Avebury: la Giurdignano d’Inghilterra

Ancora una volta, lasciata Londra, a meno di due ore di auto in direzione ovest, ci ritroviamo nella Contea dello Wiltshire, famosa per i suoi paesaggi ondulati, tra mucche al pascolo e campi di grano.

Il mese di Agosto coincide con la trebbiatura del grano a queste latitudini.

Avebury e’ un Villaggio di agricoltori e allevatori che comprende un Gruppo di non piu’ di 30 cottages, famosi per i tetti di paglia, sorti attorno ad una chiesetta medievale ed un centro agricolo (farm) che comprende anche una torre colombaia (dovecote). Scene pittoresche piuttosto ricorrenti in questa parte di Inghilterra che i Londinesi chiamano Rural England.

La caratteristica che rende questo minuscolo Villaggio agricolo unico al mondo si nota principalmente guardando una mappa del posto o semplicemente una fotografia dall’alto. Avebury e’ sorta su un sito dell’eta’ Neolitica unico nel suo genere, caratteristica che ha portato l’Unesco a dichiarare il posto Patrimonio Mondiale dell’Umanita’

Avebury e’ circondato da un enorme fossato che misura 421 metri di diametro e 1,35 Km di circonferenza che racchiude un’area di 115.000 metri quadrati. Il fossato ha una larghezza di 21 metri ed una profondità di 11 e racchiude un enorme circolo di pietre (Cerchio esterno) che corre attorno al Villaggio e che con un diametro di 335 metri, rappresenta il più grande cerchio di pietre della preistoria. All’interno di esso, due cerchi più piccoli (Cerchio Interno Meridionale e Cerchio Interno Settentrionale) del diametro di circa cento metri. All’esterno del fossato, e quindi del Cerchio esterno, una Avenue di monoliti, chiamata West Kennet Avenue, una sorta di autostrada di Pietre che sembra condurre al sito e poi anche una seconda Avenue, la Beckhampton Avenue. Gli studiosi ipotizzano che I vari elementi del sito (fossato, Cerchio esterno e cerchi interni, come anche le Avenues) sono stati eretti in epoche diverse. A differenza di quelle di Stonehenge, che si trova a circa 30 Km a sud, le pietre di Avebury sono grezze, non lavorate.

Avebury: la Giurdignano d'Inghilterra

Anche se oggi il sito e’ tutelato dal National Trust Inglese, ed ampiamente rispettato dai numerosi visitatori, quello che vediamo e’ il risultato di Millenni di incuria, abbandono e distruzione. A partire dal Medioevo, molte pietre vennero abbattute o distrutte per realizzare le costruzioni circostanti e fare spazio all’agricoltura ed al pascolo. Le pietre vennero distrutte anche perché erano associate dalle popolazioni locali a rituali pagani compiuti nei tempi antichi. Molte vennero sepolte o inglobate negli attuali edifici.

Nel 1934, l’Archeologo scozzese Alexander Keiller, tra i primi ad utilizzare la fotografia aerea per ricerche archeologiche e per i suoi studi su Avebury, condusse una campagna di scavi, che permise di scoprire ulteriori pietre sepolte che vennero innalzate e posizionate al posto dove sono collocate al giorno d’oggi.

In origine il Cerchio esterno contava 98 pietre, mentre i cerchi interni erano costituiti da poco meno di 30 monoliti, oltre ad altri disposti in vari modi. Al giorno d’oggi se ne contano alcune decine. Alcuni dei massi del Cerchio esterno arrivano a pesare 40 tonnellate e variano in altezza da 3,6 a 4,2 metri. La West Kenneth Avenue, anticamente era un antico percorso di circa 2,5 Km, fiancheggiato da 100 coppie di pietre che collegava Avebury ad un altro luogo misterioso, chiamato dalla gente del posto The Sanctuary, un altro cerchio di pietre, posto in piena campagna, oramai totalmente scomparso. Avebury con i suoi megaliti è incastonata in un’area che comprende altri siti misteriosi tutti situati nel raggio di pochi chilometri e che l’Unesco ha dichiarato come patrimonio dell’Umanità come il sopracitato The Sanctuary, Silbury Hill e West Kennet Long Barrow, importante tumulo funerario risalente al 3500 a.C. circa.

In particolare, Silbury Hill, una collina artificiale di forma circolare che con un diametro di 167 metri ed i suoi 39,3 metri di altezza costituisce il più grande tumulo artificiale preistorico in Europa. Simile in grandezza alla più piccola delle piramidi della necropoli di Giza in Egitto, copre una superficie di due ettari. La sua costruzione ha necessitato 248 mila metri cubi di terra. Gli storici si interrogano su come una semplice comunità tribale del tardo neolitico, abbia potuto concepire tale progetto che avrebbe richiesto il lavoro di migliaia di uomini per più di dieci anni. Come anche ancora si interrogano sulla funzione di Silbury Hill per cui le ipotesi in campo sono tante, da posto associato a rituali magici e religiosi a luogo deputato ad ospitare una elite, forse di sacerdoti dell’antichità, che essendo posti in una posizione privilegiata ed elevate volevano dimostrare la loro autorità alle popolazioni del luogo.

A differenza di Stonehenge, dove si accede con biglietto d’ingresso, Avebury è un sito aperto a tutti. I visitatori sono liberi di passeggiare tra i massi accedendo ai campi recintati tramite cancelletti, sostare tra i monoliti tra bovini e ovini al pascolo e contemplare la bellezza del luogo ritenuto sacro da molte persone. Anche se il posto e’ visitato ogni anno da migliaia di turisti, il sito non e’ sorvegliato e tutti sono invitati a prestare rispetto per il luogo, per le antiche pietre e per la natura bellissima in cui tutto è immerso.

Il cimitero di Avebury posto accanto alla Chiesa del Villaggio.

Turisti in posa tra i megaliti alla ricerca dello scatto perfetto.

Mucche al pascolo sulla West Kenneth Avenue, l’autostrada dei Megaliti.

Pecore al pascolo nei pressi dei cancelli di ingresso al sito.

La campagna circostante ad Avebury e’ punteggiata da collinette artificiali, ritenute tumuli sepolcrali.

Ottavio Carbone

Avebury: la Giurdignano d’Inghilterra

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