La cappella della Maddalena a Melpignano

Fra le centinaia di luoghi di culto “minori” dei borghi del Salento, vi propongo questa volta la cappella di Santa Maria Maddalena, a Melpignano, nel cuore della Grecìa Salentina, situata appena fuori il paese, nei pressi del cimitero. E’ un luogo molto caro ai melpignanesi, ricco di pace e tranquillità.

In questo luogo esisteva già nel Cinquecento una chiesa più antica di quella attuale…

…poi ristrutturata successivamente…

L’interno è ad aula unica con copertura a volta a spigolo. Spicca decisamente l’altare… con al centro proprio lei, la santa cui è dedicato il tempio: un affresco che mi ha lasciato incantato…

Le origini del culto della Maddalena sono assai remote. Nel 1661 la chiesa venne abbellita e ricostruita a ricordo del miracolo ricevuto per intercessione della Santa durante l’epidemia di peste che si diffuse nel 1656, decimando, con migliaia di vittime, il Regno di Napoli, ma risparmiando “miracolosamente” il Salento.

Questo è quanto ho trovato fra le notizie. Noto però la data incisa in alto, sull’altare, che è 1744…

…e poi la presenza di Sant’Oronzo, che mi riportano ad un pensiero: Oronzo è considerato a Lecce ed anche altrove, nel Salento, protettore dalla peste, e ad esso i leccesi diedero il merito del miracolo accaduto col tremendo terremoto del 1743, che sconvolse la Terra d’Otranto ma non arrecò danni alla città di Lecce. Forse questa chiesa accusò lesioni a seguito di quella calamità ed ebbe restauri anche in quell’occasione, come l’altare sembrerebbe dimostrare con la data.

Presente anche una statua di San Lazzaro, sempre sull’altare.

Ai lati dell’altare, due affreschi, che mostrano scene della vita della Santa… assieme a Maria Vergine…

…e a Gesù.

Il culto della Maddalena è abbastanza presente, in Salento, come abbiamo visto in un altro reportage, e iniziò con gli Angioini nel Trecento.

A Melpignano la Maddalena fu venerata come seconda protettrice del paese, insieme a san Giorgio. A tale protezione fanno riferimento le iscrizioni latine incise sugli architravi esterni delle porte laterali della chiesa, che sottolineano anche che essa fu costruita dalla comunità di Melpignano.

Le pareti esterne della chiesa, come accade spesso con i templi situati in zone di passaggio ed importanti vie di comunicazione, sono ricche di graffiti e incisioni lasciati nei secoli dai pellegrini… qui sopra spicca una croce sul Golgota…

…alcune date settecentesche…

…ma anche il ritratto di un uomo, con copricapo, che mi piacerebbe sapere a chi si riferisce…

…iscrizioni difficilmente decifrabili…

…e qui sopra un’altra figura, che potrebbe essere un guerriero, ma anche una donna: il segno ormai consunto rende difficile anche questo tipo di identificazione.

Un luogo che, devo dire, non conoscevo, e mi ha fatto piacere condividere con voi!

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La cappella della Maddalena a Melpignano

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