Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator website La Madonna dell’Alto in Terra d’Arneo

La Madonna dell’Alto in Terra d’Arneo

C’è un luogo, sulle pendici del meraviglioso Parco di Porto Selvaggio, che trabocca di storia antica e vissuta, legato al nome della Madonna dell’Alto, fra leggenda e fede intessute fin nelle zolle di questo angolo di Salento, che da secoli ha visto l’insediarsi di comunità agricole che hanno lavorato e condotto la propria vita in questo solitario e incantevole paradiso naturale.Lo splendore di questo scenario naturale, insieme duro e severo, rende giustizia al nome che gli uomini gli hanno destinato…

Madonna dell'Alto a Nardò

…oggi è un’area protetta, anche grazie al sacrificio di una donna, Renata Fonte…

Madonna del Monte Nardò 1bis

…che fu uccisa proprio per averla difesa. Questa iscrizione, nel verde del parco, ne tramanda la memoria al visitatore.

Madonna dell'Alto a Nardò

Sul punto più alto di questo promontorio si ha un panorama sconfinato… si scorge la torre di Uluzzo (sopra)…

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…ed anche una delle due torri che sovrastano Santa Caterina (marina di Nardò): quella qui sopra, si trova ben nascosta dal bosco…

Madonna dell'Alto a Nardò

…e scalando l’erto promontorio, si giunge (con la lingua di fuori, per i meno allenati!) ai piedi di questa massiccia costruzione…

Madonna dell'Alto a Nardò

…al cui interno si intravedono ancora resti di affreschi…

Madonna dell'Alto a Nardò

…fra cui una santa, non facilmente identificabile…

Madonna dell'Alto a Nardò

…ed una Madonna con Bambino. Che però non è quella più antica, che si trova nei pressi…

Madonna dell'Alto a Nardò

Sulle pendici del promontorio a picco sul mare, si trova invece la Torre dell’Alto.

Madonna dell'Alto a Nardò

Come dicevo, il panorama che si può ammirare da qui è veramente suggestivo…

Madonna dell'Alto a Nardò

…verso sud, si scorge tutta la costa, fino a Gallipoli.

Madonna dell'Alto 2

Appena all’interno, percorrendo il sentiero naturalistico che i turisti percorrono fino alla torre protesa sul mare, si erge Masseria dell’Alto: attraversando questo percorso in terra battuta si passa accanto ai suoi attuali confini. Un tempo molto più estesi! E’ sorta su un precedente insediamento agricolo. Secondo me, paragonabile all’insediamento bizantino di Masseria San Biagio, a Calimera, dove una torre ed una chiesetta costituivano il primo nucleo abitativo, sorto nel medioevo. A Calimera, della torre restano solo lacerti di mura, mentre qui si può scorgere ancora il primitivo blocco, in cui si può riconoscere il primo baluardo del villaggio agricolo…

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…sopra si può notare quella che era la torre primitiva, ora ormai inglobata dalla masseria…

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Alle sue spalle, c’è la chiesa… uno scrigno tutto da vedere! La tradizione racconta che nel 1125, un certo Guidone Vermiglio, scampato miracolosamente ad una tempesta davanti a questo mare, fondò una chiesa, e poi un convento, nel quale i Benedettini restarono fino al 1530.

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Tutte le pareti di questa chiesa sono completamente affrescate, anche se alcuni soggetti sono un pò sbiaditi dal tempo. Qui sopra spicca una bellissima Madonna con Bambino…

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…e qui una Natività.

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La chiesa fu restaurata un paio di volte, nel 1353 e poi trecento anni dopo.

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Gli affreschi sono di varie epoche e rivestono notevole importanza storico-artistica.

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Particolare, qui sopra, una scena in cui spiccano gli uomini incappucciati di una Confraternita…

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…e qui una figura impiccata, che senz’altro racconta qualche storia che mi sfugge…

San Giacomo di Compostela

…sotto di essa si legge un’epigrafe molto interessante, di un certo Donato Guerra, un ex voto, la cui didascalia ci avverte che fu eseguito da quest’uomo, che era stato a San Giacomo di Compostela ben due volte nel 1618.

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Bello il particolare con una nave, di quelle che senz’altro i pastori vedevano passare nel mare da questa altura.

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Qui siamo sull’altare…

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…dove splende di bellezza l’icona della Madonna dell’Alto. Un capolavoro di gusto bizantino, datato fine secolo XIII: ai lati del volto della Vergine si legge, in greco: Mater Dei, mentre accanto al Bambino Iesus Christus.

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Qui siamo alle spalle dell’altare, nella sagrestia, dove si trova questa intensa Crocifissione…

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…sopra la quale c’è un particolare architettonico di riutilizzo, una lastra tombale del 1473.

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Qui dentro poi vi sono affreschi forse più antichi ma ormai deteriorati…

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…e diversi graffiti… alcuni assai interessanti.

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Riporto dal volume “Città e monastero – I segni urbani di Nardò” (a cura di Benedetto Vetere, Congedo Editore): “Se autentico fosse stato il Chronicon Neretinum, che la storiografia municipale erudita del secolo XVIII volle far passare come documento del secolo XV e che gli studi filologici hanno dimostrato essere una falsificazione di tempo assai posteriore al secolo XIV, la fondazione del monastero di Santa Maria dell’Alto sarebbe avvenuta nel 1125 ad opera di Messer Guidone di Nardò, per essere stato liberato da periculo di affocarese a mare. Le collettorie dell’Archivio Segreto Vaticano hanno riportato che il monastero, come tutti quelli riportati nelle liste delle decime del 1373, era servito dall’ordine di San Basilio. Il dato più certo è fornito da un documento proveniente dall’Archivio Vescovile di Nardò, datato all’anno 1470″.

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“L’ipotesi avanzata del monastero fortificato sembra essere suffragata dal resoconto della Visita Pastorale del Setario (1491-1507). Alla fine del secolo XV l’abbazia possedeva ancora tutta la collina su cui sorgeva con nove chiesure di herbaggio, pascoli, giardini, case, torre, stalle, forno, cisterna”.

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Guardando il panorama davanti a me, verso questo mare, non posso non pensare al grande e laborioso passato di questa terra.

(un caloroso ringraziamento ai proprietari e la loro Famiglia, per la visita concessa ma anche per l’amore che riservano a questo luogo fondamentale della storia di questa terra)

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