La Villa Romana del Casale

La Villa Romana del Casale, presso Piazza Armerina (Enna) è uno dei più grandiosi esempi dell’arte romana in Sicilia, Patrimonio dell’Umanità dal 1997, una delle glorie italiche. Scoperta da Gino Vinicio Gentili nel 1950, viene inquadrata dagli studiosi nel periodo fra 320 e 370 d.C. ed è universalmente famosa per gli splendidi mosaici che decorano molte delle sue stanze.

Siamo nel periodo storico in cui questa parte dell’Impero Romano d’Occidente riprese una vistosa prosperità economica, prima del definito collasso dovuto successivamente al crollo statale dopo le invasioni barbariche.

La villa era dotata ovviamente delle terme, ambienti che la tradizione romana teneva in gran conto. Lungo il lato settentrionale del peristilio si aprono ambienti di varia destinazione, forse un gineceo o un hospitium. Tre vani iniziali, ambienti di servizio in funzione della cucina, e altri due in fondo, a servizio del vicino appartamento padronale, hanno pavimenti a mosaico con motivi geometrici. I temi ripresi dai mosaici si ritrovano nel repertorio nordafricano.

Sul portico meridionale del grande peristilio si aprono due ambienti di servizio, in origine pavimentati con un mosaico noto come quello delle Fanciulle in bikini, in cui su due registri si dispongono dieci fanciulle impegnate in esercizi atletici. L’abbigliamento non ha nulla da invidiare alla moda contemporanea!

Fra i numerosissimi soggetti raffigurati, anche qualche scena su cui gli studiosi sono ancora incerti sulla identificazione, come il Ratto delle Sabine, o le danze campestri nelle feste primaverili in onore della dea Cerere…

… oltre a quelle di vita comune, come scene di caccia, o la rappresentazione delle classiche divinità romane, come Diana, o famosi episodi mitologici come Ulisse e Polifemo…

… c’è anche il mosaico con il combattimento di Eros e Pan… o quello in cui compare la mitica Fenice, l’uccello di fuoco di tante culture antiche…

La Villa Romana del Casale

…ma non mancano episodi umoristici, come quello del fanciullo caduto che è morso al polpaccio da un grosso topo, o dell’altro che fugge davanti ad un gallo (quest’ultima scena passerà nell’iconografia moralistica medievale come raffigurazione dell’Accidia).

La Villa Romana del Casale

Lo stato di conservazione della Villa è eccezionale, e merita sicuramente sempre più successo, oltre quello comunque notevole che il sito ha raggiunto negli ultimi anni. Ringrazio di cuore l’amico Danilo Lupo, pregevole giornalista d’inchiesta, che in questo caso mi ha regalato queste fotografie, permettendomi così di condividerle con tutti gli appassionati di storia romana e del Mediterraneo.

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La Villa Romana del Casale

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