MUSA, il Museo Storico Archeologico di Lecce

Scrigno di cultura posto appena fuori le mura storiche di Lecce, il Musa, Museo Storico Archeologico dell’Università del Salento nacque per un’iniziativa coordinata delle Università di Lecce e Catania nel 1994, ed ai primi del 2000 fece casa nel grande complesso posto presso il Cimitero. Nasce con finalità di fruizione e divulgazione delle ricerche condotte, nell’arco di diversi decenni, dagli archeologi e dagli storici dell’Università del Salento.

L’esposizione intende offrire un panorama aggiornato degli orizzonti d’indagine, dalla preistoria al medioevo, dal Salento all’Oriente mediterraneo, e delle risorse di cui oggi dispone in termini di competenze, strumentazioni e attrezzature di laboratorio. Cinque sale si susseguono proponendo al visitatore pannelli illustrativi e contributi video. L’età del Bronzo Medio, con i suoi primi grandi abitati, viene affrontata attraverso Roca, indagata da oltre vent’anni. Un violentissimo incendio si verificò nell’abitato verso la fine del Bronzo Medio. Gli scheletri di sette individui rinvenuti all’interno della postierla delle mura documentano la drammaticità dell’evento.

musa ricostruzione roca vecchia

E sopra eravamo già nella seconda sala. Nella terza si presentano alcuni dei centri indagati, in particolare, Otranto, San Vito dei Normanni, Muro Leccese e Oria, offrendo un quadro di sintesi della civiltà messapica dall’età del ferro fino all’età ellenistica.

musa, i cippi messapici di otranto

Testimonianza epigrafica, i cippi iscritti qui esposti sono stati trovati reimpiegati nelle fortificazioni di età ellenistico-romana di Otranto. Rimangono forti dubbi sulla loro ubicazione originaria, mentre le formule onomastiche rinviano all’ambito cultuale-funerario.

musa, i cippi messapici di otranto

Da semplice appassionato, personalmente mi ha sempre intrigato quella lettera tipica dell’alfabeto messapico a forma di tridente, che si vede qui sopra. Un tratto distintivo!

musa, i cippi messapici di otranto

Ulteriore campo di studio sono poi le monetazioni di ambito messapico, che in questa sede sono poi presentate nei loro caratteri peculiari e, talvolta, problematici.

musa, i cippi messapici di otranto

Affrontati anche temi di archeologia subacquea, lo scavo nel cortile  del Vescovado di Brindisi, la sua città romana, quelli della Centoporte di Giurdignano e della chiesa-martyrium di Vaste. Oltre alla gran mole di lavoro svolto negli scavi di Supersano, Quattro Macine, Apigliano e Muro Leccese, la cui abbondanza di rinvenimenti, soprattutto ceramica, mostra i cambiamenti avvenuti, attraverso i secoli, nelle relazioni tra il Salento, il Mediterraneo orientale e perfino l’Europa settentrionale.

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musa, le veneri di parabita

Suggestivi i calchi delle Veneri di Parabita, preziosa testimonianza di un Salento compreso fra i 15.000 e gli 11.000 anni fa!

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Sopra vediamo invece dei reperti che provengono da Monte Papalucio (Oria), e raffigurano teste femminili risalenti ad un periodo compreso fra VI e V secolo a.C.

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Sopra, elemento architettonico proveniente dal Monastero di San Giorgio (Corigliano d’Otranto), XII secolo d.C.

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Sopra, reperti medievali, in senso orario da sinistra: orlo di scaldavivanda in ceramica, VIII-IX d.C. (Otranto). Orlo di bacino in ceramica invetriata, XI-XII d.C. (Otranto). Parete di contenitore in pietra ollare, X-XI d.C. (Apigliano). Stampo eucaristico, X-XI (Soleto).

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Sopra, da sinistra: cucchiaio per uso liturgico, XI d.C., coltello e cucchiaio per uso liturgico, X-XI d.C., stampo eucaristico, X-XI d.C.

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Sopra, anfore dipinte a bande larghe, X-XI sec. d.C. (Apigliano).

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Nella quinta sala, particolare rilievo, anche per la consistenza dell’impegno profuso dal nostro Ateneo su un arco di oltre vent’anni, presenta la Missione archeologica italiana a Hierapolis, in Turchia. Ma il Musa è importante anche per le mostre che periodicamente offre ai suoi visitatori. “L’altro Nilo. Il Sudan dalla Preistoria ai Faraoni”, ci ha aperto uno spaccato sulla Preistoria che arricchisce le nostre conoscenze dell’area mediterranea…

musa, tempio di iside a lecce

…mentre quella dedicata al tempio di Iside, scoperto dal prof. D’Andria durante il recupero di Palazzo Vernazza, nel cuore del centro storico di Lecce, ha presentato una suggestiva ricostruzione di questo Santuario che in epoca romana arricchiva Lupiae.

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Sopra vediamo la scalinata che conduceva all’ipogeo del Tempio, di cui abbiamo notato nel plastico precedente la sua posizione nel complesso.

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Sopra, placchetta votiva (I sec. d.C.) raffigurante Iside sul lato A ed Anubi sul lato B.

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Sopra, capitello proveniente dal portico del Santuario. Pietra calcarea, I sec. a.C. – I sec. d.C.

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Una visita è sempre consigliata, a tutti gli amanti, gli studiosi, gli appassionati della storia di questo territorio, che in queste sale si può pienamente respirare!

 

(che ringrazia l’amica e valente studiosa Grazia Maria Signore, Responsabile Tecnico Scientifico del Museo).

 

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MUSA, il Museo Storico Archeologico di Lecce

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