Luigi Corvaglia, un uomo la sua terra

Ogni terra ha il cantore delle sue memorie, e questo è stato Luigi Corvaglia per il Salento, ma non in un senso folkloristico, bensì in quello che si inabissava alla ricerca della più profonda autenticità dei valori di questa terra e la sua gente. Vissuto nel difficile periodo fascista fu da lui indivisibile una costante tensione morale e un accorato attaccamento ai valori-faro della sua vita.

Luigi Corvaglia (Melissano, 1892-1966) ha operato sopratutto in tre campi: nella Filosofia del Rinascimento, nel Teatro e nella Letteratura Narrativa, raggiungendo importanti livelli artistici. Tra gli studi scientifici si distinguono per vastità ed importanza i profondissimi studi sul filosofo salentino Giulio Cesare Vanini, arso vivo in Francia per il suo pensiero rivoluzionario ai tempi dell’Inquisizione.

L’opera più famosa rimane il suo unico romanzo, “Finibusterre”, pubblicato nel 1936 con una coraggiosa dedica a Benedetto Croce, in rotta col regime fascista…

Luigi Corvaglia

Per gli amanti della narrativa, si tratta di un autentico ed ancora sconosciuto capolavoro, che chi scrive non ha dubbi nel porlo nell’olimpo dei romanzi più profondi mai concepiti. Ed in questo certamente ha inciso il suo animo di filosofo, che gli ha fatto creare una meravigliosa trasfigurazione, quasi sacra, della sua amata terra e della sua gente, attraverso righe di un perfetto realismo, perfetto connubio lirico-onirico che incanterebbero qualsiasi lettore.

Luigi Corvaglia

Negli anni della Seconda Guerra Mondiale si apre nella sua vita uno spiraglio di fiducia verso gli “uomini impegnati”, e si presta “doverosamente” all’attività politica, accogliendo le idee mazziniane. Dopo la proclamazione della Repubblica, però, si allontana dalla vita politica, ritenendola del tutto estranea e lontana dall’ideale da lui vagheggiato e sperato. Si trasferisce a Roma, ritornando ai suoi amati studi.

Per chi scrive oggi di Salento, di qualunque argomento tratti, non può non passare prima da quest’uomo illuminato, precursore di decenni e decenni anche dell’attuale attenzione verso le tradizioni culturali di Terra d’Otranto, come la pizzica e il tarantismo, che lui descrive con la minuziosità di un intelligente antropologo, anni prima di De Martino.

Il Comune di Melissano, in occasione del cinquantenario della sua morte, ha saggiamente iniziato l’opera della rivalutazione di quest’uomo, attraverso un progetto che in due anni cercherà di sviscerare tutti gli aspetti che possano far conoscere al mondo il suo illustre concittadino.

Grazie al prof. Cosimo Scarcella, dal cui studio ho tratto le immagini e le notizie di questa pagina web…

…con la speranza di aver contribuito a far giungere anche ad un sol uomo l’intenzione di incontrare Luigi Corvaglia, animo nobile e profondo, dal Salento.

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