendore dalla sua veneranda età di quasi mille anni. Si tratta di un è un tessuto realizzato nella seconda metà dell’XI secolo, in Normandia o in Inghilterra, per raccontare con le immagini

gli avvenimenti della conquista Normanna dell’Inghilterra del 1066, presentando anche una sorta di antefatto della situazione prima della stessa invasione.

Arazzo di Bayeux

L’arazzo di Bayeux è formato dall’unione di diverse pezze di lino (13,90 x 2,43 metri circa, larghe 50 centimetri), ricamate con nove colori di lana, per una distesa di quasi settanta metri! Un racconto visivo quasi in stile fumettistico nel quale entrano ed escono oltre un centinaio di personaggi diversi, ma anche animali, ed un’infinita galleria di costruzioni, navi, castelli, ogni aspetto della vita medievale in un vero e proprio viaggio con la macchina del tempo!

Oddone (vescovo di Bayeux) è la figura più importante nel racconto dell’arazzo dopo Guglielmo il Conquistatore, ma ampio risalto hanno anche Harold Godwinson (re degli Anglosassoni, morì proprio nella battaglia di Hastings combattendo contro i Normanni), il suo predecessore Edoardo il Confessore, e la misteriosa Ælfgyva, una donna a cui sembrano alludere alcune scene erotiche nelle quali ella compare, al centro di uno scandalo sessuale (sotto, la vediamo raffigurata nell’arazzo).

Ma l’opera è un vero affresco sul mondo dell’epoca, si riconoscono anche altri luoghi…

…come la celebre abbazia di Mont-Saint-Michel…

…la “motta”, la caratteristica collinetta di terra su cui i Normanni costruivano i fortini da cui controllavano poi i territori conquistati (a Oxford come in Salento, dove in seguito i Normanni giunsero a fondare il loro regno, restano vistose testimonianze, come ha documentato il prof. Paul Arthur)…

…e poi anche documenti scientifici, come il passaggio della cometa di Halley, osservata appunto nell’aprile 1066, come gli astronomi oggi possono confermarci (sopra).

In un racconto così intriso di cultura medievale, non potevano mancare gli animali mitologici, così cari a rappresentazioni come il mosaico di Otranto: sull’arazzo, all’interno del fregio che corre nella parte bassa e in quella alta, parallelamente alla scena principale, si susseguono scene che secondo alcuni studiosi sono indipendenti dal racconto, per altri invece vi fanno riferimento.

E sempre per restare al citato mosaico, qui si anticipano anche le scene dei lavori della terra: vediamo i contadini, insieme agli animali e gli aratri, addetti alla semina e all’aratura delle zolle.

Insieme al passaggio di Aroldo, quindi, in basso sfilano scene e animali bizzarri e curiosi.

Suggestioni di vita di corte e architettura normanna…

…l’epica eroica di Guglielmo il Conquistatore…

…la costruzione di forti e castelli…

…i momenti conviviali del banchetto tutti insieme attorno alla tavola…

…ed il rombo tremendo della battaglia, dove si scontrano cavalli e cavalieri con un impeto tale che quasi se ne avverte il cozzare, tutto questo rivive vividamente in questa straordinaria opera d’arte, che canta la Storia meglio di qualsiasi libro!

(Le notizie, e le immagini dell’Arazzo di Bayeux, sono tratte dalla relativa pagina di Wikipedia)

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L’Arazzo di Bayeux

 

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