Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator website Il Crocifisso nascosto di Cavallino

Il Crocifisso nascosto di Cavallino

Gli uomini passano, però i luoghi restano, a raccontare di tempi passati, e usi e tradizioni ancora vive nonostante la falce indomabile del Tempo continui imperterrita a mietere sull’umanità. C’è un luogo di questi, che ho avuto il privilegio di riscoprire, alla periferia di Cavallino.

L’amico Giuseppe Pascali, visto il periodo immediatamente successivo alla Pasqua, mi ha segnalato questo posto, che un tempo era animato e debordante di vita, attraversato da un’importante arteria viaria, ma che le vicissitudini della comunità hanno relegato all’oblio.

Siamo in località Sediolo, cui si giunge dal centro di Cavallino percorrendo via Crocifisso. La strada diventa sterrata, siamo nei pressi del Parco Archeologico, ed eccoci così giunti nel luogo della nostra meta.

Era la via che un tempo congiungeva Lecce a Cavallino, ma che poi (a seguito dei lavori del duca Castromediano, signore di Cavallino) divenne ad un certo punto assolutamente secondaria. Qui sorge un’edicola votiva molto appariscente…

…finemente decorata con motivi vegetali…

…è una delle più belle che mi sia capitato di catalogare nelle mie passeggiate (vedi Edicole votive del Salento).

Al suo interno c’è l’affresco della Crocifissione…

…e tutto intorno, il suo piccolo mondo antico. Sullo sfondo, si intravede una masseria. Mentre proprio accanto all’edicola, emergono dalla vegetazione le bocche delle “sciave”, i fori da cui i frantoiani calavano le olive per la spremitura: qui sotto, c’è un frantoio!

E’ chiuso e non visitabile, ma si può sbirciare dai fori nel muro. Non era scavato nella roccia, quindi risulta della tipologia “semi ipogeo”, ossia quei frantoi che cominciarono ad essere costruiti dal Seicento in poi, quando si preferì, dopo essere scesi di qualche metro nel sottosuolo, voltare poi con una copertura la costruzione.

E’ molto grande, come si intuisce perlustrando il suolo esternamente.

Possiamo solo immaginare il continuo via-vai che doveva esserci lungo la strada adiacente, di contadini e lavoratori di ogni tipo, che si spostavano dalla cittadina alla campagna.

La grande pietra molare è rimasta intatta.

Fuori, dietro il muretto a secco che corre lungo la strada, un pozzo…

…ed una cava.

In mezzo alla cava, un piccolo casolare voltato a botte, con un grande affresco…. ed una bellissima Crocifissione.

L’affresco è stato realizzato direttamente su uno spuntone di roccia, come si intuisce osservando il lato posteriore del casolare. Quindi, l’opera potrebbe essere precedente alla stessa costruzione della piccola costruzione.

Tornando al grande affresco del Crocifisso, realizzato con pregevole fattura, ci soffermiamo sui dettagli, quelli che mostrano la città alle spalle di Gesù, Gerusalemme…

…dove torri, cupole e campanili svettano verso il cielo.

Un teschio attende ai piedi della croce…

Una pace inusitata gorgheggia con gli uccellini tutto intorno, in questo lembo di campagna. Che fino agli anni Ottanta del secolo scorso era meta costante della “pasquetta” dei cavallinesi, che qui si riversavano per riverire il Crocifisso, celebrare la messa, e poi far divagare i bambini, facendo volare i loro aquiloni, mentre si correva spensierati fra questi prati. Questa tradizione si è andata persa, negli ultimi anni, anche se ancora c’è qualcuno che viene sin qui, a piedi, per un pensiero in silenzio davanti al Crocifisso. Che chissà per quanto tempo ha tenuto assieme la Comunità, in questo piccolo mondo antico che continua solitario la sua esistenza.

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