Il Capo di Leuca

Finibusterre. Luigi Corvaglia, emerito filosofo salentino, ha intitolato il suo unico (e grande) romanzo in questo modo. Un’unica parola. Senza appello. La fine del mondo. Perchè in un certo senso è di questo che si tratta. Il Capo di Leuca è senz’altro un piccolo grande viaggio fino all’estremo lembo del Salento, fra i suoi segreti, e la sua terra che si confonde infine con le acque. Questo primo itinerario attraverso le bellezze e le curiosità del Capo di Leuca parte dalla piazza principale di Tricase, di fronte a Palazzo Gallone.

percorso capo di leuca

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Sita proprio di fronte al Palazzo, la chiesa di San Domenico abbraccia la piazza e accoglie il visitatore con tutto il suo sfarzo barocco.

capo di leuca

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Procedendo verso la costa si può ammirare il suggestivo Parco Otranto Leuca, qui rappresentato da uno storico esemplare di quercia vallonea, comunemente nota come “quercia dei cento cavalieri”, per via della sua enorme chioma che, narra la leggenda medievale, accolse sotto di sè un drappello intero di cavalieri in sosta.

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La costa si presenta alta, frastagliata e sormontata da colossali torri, erette durante il 1500 per sorvegliare il mare infestato dai turchi.

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Torre del Mito

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Torre Palane

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Grotte lungo la linea costiera

Poco distante è Gagliano del Capo, che conserva ancora in ottime condizioni il bellissimo Santuario di San Francesco di Paola, che, approfittando della gentilezza dei frati, si può sempre sperare di visitare.

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Piccola frazione di Gagliano è San Dana, noto come la frazione più piccola di tutto il Salento. Le sue campagne custodiscono la Cripta di Sant’Apollonia, antico luogo di culto dei monaci italo greci durante il medioevo.

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Ad un tiro di schioppo si trova l’incantevole borgo di Barbarano, noto come Leuca Piccola, luogo di passaggio da tempi lontani per i pellegrini che si dirigevano verso il Santuario di Leuca. La piccola chiesa era così graziosa che i viandanti, una volta giunti qui, credevano di essere arrivati a Leuca.  

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Le famose “10 P” incise in alto sopra il muro di fronte alla cappella erano un monito per tutti i pellegrini: “parole poco pensate portano pene perciò prima pensate poi parlate”.

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Le 10 “P”

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Gli ipogei situati sotto il complesso

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Il viaggio prosegue verso Giuliano, stupendo borgo incontaminato, dove il ritmo della vita scorre lento come nei secoli precedenti.

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Il castello

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Il balcone degli sberleffi

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L’affascinante luogo che conduce alla Cripta del Pantocratore

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Pagghiara

Appena fuori Giuliano e già si entra a Patù, singolare paese che racchiude in sè testimonianze di svariate epoche.

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La “Centopietre”

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Centopietre, interno

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La chiesa di San Giovanni vista dall’interno della Centopietre

La casa dello storico personaggio di Patù, Liborio Romano, ospita un museo che conserva reperti di varie epoche, dal mondo classico al medioevo.

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La chiesa e la statua di San Michele Arcangelo ci accolgono invece a Castrignano del Capo.

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Ed infine, eccoci giunti al lembo estremo della terra, Santa Maria di Leuca.

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Il faro

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Il Santuario S. Maria de Finibus terrae

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La Grotta Porcinara, antico santuario d’epoca classica

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Una delle tante ville ottocentesche di Leuca

Percorrendo la litoranea, risalendo dal lato ovest della penisola, si giunge a San Gregorio, stupenda località marittima.

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Resti dell’antico porto messapico

La suggestiva torre vado si innalza lungo la strada, a pochi metri dal mare.

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Ma forse la più inaspettata è torre pali, rimasta circondata dal mare…

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Ripiegando verso l’interno, chiudiamo questo breve ma ricco itinerario lungo il Capo a Morciano, altro comune ricco di storia.

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Il castello

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La chiesa matrice

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Chiesa matrice, interni

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La chiesa del Carmine

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Chiesa del Carmine, interno

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Folletto (“sciacuddhri, laurieddhru”), su una casa del centro storico

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Interno della Cappella Madonna di Costantinopoli con il menhir affrescato nel 1500

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Frantoio ipogeo

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Frantoio ricavato da un antico granaio messapico, di cui si nota il banco roccioso tagliato nel mezzo

Chiudendo il percorso non si può che gustare i piatti tipici del paese, su cui troneggia l’antica ricetta della “cicerchia”, e le classiche orecchiette, per un gustoso “buon appetito”!

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(che per la foto di copertina ringrazia Dajana Carrozzi, la turista che ci accompagna nelle nostre passeggiate!)

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