Alla scoperta del Castello di Acaya

Poche fortificazioni nel Salento sono entrate nell’immaginario collettivo in maniera così potente come il castello di Acaya. Un maniero, un villaggio, un borgo intero fortificato, rimasto intatto al passare dei secoli, che rappresenta quasi un unicum in questo lembo d’Italia. Rappresentava il baluardo di Lecce, per gli assalitori che venivano dal mare. Il suo antico nome di Segine fu soppiantato dall’arrivo della famiglia Dell’Acaya, il cui membro di spicco, Giangiacomo, architetto dell’Imperatore Carlo V, ne rimodernò non solo il castello ma l’intero borgo.

castello di acaya

Scorcio delle mura di Acaya, con la porta di Sant’Oronzo e i bastioni del castello.

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Acaya, porta Sant’Oronzo.

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Acaya, scorcio del castello.

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Acaya, posto di guardia su una delle torri.

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Castello di Acaya, particolare di un finestrino.

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Castello di Acaya, particolare di una finestra di una torre.

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Scorcio del castello dal fossato.

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Particolare della torre a punta lanceolata.

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Scorcio del castello dal fossato.

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Scorcio del castello dal fossato.

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Fossato, mangiatoie dei cavalli.

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Fossato, un ambiente scavato nella roccia, usato come stalla.

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Fossato, un ambiente scavato nella roccia, usato come stalla.

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Scorcio del castello dal fossato.

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All’interno dell’atrio del castello, nei recenti scavi di restauro dell’Università del Salento, venne alla luce una chiesetta bizantina. Se ne conservano dei preziosi affreschi, fra cui quello che raffigura la morte della Madonna, vegliata dagli Apostoli, e la sua anima assunta in cielo nelle braccia di Gesù.

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Castello di Acaya, “Dormitio Virginis”.

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Chiesetta bizantina.

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Chiesa bizantina.

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Particolare delle tombe presso la chiesetta.

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Panoramica

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Ambienti del castello.

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Uno dei due frantoi del castello, il più recente.

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Castello di Acaya, interno di una delle torri circolari.

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Atrio del castello.

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Qui siamo all’interno della sala ennagonale, uno degli ambienti più suggestivi del castello. Per l’intero perimetro della sala è stato prodotto un bellissimo bassorilievo, colmo di figure mitologiche, ma anche, si suppone, i volti dei genitori di Giangiacomo dell’Acaya…

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Castello di Acaya, ambienti interni.

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Lo stemma dei regnanti di Spagna, sulla volta di una sala del castello.

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Castello di Acaya, ambienti interni.

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Castello di Acaya, ambienti interni.

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Castello di Acaya, ambienti interni.

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Castello di Acaya, ambienti interni.

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Castello di Acaya, ambienti interni.

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Ambienti sotterranei.

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Ambienti sotterranei, particolare di una canalizzazione delle acque.

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Scarpata difensiva di un fossato scavato intorno alla chiesa. Indica il momento in cui la chiesa fu trasformata in torre, precedentemente alla costruzione del castello cinquecentesco.

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Sotterranei, il frantoio più antico.

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Ora siamo all’interno delle prigioni. Come era solito all’interno di luoghi simili, i prigionieri erano abituati a lasciare dei graffiti sulle mura degli ambienti. La storia ha voluto che anche Giangiacomo, gran signore, esimio cavaliere, conoscesse la triste sorte dei prigionieri, per via di alcuni debiti di cui, per troppa fiducia, si era fatto garante. Forse non fu rinchiuso in questo castello, forse finì in quello di Lecce, certo è che di questo grand’uomo si perdono le tracce in una galera come un delinquente qualunque!

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Prigioni del castello, graffiti.

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Prigioni del castello, graffiti.

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Prigioni del castello, graffiti.

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Prigioni del castello, graffiti.

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Una visita in questo patrimonio della Storia e della bellezza del Salento non può che lasciare incantato qualsiasi visitatore che gli si accosti.

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