Brindisi, la Valigia delle Indie

Brindisi è un mondo da raccontare, come abbiamo visto nei nostri viaggi, dalla casa di Virgilio alle famose colonne romane, il meraviglioso museo archeologico o il sito di San Pietro degli Schiavoni, solo per dirne qualcuno: pochi conoscono però la storia della Valigia delle Indie, una tratta navale che a cavallo fra i secoli XIX-XX, pose di nuovo la città nel cuore del Mediterraneo

come un ponte verso l’Oriente.

La “Indian Mail”, la Valigia delle Indie, trasportava viaggiatori e corrispondenza postale da Londra a Bombay e Calcutta, attraverso un percorso che dal nord Europa attraversava il continente in treno fino a Brindisi, solcava il Mediterraneo e il canale di Suez (Egitto), inaugurato nel 1869, con i piroscafi, ed infine giungeva in Asia. Operò nel periodo compreso fra il 1870 e il 1914. In breve, da questo suggestivo porto, unico nel suo genere, partirono e sbarcarono i più svariati personaggi, fra cui mi piace ricordare il celebre scrittore di romanzi d’avventura Emilio Salgari, e il grande pacifista indiano Gandhi.

Il primo a comprendere i vantaggi di questa tratta fu l’ufficiale della Royal Navy, Thomas Fletcher Waghorn, che dimostrò in patria come questo viaggio era sopratutto per gli inglesi che avevano interessi sui loro possedimenti indiani un vero affare. In precedenza, infatti, essi erano costretti a doppiare il Capo di Buona Speranza, in Africa, per giungere in India, con un viaggio di oltre 100 giorni, mentre col nuovo percorso i tempi di percorrenza si dimezzarono. All’indomani dell’Unità di Italia (si era nel 1862) il progetto cominciò a prendere forma. E, aggiungo io con un pò di malizia, a pensarci bene (ma senza prove), posso ben capire gli aiuti che l’Inghilterra destinò ai Savoia per far sparire l’ingombrante Regno di Napoli (la cui marina dominava il cuore del Mediterraneo, e con la quale bisognava fare i conti): erano certamente anche questi, i veri interessi in ballo. Ma, lo ripeto, mi lascio sfuggire semplicemente un’ipotesi senza prove. Ad ogni modo, per la città di Brindisi, questa avventura fu certamente un toccasana: vi furono furono avviati una serie di lavori per migliorare la viabilità, la costruzione di alberghi (come il celebre ed ancora oggi attivo Hotel Internazionale, inaugurato nel 1893) e nuove strutture portuali.

Fra le più affascinanti cartoline d’epoca, questa qui sopra, che mostra il percorso per intero. Il primo viaggio ufficiale della Valigia delle Indie avvenne il 25 ottobre 1870. Il convoglio ferroviario partiva da Londra e giungeva a Brindisi in 44 ore. Il viaggio fino a Bombay durava 22 giorni. La tratta funzionò per una quarantina di anni, finchè i venti di guerra che spiravano in Europa fecero cadere tutto, con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Brindisi, la Valigia delle Indie

Suggestiva questa cartolina del 1875: si nota il piroscafo dotato ancora di vele, che senz’altro garantivano ancora la sicurezza che i motori in uso a quel tempo non potevano offrire con certezza in viaggi così lunghi.

Bella anche quest’altra immagine sopra, nei cui dettagli si nota bene Brindisi, come Bombay.

Un’avventura purtroppo finita troppo presto, per una città che sta ancora aspettando il posto che merita davanti alla Storia.

Ringrazio gli amici dell’Associazione Culturale Valigia delle Indie, il cui caratteristico locale si trova lungo la strada che porta al Duomo, e che, per via degli oggetti in esso custoditi, consiglio agli amanti non solo della Storia grande ma anche di quella minima, e sempre fascinosa, di una terra che ha ancora tanto da raccontare.

Fonti: Rossana Dedola, La valigia delle Indie e altri bagagli: racconti di viaggiatori illustri, Paravia Bruno Mondadori Editori, 2006. Alfredo Quaranta, La valigia delle Indie: cronistoria di un viaggio dal triste epilogo, Capone Editore, 2003. Antonio Romano, La Valigia delle Indie e l’Europa, Venezia, Reale tipografia di Gio. Cecchini, 1869.

© Questo sito web non ha scopo di lucro, non avrà mai banner pubblicitari, perciò tutto ciò che qui compare, sopratutto le immagini, non può essere usato in altri contesti che non abbiano altro scopo se non quello gratuito di diffusione di storia, arte e cultura. Come dice la Legge Franceschini, le immagini dei Beni Culturali possono essere divulgate, purché il contenitore non abbia fini commerciali, anche indirettamente. I diritti dei beni ecclesiastici sono delle varie parrocchie, e le foto presenti in questo sito sono sempre state scattate dopo permesso verbale, e in generale sono tutte marchiate col logo di questo sito unicamente per impedire che esse finiscano scaricate (come da noi spesso scoperto) e utilizzate su altri siti o riviste a carattere commerciale. Per quanto riguarda le foto scattate in campagne e masserie abbandonate, se qualche proprietario ne riscontra qualcuna che ritiene far cancellare da questo blog (laddove non c’erano cartelli o muri che distinguessero terreno pubblico da quello privato, non ce ne siamo accorti) è pregato (come chiunque altro voglia segnalare rettifiche) di contattarci alla mail info@salentoacolory.it  

Brindisi, la Valigia delle Indie

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.