La Madonna dei “farauli” a Sternatia

Le chiesette rurali del Salento, nascoste nelle campagne più isolate, offrono sempre piacevoli sensazioni di stupore e meraviglia, forse dovuto proprio all’immeritato abbandono di cui soffrono da secoli. E’ il caso della Madonna dei “farauli”, posta fuori Sternatia e chiamata con il nome dialettale degli insetti che attaccano le fave, cibo coltivato qui da tempo immemorabile.

 Ai suoi tempi doveva essere il faro della comunità agricola che nei dintorni viveva e lavorava.

La Madonna dei "farauli" a Sternatia

E’ un tempio semplice, piccolo e di pianta quadrata…

…curiose le immagini scolpite sull’architrave d’ingresso, una forma che riprende alla lontana la sirena bicaudata, ma che si risolve in personaggi quasi incorporei, pensieri impercettibili…

…fregi realizzati con cura, anche senza un particolare significato. Almeno per noi.

L’interno conta quattro altari, e diversi affreschi sopravvissuti solo in parte, di un ambiente che doveva essere in origine completamente decorato.

Sulla parete destra (rispetto all’ingresso), c’è questa Madonna con Bambino, che mi ha incuriosito molto per via delle immagine che le fanno da contorno. Tanto che ho pensato pure siano state realizzate postume o addirittura recentemente. Ma è solo un’ipotesi, perchè i colori sono identici…

Dalle immagini che emergono dall’affresco rovinato, in un primo momento ho pensato alla Madonna di Costantinopoli, con la chiesa in fiamme (pare di vedere un campanile), e uomini dai movimenti plateali…

…anche se questo campanile ha una forma fallica che lo farebbe dunque posticcio… ma la spiegazione deve essere qualche aneddoto che non conosco…

…e quegli “schizzi” che si vedono? Sono fiamme o schizzi di sangue, dei turchi all’attacco dei cristiani?

Tutto è molto confuso! Sarebbe veramente auspicabile un restauro che salvi questa scena dalla definitiva distruzione. Ciò che ha in mano il Bambino, quella sorta di “lingue” sono anche nel “campanile” alle spalle della Madonna, e più in basso: non sembrano dunque segni posteriori ma elementi propri del soggetto raffigurato. Per me, tutto da scoprire.

Sul muro accanto alla porta, sulla destra, ci sono due santi…

…San Nicola, e qui si legge anche la data: 1584…

…e un santo francescano, forse, che non riesco a riconoscere…

L’altare centrale, posto sotto una bellissima conchiglia, ospita un’altra Madonna con Bambino…

…qui ci sarebbero alcune iscrizioni, nell’affresco (anche questo cinquecentesco), che però sono molto rovinate…

…potrebbero aiutare la comprensione, ma allo stato attuale è difficile.

Alla destra dell’altare centrale c’è questa bellissima Annunciazione…

…si vede la Madonna, che era intenta a leggere (peccato che non si riesca a leggere il testo!), mentre appare l’Angelo che le darà l’Annuncio…

…e ancora più a destra una Madonna allattante. Gli affreschi si susseguono uno sopra l’altro, quindi potrebbe esserci uno strato precedente al Cinquecento.

Sul muro accanto alla porta d’ingresso, a sinistra, ci sono altri santi, fra cui Sant’Antonio Abate, fra i santi più venerati in Oriente…

E’ in questo muro che si vede lo strato di affreschi precedenti a quello attuale.

Sotto l’altare sulla parete sinistra, resistono lacerti di affreschi (e personaggi) ormai indistinguibili, tranne che per la Croce coi simboli della Passione.

Dalla solennità bizantina invece questa Madonna con Bambino, in trono, con Gesù che sostiene il Vangelo.

Molto ricercato il decoro di questo altare, nella parte superiore: oltre ai ricami scolpiti, si vede anche un volto, ed una foglia, alle due estremità della cornice.

Anche qui c’è un’iscrizione, tutta da scoprire, anch’essa cinquecentesca.

Il muro esterno della chiesa presenta alcune croci incise sulla parete, molto profondamente…

…a testimonianza della frequentazione di pellegrini, in questa che doveva essere una via molto battuta. Grazie alla cara amica che mi ha aperto questa chiesa, che secondo me merita l’attenzione degli studiosi, in modo da salvarne il messaggio prima che questo sia completamente perduto nel tempo.

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La Madonna dei “farauli” a Sternatia

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