Racale, antica città segnata dalla Storia

Racale, a poca distanza dal mar Jonio, nel profondo sud del sud, è una delle classiche cittadine salentine che in un piccolo territorio riassume tutti i volti della storia che hanno intriso la Terra d’Otranto.

L’origine del suo nome se la contende una tradizione che vuole la città fondata da Eraclio in epoca Romana, ed un’altra che richiama invece il mito di Ercole (Eracle), di cui si favoleggia l’esistenza di un tempio in cui lo si venerava. Ad ogni modo, questo territorio è stato abitato sin da epoche assai remote, come si intuisce osservando i resti del dolmen Ospina…

…situato di fronte alla omonima masseria, di cui resta la torre fortificata cinquecentesca, simbolo di un altro e ben preciso momento storico.

Qui siamo in località Li Specchi…

…dove si erge una specchia, ossia una di quelle collinette artificiali in pietrame informe di cui tanti esempi abbiamo trovato in giro per il Salento… 

Alcuni studiosi le collocano nel periodo preistorico, come i dolmen e i menhir, ma bisogna distinguerle da quelle alzate per esempio dai Normanni, di cui qui in Salento abbiamo un esempio. 

Nel territorio di Racale ve ne sono altre, fra cui questa che vediamo qui sopra, che in loco chiamano “Sciuppano”…

…e dalla cui sommità si vede il mare.

Fu proprio nel periodo normanno che la città assunse la sua prima fisionomia. Possiamo notare una torre, eretta nel XII secolo come torre di guardia alla porta principale di ingresso alla città, e divenuta, dopo vari rimaneggiamenti nel corso dei secoli (gli ultimi interventi sono del 1535) torre campanaria.

…dando il via al succedersi di varie famiglie nobili che nel castello risiedettero, a partire dal XII secolo. Scorrerie turche devastarono più volte questo territorio, ma il castrum, con le sue mura e torri difensive, non fu mai conquistato. Nel 1547 un combattimento si svolse proprio alle porte della città, nei pressi della specchia. I Turchi, che erano sbarcati a San Giovanni, dopo aver saccheggiato Ugento, Felline e Alliste, si diressero verso Racale ma qui furono respinti subendo gravi perdite.

La Chiesa madre di Santa Maria de’ Paradiso, sede della Parrocchia di San Giorgio Martire, ebbe origine intorno al XII secolo, così come si deduce da un’incisione lapidea. Dell’antica struttura rimane ben poco in quanto fu gravemente danneggiata dal tremendo terremoto del 1743, che devastò gran parte del Salento.

Fu ricostruita nel 1756, con una sobria facciata in pietra leccese.

Nel suo interno si custodisce un pregevole altare maggiore ed un bassorilievo in pietra leccese che rappresenta il Cristo con ai lati i misteri della Passione. Entrambe le opere sono del XV secolo. Di notevole fattura sono gli affreschi tardogotici emersi casualmente testimonianza dell’antico edificio: SS. Crocifisso della Pietà, Sant’Elia e San Leonardo.

La sacrestia della chiesa custodisce tante tracce della storia antica del borgo, come per esempio i resti di ceramica, di vario genere, che ne mostra la ricchezza.

Si tratta di un piccolo museo, un vero e proprio scrigno, dove sono custodite monete romane, bizantine, veneziane, rinvenute durante i lavori di restauro.

 

La Chiesa di Santa Maria la Nova e il cenobio benedettino che un tempo le era annesso sono di fondazione antichissima; l’origine è databile tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo. Nel 1444 i frati Francescani chiesero e ottennero di poter utilizzare le rovine dell’antico cenobio benedettino di Racale per costruirci un loro convento. Il Vescovo aderì volentieri alla richiesta dei Frati.

Così, oggi è possibile ammirare questo bellissimo tempio…

…dentro cui spicca una cappella meravigliosamente affrescata, che mi ha fatto ricordare un luogo simile a Specchia…

Anche qui si notano i segni dei pellegrini, nei secoli, che hanno lasciato la loro “firma” sulle pareti…

La Chiesa della Madonna dei Fiumi, situata presso il cimitero comunale, è sorta su un antico insediamento di monaci italo-greci. La scomparsa dei monaci provocò la graduale distruzione dell’insediamento primitivo costituito da un vano scavato interamente nella roccia. Nel 1611, sui ruderi dell’ipogeo, venne innalzata una chiesa a pianta quadrangolare che custodisce un affresco di ispirazione bizantina raffigurante la Madonna di Costantinopoli, venerata dalla popolazione locale con il titolo di Madonna dei Fiumi. Si tratta della Vergine Portinaia, ovvero dell’immagine della Madonna, posta all’ingresso della laura, destinata, secondo i monaci, a custodire il rifugio.

Seicenteschi sono gli affreschi raffiguranti l’Annunciazione, la Deposizione di Gesù, Sant’Elia e San Leonardo. La volta emisferica è stata interamente affrescata nel 1718 con scene della vita di Maria e con le figure di San Pietro, di San Paolo, di San Sebastiano e di San Giorgio.

Non lontano da questa chiesa c’è una singolare cripta votiva, sul cui ingresso c’è la data 1921.

All’interno, una serie di statue devozionali…

…su cui non ho trovato alcuna informazione precisa.

E’ comunque un luogo assai fascinoso.

Sulla serra di Racale si trova Casteforte, una struttura realizzata nel 1946 in stile eclettico, con funzioni di accoglienza sociale per le madri e i bambini. In seguito svolse attività di ristorazione e per ultimo fu un centro di servizio e accoglienza per gli anziani e i giovani in difficoltà. Attualmente è inutilizzato.

Il suo profilo è veramente caratteristico!

Sul punto più alto si scorge il menhir omonimo.

Chiudiamo sul mare, davanti a Torre Suda, la torre costiera d’avvistamento fatta costruire dalla città nel XVI secolo per proteggersi dalle continue incursioni turche. È ormai praticamente accertato che il toponimo “Suda”, di origine greca, preesistesse alla torre ed indicasse la fortificazione o aggére dell’età del bronzo da cui in seguito la torre ha preso il nome. Fino al secolo XIX, infatti, sulle cartine veniva indicata come “Torre della Suda”. Una storia lunga migliaia di anni, come avete visto… ma ne vedrete di più, se capitate da quste parti e visitate Racale!

(notizie tratte dalla pagina wikipedia)

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Viaggio a Racale

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