Il percorso della Maddalena nel Salento

Maria Maddalena. Patrona dei penitenti, venerata anche dalla Chiesa d’Oriente. La Chiesa latina era solita accomunare nella liturgia le tre donne di cui parla il Vangelo e che la liturgia greca commemora separatamente: Maria di Betania, sorella di Lazzaro e di Marta, la peccatrice «cui molto è stato perdonato perché molto ha amato», e Maria Maddalena, l’ossessa miracolata da Gesù, che ella seguì e assistette fino alla crocifissione.L’identificazione delle tre donne è stata facilitata dal nome Maria comune almeno a due e dalla sentenza di San Gregorio Magno che vide indicata in tutti i passi evangelici una sola e medesima donna. I redattori del nuovo calendario, riconfermando la memoria di una sola Maria Maddalena senz’altra indicazione, come l’aggettivo “penitente”, hanno inteso celebrare la discepola alla quale Gesù apparve dopo la Risurrezione. È questa la Maddalena che la Chiesa oggi commemora e che, secondo un’antica tradizione greca, sarebbe andata a vivere a Efeso, dove sarebbe morta. In questa città avevano preso dimora anche Giovanni, l’apostolo prediletto, e Maria, Madre di Gesù.

san pietro mandurino

Manduria, ipogeo della chiesa di San Pietro Mandurino.

Dopo la Resurrezione del Cristo, di lei si perdono le tracce nella Storia. Le uniche testimonianze su questa donna misteriosa vengono dai Vangeli apocrifi, e dalla tradizione, prettamente francese, del suo sbarco a Marsiglia, subito dopo la morte di Gesù. Una tradizione gnostica che racconta come lei fosse infine diventata la moglie del Cristo e che portasse in grembo la sua prole: il famoso sangreal, il Sangue Reale, il Santo Graal cercato dai Cavalieri della tavola Rotonda…

tricase

Tricase, Cripta del Gonfalone, la Maddalena accanto alla Dormitio Virginis.

La Chiesa ovviamente non ha mai accettato tutta questa storia. Tuttavia il mito di questa donna ha attraversato i secoli e si è radicato in molti luoghi del mondo cristiano. Anche nel Salento si scorgono numerose tracce del suo “passaggio”, dovuto ovviamente al periodo di dominazione francese di questi luoghi, a partire dal 1300 sotto gli Angioini.

cappella castiglione2

Castiglione, Cappella della Maddalena

A Castiglione d’Otranto, borgo incantato del comune di Andrano, esiste una singolare concentrazione di raffigurazioni di questa donna, sia nella più antica cappella del paese, che nella seicentesca chiesa matrice, dedicata a Sant’Antonio di Padova…

cappella castiglione1

Castiglione, Cappella della Maddalena: lo sbarco a Marsiglia.

chiesa castiglione

Castiglione, chiesa matrice.

A Sogliano Cavour, all’interno della Chiesa di Maria Santissima Annunziata, annessa al convento degli Agostiniani, piccolo scrigno di vari tesori d’arte, c’è questa tela che raffigura la Maddalena ai piedi di Cristo…

1

…ma non è l’unico esempio, in questa cittadina: nella chiesa di San Lorenzo ce n’è un’altra, sempre bellissima, coi lunghi capelli sulle spalle…

sogliano

Nella Cattedrale di Nardò si può osservare la Maddalena dallo sguardo più ardente, quasi inquietante, in un affresco purtroppo deteriorato dai secoli…

nardò

Nella chiesa matrice di Uggiano c’è un elegante altare con una sua bellissima statua…

Maddalena2

A Muro Leccese c’è un bellissimo bassorilievo in pietra leccese, nella cinquecentesca chiesa del Crocefisso, che riproduce ancora lei, sempre più bella…

Crocefisso di Muro

Nel castello di Copertino, nella Cappella della Maddalena, piccolo gioiello ai più sconosciuto, c’è un’importante rappresentazione che la vede circondata da Maria D’Enghien (sulla destra della foto) e dalla figlia di lei, probabilmente committenti dell’opera.

maddalena

Purtroppo gli affreschi sono molto rovinati, ma in un’altra scena la si intravede di nuovo, mentre bacia i piedi di Gesù sulla Croce. Un luogo che rende ancora più affascinante il castello di Copertino…

Gesù

Sotto, il bellissimo affresco cinquecentesco della Maddalena, a Melpignano, in una cappella a cui vi rimando in un articolo a parte (clicca qui).

Ma il trionfo per immagini della storia della Maddalena lo si può ammirare più che di ogni altra parte, nella Torre di Belloluogo, storica dimora di Maria d’Enghien situata appena fuori la città di Lecce. Qui, in una piccola cappella completamente affrescata, furono raffigurati i momenti essenziali della sua vita accanto a Gesù Cristo, dal primo incontro fino alla Resurrezione.

belloluogo1

Lecce, Torre di Belloluogo

belloluogo2

Lecce, Torre di Belloluogo

belloluogo3

Lecce, Torre di Belloluogo

Riguardo a Maria Maddalena c’è lo stereotipo che classifica questa donna evangelica come una prostituta redenta da Cristo.  «La tradizione», come ha scritto il cardinale Gianfranco Ravasi, «ripetuta mille volte nella storia dell’arte e perdurante fino ai nostri giorni, ha fatto di Maria una prostituta. Questo è accaduto solo perché nella pagina evangelica precedente – il capitolo 7 di Luca – si narra la storia della conversione di un’anonima “peccatrice nota in quella città”, colei che aveva cosparso di olio profumato i piedi di Gesù, ospite in casa di un notabile fariseo, li aveva bagnati con le sue lacrime e li aveva asciugati coi suoi capelli. Si era così, senza nessun reale collegamento testuale, identificata Maria di Magdala con quella prostituta senza nome. Ora, questo stesso gesto di venerazione verrà ripetuto nei confronti di Gesù da un’altra Maria, la sorella di Marta e Lazzaro, in una diversa occasione (Giovanni 12, 1-8). E, così, si consumerà un ulteriore equivoco per Maria di Magdala: da alcune tradizioni popolari verrà identificata proprio con questa Maria di Betania, dopo essere stata confusa con la prostituta di Galilea».

Chiesa rupestre di Sant’Anna (Galatina)

Maria Maddalena fu fra coloro che maggiormente amarono Cristo. Quando giunse il tempo del Calvario, era insieme a Maria Santissima e a san Giovanni, sotto la Croce. Non fuggì per paura come fecero i discepoli, non lo rinnegò come fece il primo Papa, ma rimase presente ogni ora, dal momento della sua conversione, fino al Santo Sepolcro. San Gregorio Magno ha parole straordinarie per colei che fece di Cristo l’unica ragione di vita. «Ella si recò la Domenica di Pasqua al Sepolcro, con gli unguenti, per onorare il Signore. Ma non lo trovò: “Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva”. In questo fatto dobbiamo considerare quanta forza d’amore aveva invaso l’ anima di questa donna, che non si staccava dal sepolcro del Signore, anche dopo che i discepoli se ne erano allontanati. Accadde perciò che poté vederlo essa sola che era rimasta per cercarlo; perché la forza dell’opera buona sta nella perseveranza, come afferma la voce stessa della Verità: “Chi persevererà sino alla fine, sarà salvato”. Cercò dunque una prima volta, ma non trovò, perseverò nel cercare, e le fu dato di trovare. I santi desideri crescono col protrarsi. Se invece nell’attesa si affievoliscono, è segno che non erano veri desideri. “Donna perché piangi? Chi cerchi?”. Le viene chiesta la causa del dolore, perché il desiderio cresca, e chiamando per nome colui che cerca, s’infiammi di più nell’amore di lui. “Gesù le disse: Maria!”. Dopo che l’ha chiamata con l’appellativo generico senza essere riconosciuto, la chiama per nome come se volesse dire: Riconosci colui dal quale sei riconosciuta. Io ti conosco non come si conosce una persona qualunque, ma in modo del tutto speciale». Maria si risveglia dall’incubo: «Maestro!». L’ umile penitente Maddalena, diventa testimone del trionfo del Crocifisso. Ora vorrebbe stare lì, in adorazione, e invece no: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». Porterà Lei l’ annuncio agli Apostoli. Il culto più antico rivolto a Maria Maddalena, risalente alla fine del IV secolo, è quello che si svolgeva nei riti della Chiesa Orientale la seconda domenica dopo Pasqua. In quel giorno si commemoravano le donne che il giorno dopo la crocifissione e la morte di Gesù si recarono al sepolcro con gli unguenti per imbalsamarlo. Il primo centro della venerazione della Maddalena fu Efeso, dove si diceva fosse pure la sua tomba, nell’ingresso della grotta dei Sette Dormienti; si sposta poi a Costantinopoli, dove all’epoca di Leone il Filosofo (nell’886) sarebbe stato trasferito il corpo, e si diffonde poi nella Chiesa Occidentale soprattutto dall’XI secolo. Il 3 giugno 2016 la Congregazione per il Culto Divino ha pubblicato un decreto con il quale, «per espresso desiderio di papa Francesco», la celebrazione di santa Maria Maddalena, che era memoria obbligatoria, viene elevata al grado di festa liturgica. Il Papa ha preso questa decisione durante il Giubileo della Misericordia, ha spiegato il Segretario del dicastero, l’ arcivescovo Arthur Roche, «per significare la rilevanza di questa donna che mostrò un grande amore a Cristo e fu da Cristo tanto amata». Maria di Magdala faceva parte del gruppo dei discepoli di Gesù, lo aveva seguito fino ai piedi della croce e, nel giardino in cui si trovava il sepolcro, era stata la prima testimone della resurrezione, “testis divinae misericordiae”, come la definisce Gregorio Magno. «Cristo», ha detto l’ arcivescovo Roche,  «ha una speciale considerazione e misericordia per questa donna, che manifesta il suo amore verso di Lui, cercandolo nel giardino con angoscia e sofferenza», con quelle che sant’Anselmo definisce le «lacrime dell’ umiltà. Perciò è giusto», conclude Roche, «che la celebrazione liturgica di questa donna abbia il medesimo grado di festa dato alla celebrazione degli apostoli nel Calendario Romano Generale e che risalti la speciale missione di questa donna, che è esempio e modello per ogni donna nella Chiesa». (Fonte: famigliacristiana.it)

© Questo sito web non ha scopo di lucro, non userà mai banner pubblicitari, si basa solo sul mio impegno personale e su alcuni reportage che mi donano gli amici, tutti i costi vivi sono a mio carico (spostamenti fra le città del territorio salentino e italiano, spese di gestione del sito e per il dominio concesso da Aruba). Se lo avete apprezzato e ritenete di potermi dare una mano a produrre sempre nuovi reportage, mi farà piacere se acquisterete i miei romanzi. Il Folle lo trovate su Amazon (clicca qui), mentre Tsunami lento in alcune librerie (clicca qui) anche in versione inglese (su Amazon), oppure, anche tutti gli altri miei titoli, a richiesta alla mia mail: sandrolento@gmail.com. Tutto ciò che compare sul sito, sopratutto le immagini, non può essere usato in altri contesti che non abbiano altro scopo se non quello gratuito di diffusione di storia, arte e cultura. Come dice la Legge Franceschini, le immagini dei Beni Culturali possono essere divulgate, purché il contenitore non abbia fini commerciali, anche indirettamente. I diritti dei beni ecclesiastici sono delle varie parrocchie, e le foto presenti in questo sito sono sempre state scattate dopo permesso verbale, e in generale sono tutte marchiate col logo di questo sito unicamente per impedire che esse finiscano scaricate (come da noi spesso scoperto) e utilizzate su altri siti o riviste a carattere commerciale. Per quanto riguarda le foto scattate in campagne e masserie abbandonate, se qualche proprietario ne riscontra qualcuna che ritiene far cancellare da questo blog (laddove non c’erano cartelli o muri che distinguessero terreno pubblico da quello privato, non ce ne siamo accorti) è pregato (come chiunque altro voglia segnalare rettifiche) di contattarci alla mail info@salentoacolory.it

Il percorso della Maddalena nel Salento

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.