Viaggio fra le case a corte del Salento

Questo viaggio cominciavo a farlo, inconsapevolmente, intorno ai dieci anni: abitavo in una stretta via della Lecce vecchia di inizio anni ’80, quando non c’erano automobili che passavano e si giocava coi bambini del vicinato come se si fosse in casa. Non era una corte, una semplice via, ma restituiva appieno quel senso di piccola comunità dove assieme si condivideva tutto.

Dai giochi ai litigi, sia dei grandi che dei bambini! Un piccolo mondo in miniatura, che, crescendo, ho poi scoperto fosse molto più grande di quello che immaginavo, assai esteso, ben oltre i limiti della mia terra.

Viaggio fra le case a corte del Salento

Alessano

Delle corti salentine hanno scritto saggiamente eminenti studiosi di questa terra, come il prof. Antonio Costantini o Silvano Palamà, ricostruendone la storia; ma anche poetici narratori, come Tonio Monastero (di Campi Salentina), che ne ha fatto il suo romanzo di formazione, ne “La corte delle rondini”, in cui ricrea la vita degli abitanti di una corte, un microcosmo chiuso, che è il mondo di chi lo abita, nel quale la vita si intesse di gioie e dolori, fatica e speranza, silenzi e schiamazzi.

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Alessano

In questo mio piccolo viaggio fotografico volevo restituire l’immagine di questo piccolo mondo antico, e certamente non potrà essere esaustivo, neanche visivamente; ma è un percorso che non mancherò di arricchire!

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Calimera

La casa a corte è una tipologia abitativa che è stata utilizzata in parecchie zone che si affacciano sul bacino del mar Mediterraneo, essenzialmente per la sua economicità, ma anche per un semplice fattore climatico.

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Castrignano del Capo

Il fattore economico era la ragione principale, per via della povertà atavica delle popolazioni contadine. Il clima mite, che perdurava gran parte dell’anno, consentiva l’utilizzo dello spazio all’aperto per una lunga serie di lavori artigianali, grazie ai quali le famiglie guadagnavano gran parte del loro sostentamento.

Viaggio fra le case a corte del Salento

Con l’andare del tempo, le migliorate condizioni economiche hanno consentito di realizzare strutture persino decorate, abbellite con espedienti architettonici. Come dimostrano anche le case di ricchi signori come questa della foto sopra, nel centro storico di Copertino.

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Ma questa struttura abitativa nasce come detto da piccoli nuclei familiari, poveri, che nel corso di diverse generazioni sono andate via via crescendo, man mano che la famiglia si allargava, arrivando a contare anche più di dieci nuclei familiari per corte! Qui sopra siamo a Felline (Alliste), dove le case hanno conservato anche la copertura a tegole, tipica della fase originaria.

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Qui siamo invece a Giuliano (Castrignano del Capo), dove un’altra corte fascinosa ha conservato la “pila”, dove più famiglie lavavano i panni in comune.

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Qui siamo invece a Lecce, davanti al celebre “arco di Prato”, che dischiude una grande corte chiusa con parecchie unità abitative.

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Alcune corti sono state abbellite con affreschi di santi… qui siamo a Matino.

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Melpignano: questa è la classica corte chiusa salentina…

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…e non è l’unico esempio, in paese, come negli altri della Grecìa Salentina.

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Presicce presenta un antico quartiere che, anche se non è proprio chiuso, richiama molto la corte, perché è attraversato da una strettissima stradina che mette in comunicazione diverse case…

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…che hanno il pozzo, e la “pila” in comune. Qui, fino a una decina di anni fa, abitava un’anziana signora che era la delizia per i turisti che passavano da qui, un vero specchio sulla vita passata di queste terre, antica sapienza che aveva memorizzato stornelli e fatterelli che regalava a tutti i passanti.

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Presicce

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Qui sopra siamo a Zollino, davanti a una scena in via di estinzione: alcuni cantori intonano i tradizionali canti della Passione di Cristo, in lingua grika. Accade solo qui, in Grecìa Salentina. 

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Chiudo questo mio piccolo viaggio a Galatina, a Corte Vinella. Siamo nel cuore del borgo antico di Galatina: un massiccio arco bugnato nasconde una delle case a corte più belle della città. La corte risale ai primi del ‘700 opera probabilmente del celebre artista leccese Giuseppe Cino. Prende il nome dal medico Raimondo Vinella, che qui abitò nel XIX secolo.

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La corte è caratterizzata dai parapetti della scala e della balconata che si affaccia sulla corte, realizzati in pietra leccese finemente lavorata e traforata.

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I dettagli sono veramente suggestivi!

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Sulla parete della casa è scolpito lo stemma della famiglia Comi.

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Da questa visuale si apprezza meglio il pozzo della corte, i cui bordi sono consumati dal suo utilizzo, da chissà quante generazioni!

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Ai piedi della scala si riconosce il busto di un cavaliere…

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…ma risalendo i suoi gradini, a metà scala si intravede un’altra figura…

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…una corte assai singolare!

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Un viaggio che merita una sua continuazione, in giro per la Terra d’Otranto!

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