San Francesco de Geronimo, da Grottaglie

Non molti conoscono San Francesco de Geronimo, luminosa figura di una vita dedicata a proteggere gli ultimi per eccellenza, poveri, diseredati, bambini, ammalati, oppressi, diseredati, persino carcerati. Nato a Grottaglie nel 1642 (morto a Napoli nel 1716), fu un sacerdote gesuita, proclamato Santo da papa Gregorio XVI nel 1839. Visse le grandi campagne missionarie della Compagnia di Gesù

che dal 1670 in poi si svolgevano nel sud Italia. Fino ad arrivare a Napoli. La situazione socio-religiosa di questa città, in quel periodo, era estremamente seria. Da una parte, lo splendore medievale, rinascimentale e barocco delle sue vie, dei palazzi e delle chiese; dall’altra, lo squallore malsano dei vicoli malsani dove viveva in penosa promiscuità la maggior parte della popolazione. Fu in questo panorama che Francesco cominciò a diventare il pacificatore, il consolatore del povero, dell’afflitto, del malato, del carcerato, dello schiavo.

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Nella sua Grottaglie è ancora oggi amato con una venerazione veramente speciale…

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…c’è ancora la sua casa, dove un’epigrafe lo ricorda…

San Francesco de Geronimo, da Grottaglie

…attigua alla quale è sorto poi il Santuario, che oggi che ne tramanda il culto…

San Francesco de Geronimo, da Grottaglie

…attraverso anche alcune tele che ricordano i miracoli che hanno illuminato la sua vita, e le genti che vi assistettero…

San Francesco de Geronimo, da Grottaglie

San Francesco de Geronimo, da Grottaglie

…qui sopra c’è il ricordo della sua profezia al bambino che diventerà Santo: Alfonso Maria de’ Liguori.

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Un altro episodio emblematico avvenne durante la Seconda Guerra Mondiale: qui a Grottaglie c’era un aereoporto militare, e insieme alla città fu preso di mira dai bombardamenti alleati. Avvenne che un pilota vide librarsi un sacerdote sopra la città, che con un gesto gli intimava di non sparare: quella che vediamo sopra è la casa di San Francesco, su cui sono rimasti i segni delle mitragliate di quei giorni cupi…

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La chiesa è diventata un piccolo scrigno barocco…

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…ricco della creatività degli artigiani grottagliesi…

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…e memorie della vita del Santo.

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Qui sopra uno dei celebri miracoli di San Francesco, quando egli fece parlare una donna che era già morta, Caterina, che interrogata rispose: “Io sono all’inferno”…

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…qui invece, il miracolo della Eucarestia…

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Nella sua casa-museo c’è anche il calco autentico del suo volto…

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…oltre alla stanza dove lui nacque…

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…giorno di cui si racconta che il bambino cadde rovinosamente dal letto… miracolosamente senza farsi male…

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…ogni anno, il 17 dicembre, alle 15, quando è nato, in questo preciso punto dove egli cadde, arriva un raggio di sole…

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…anche questa scena è rievocata in una tela…

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Il piccolo museo raccoglie diversi testi autografi…

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…il piccolo porticato dal quale il santo si affacciava…

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…qualche cimelio, frutto della sua opera di pacificazione scolta fra la gente…

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Una gita nella splendida città di Grottaglie deve tener conto di una visita in questo luogo, testimone della grande opera di uomo dalla fede infinita.

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