Viaggio fra le meraviglie di Oplontis

Eccovi l’antica Oplontis, nel cuore di Torre Annunziata. Quella che vedete nelle mie foto è la straordinaria ”Villa A” o ”di Poppea”, tra le più ricche, importanti e meglio conservate dell’area vesuviana e ovviamente del mondo romano.

Vi accolgono melograni, oleandri e fiori d’ogni tipo mentre attraversate il muro di piroclastite [1] e scendete in un mondo fermo a 2000 anni fa.

Viaggio fra le meraviglie di Oplontis

E non preoccupatevi se vi sentite disorientati davanti a tutti questi colonnati che si perdono nella cenere, non stiamo entrando dal ricco vestibolo [2] che apriva all’atrio, quest’ultimo fu demolito per la costruzione del Canale Conte di Sarno [3] e di un pastificio poi.

Viaggio fra le meraviglie di Oplontis

Vi ritrovate dunque davanti ad altri giardini interni e ad affreschi coloratissimi che tentano di assecondare la Natura ed ampliare lo spazio: uccellini, fiori, porte, colonne, scale, e fregi monumentali, è il II stile pompeiano! [4]. Si gioca con la realtà ampliando illusionisticamente lo spazio e dunque rompendo il limite fisico delle pareti, non è meraviglioso?

Vi ritrovate poi tra corridoi strettissimi ma ugualmente decorati che vi mostrano (non volendo) le cucine, gli ambienti servili, e i depositi, ma torniamo allo spazio realmente pubblico, guardate il grande Larario [5], il luogo sacro della casa e andate verso i saloni che danno sul mare azzurro del Golfo di Napoli. Qui vi accolgono pavoni, maschere teatrali, ceste di frutta fresca ed uccellini.

Si aprono davanti ai vostri occhi le più imponenti e straordinarie composizioni del II stile pompeiano a noi note. Parliamo di immense scenografie con giochi di prospettiva invidiabili. Vi ritrovate spettatori di un mondo Altro che tenta di rompere in ogni modo il limite posto dalla realtà.

Ricadono su di voi le piume colorate dei pavoni, le fiaccole sono appoggiate sulle scale, le maschere sui fregi ed un uccellino entra cantando davanti ad un suo piccolo simile che becca tra le colonne ornate di smeraldi e argento. Inebriati ci perdiamo tra gli antichi quartieri termali, le fontane e le stanze residenziali attraversando altri peristili ed altri giardini pieni di vita.

Ed ecco i giochi di simmetria: ogni stanza si apre sull’altra e sulla monumentale Natatio – la piscina – che sfiora i 60 metri di lunghezza e i 20 di larghezza. Qui un tempo, all’ombra dei grandi platani, vivevano satiri ed ermafroditi, efebi, Veneri e Vittorie alate.

I lunghi ambienti di passaggio sono decorati con un elegantissimo IV stile bianco [6] e si chiudono, riportandoci al giardino iniziale, nei grandi Viridaria, le stanze chiuse ed aperte solo alla Natura. Questo angolo di mondo meraviglioso e silente, riemerso nel cuore caotico dell’odierna Torre, si fermato al 79 d.C.

Basterebbe questo per accendere in noi un’estrema curiosità. Perdetevi tra queste colonne e questi giardini in fiore quando la Pandemia troverà una sua fine. La terra Vesuviana, gravida di vicende e tracce umane, ci restituisce la Vita.

Laura Noviello

NOTE:
[1] PIROCLASTITE: L’area vesuviana non è stata ricoperta da colate laviche nel 79 d.C. ma bensì da cenere, lapilli, pomici, masse laviche di ostruzione e da flussi (nubi ardenti).
[2] VESTIBOLO: Ambiente di ingresso che nella casa romana precede l’Atrio.
[3] Canale Conte di Sarno: Corso d’acqua artificiale diramato dalla sorgente del fiume Sarno e progettato dall’architetto Domenico Fontana nel 1592.
[4] II stile pompeiano: uno dei 4 stili o schemi decorativi della pittura romana detto stile architettonico (80 a.C. – fine I sec. a.C.). Ideati dal tedesco August Mau sulla base del De Architectura di Vitruvio.
[5] LARARIO:Luogo della casa romana destinato al culto domestico.
[6] IV STILE pompeiano: stile o schema pittorico che si afferma in età neroniana, caratterizzato da architetture fantastiche più stilizzate ed improbabili del II.

© Questo sito web non ha scopo di lucro, non avrà mai banner pubblicitari, perciò tutto ciò che qui compare, sopratutto le immagini, non può essere usato in altri contesti che non abbiano altro scopo se non quello gratuito di diffusione di storia, arte e cultura. Come dice la Legge Franceschini, le immagini dei Beni Culturali possono essere divulgate, purché il contenitore non abbia fini commerciali, anche indirettamente. I diritti dei beni ecclesiastici sono delle varie parrocchie, e le foto presenti in questo sito sono sempre state scattate dopo permesso verbale, e in generale sono tutte marchiate col logo di questo sito unicamente per impedire che esse finiscano scaricate (come da noi spesso scoperto) e utilizzate su altri siti o riviste a carattere commerciale. Per quanto riguarda le foto scattate in campagne e masserie abbandonate, se qualche proprietario ne riscontra qualcuna che ritiene far cancellare da questo blog (laddove non c’erano cartelli o muri che distinguessero terreno pubblico da quello privato, non ce ne siamo accorti) è pregato (come chiunque altro voglia segnalare rettifiche) di contattarci alla mail info@salentoacolory.it  

Viaggio fra le meraviglie di Oplontis

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.