Le navi di Torre dell’Orso

Il Canale d’Otranto è stato testimone per millenni del solcare di navi, da una sponda all’altra dell’Adriatico, in comunicazione con tutto il Mediterraneo. La splendida località marittima di Torre dell’Orso (Melendugno), oggi famosa e ricercata meta di bagnanti, era uno scalo naturale invidiabile, 2.500 anni fa, quando le navi approdavano sui lidi sabbiosi, senza bisogno di porti.

Questo succedeva qui, in quella che è una stupenda insenatura protetta da due scogliere che si protendono verso il mare, e nel loro cuore c’è un vasto tratto di litorale sabbioso, lungo circa un chilometro, sul quale possiamo immaginare facilmente le barche tirate a secco sull’arenile per le soste.

Sono andato alla ricerca delle tracce rimaste, di questo continuo via vai di navi, che solcavano questo tratto di mare. Proprio sotto la strada litoranea che taglia in due la cittadina di Torre dell’Orso, c’è una cripta assai interessante…

…la parte anteriore di questa grande opera di scavo è crollata, ma si intuisce ancora oggi il suo perimetro originario. Non riesco a capire se sia stata una chiesa rupestre, non vi è traccia di affreschi, solo una gran quantità di croci cristiane. Però risaltano agli occhi, le tantissime navi graffite sulle sue pareti…

Le navi di Torre dell'Orso

Compaiono navi di tutti i tipi, a grandi vele spiegate…

…qui sopra siamo su una parete che ne è letteralmente piena, e i vascelli si sovrappongono fra essi…

…alcuni si stanno deteriorando col tempo…

…ma si scorgono bene, ovunque, sui muri e i pilastri di questo ambiente ipogeo…

Certo, la più celebre e bella si trova graffita proprio sulla spiaggia, all’interno della grotta di San Cristoforo…

…per rivedere la quale sono tornato qui, in inverno…

Scalando la parete rocciosa sopra la grotta, si può ammirare tutta la baia… qui sopra, nascoste dalla vegetazione, vi sono alcune tombe scavate nella roccia, che certamente accolsero gli sfortunati viaggiatori che in antichità conclusero qui il loro viaggio…

…e poi un’iscrizione… secondo lo studioso Paolo Cavone, una probabile epigrafe messapica di epoca arcaica o di epoca ancora più remota (pelasgica?). Il primo carattere V (“vau”) corrisponderebbe al suono della “F”, la seconda è una X (“chi”), la terza potrebbe essere una versione arcaica della T tridente messapica (“tau”), la quarta e la quinta sono due simboli arcaici a forma di freccia ai quali corrisponderebbero “sc” e “Kh” (più comuni nell’alfabeto Falisco).

Eccomi, all’ingresso della grotta…

…un luogo ricco di iscrizioni messapiche, greche e latine, anche se molti dei suoi tesori sono andati perduti o si stanno deteriorando irrimediabilmente. Questa era la tappa-sosta, degli intrepidi naviganti di oltre 2000 anni fa…

…mi siedo un momento anche io, in un punto da cui si vede benissimo la baia, di fronte a me. Osservo la splendida nave graffita al mio fianco, che chissà quale mano ignota lasciò, ispirato dalla visione che aveva davanti…

…e l’immagine di quel tempo lontano compare davanti ai miei occhi, facendo scomparire la torre aragonese, gli alberghi e i lidi turistici che hanno cambiato ora la visuale di Torre dell’Orso!

Le navi di Torre dell'Orso

Avevamo già fatto un viaggio sulle rotte di queste navi (vedi qui), questo è un mio piccolo regalo per i nostalgici del Passato!

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Le navi di Torre dell’Orso

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