La Storia nascosta alle porte di Lecce

La grande estensione delle campagne attorno a Lecce cela una storia nascosta che, seppur minima, fa parte del passato di questa antica città, nota nel mondo per il suo barocco, ma che deve i capolavori di quel periodo al benessere che alimentava la comunità, proveniente dalla prosperosa economia agricola che le ruotava come un satellite.

Aiutato enormemente dal caro amico Stefano Margiotta, geologo e appassionato di questa terra, e per di più dotato di un poderoso fuoristrada, ho potuto visitare una masseria da lui riscoperta, che dorme purtroppo da chissà quanto tempo nel totale abbandono…

La Storia nascosta alle porte di Lecce

Superato infatti questo tratto di strada, che testimonia come un tempo da qui passava un’importante arteria lastricata, i sentieri sono completamente sterrati e impraticabili per un’auto normale.

E’ nascosta nelle campagne più isolate, che si trova questa masseria. I suoi caseggiati si dispongono in quadrato, attorno ad un’area che ospita due ipogei, molto interessanti…

Il primo è un frantoio, sul cui ingresso c’è una croce graffita…

…l’accesso è molto ripido e profondo…

Una curiosa sorpresa, giunto in basso, è questo volto scavato nella parete, appena accennato. Reca anche la data 1773.

L’interno del frantoio è in degrado, però qualcosa è rimasto, una macina…

…resti di torchi…

…e una bella serie di grandi vasche monolitiche, che un tempo accoglievano il prezioso olio prodotto in loco.

Questo doveva essere l’ambiente della cucina, c’è il camino…

…e quel poco che rimane della pavimentazione: il suolo era ricoperto da grossi conci, non dalle solite chianche…

Secondo Stefano Margiotta, questo frantoio è stato ricavato da una zona di cava, poi voltato e coperto successivamente.

Qui sopra, l’ambiente degli animali, la stalla…

Alle spalle del frantoio, una chiesetta. Sono abbastanza rare, in questa zona, quindi doveva essere un luogo di ritrovo per tutti i contadini che qui lavoravano…

Purtroppo, anch’essa si trova in precarie condizioni: forse le è stato asportato uno stemma, che si ritrova in cappelle simili…

Però si è salvata l’epigrafe che reca una data precedente al frantoio: 1721. E cita il “principe delle milizie celesti, l’Arcangelo Michele”, a cui era sicuramente dedicata. Sotto, si legge anche “SALVATOR PERRONE EREXIT”. Salvatore Perrone fu segretario dell’Accademia leccese degli Spioni. L’accademia venne eretta, in Lecce, nel 1683. Il titolo dell’adunanza allude allo scopo dell’Accademia, che era quello di penetrare, “spiare”, i fenomeni della natura, terrestri e celesti. L’impresa dell’adunanza raffigurava il sole, la luna e le stelle, con un cannocchiale in mezzo. A capo dell’Accademia stava un Console d’annua carica, un segretario e quattro censori. Da principio l’adunanza svolse un’attività ammirabile e promettente, ma poi essendo venuti a mancare uno dopo l’altro i migliori soci, cominciò a decadere verso la metà del XVIII secolo. Nel 1775 fu però restaurata con lo stemma del giglio d’oro. In questo secondo periodo l’Accademia prese a trattare non solo le discipline scientifiche e letterarie, ma anche problemi riguardanti l’agricoltura, l’industria e il commercio. Breve fu però la sua durata ed alla fine del XVIII secolo non esisteva più.

Purtroppo, il timor di Dio che recava il nome stesso dell’Arcangelo (“Chi come Dio?”), è sparito dalle campagne della nostra terra, ma più in generale nell’Umanità… e non l’ha risparmiata dalla devastazione! L’altare è stato letteralmente distrutto, o asportato, la chiesa spogliata di ogni cosa…

Doveva essere un piccolo gioiellino barocco: la volta era finemente decorata da motivi floreali…

Qui sopra, un altro caseggiato, in degrado, che apparteneva agli ambienti di servizio della masseria…

E poi, un altro ipogeo, che a prima vista mi sembrava una neviera…

…ma affacciandomi all’interno, la profondità è quasi da spavento! Saranno una decina di metri. E in fondo, oltre ai detriti, sembra di scorgere due serie di strutture rettangolari… sulla cui funzione non riesco a immaginare.

La masseria era dotata anche di una torre colombaia, a testimonianza della ricchezza che aveva raggiunto la comunità che vi lavorava, agli ordini di qualche signore leccese.

Attorno alla masseria, parecchi olivi giganti, che mostrano subito quanti secoli hanno sul groppone, oggi assediati mortalmente dalla xylella, purtroppo… la malattia degli olivi, che è giunta anche qui, e sta dando il colpo definitivo a questa antica casa abbandonata, nido di tante famiglie, che qui hanno lavorato, amato, vissuto, combattuto con la fatica…

…per un attimo mi pare di scorgere il profilo del suo spirito… uno sguardo mesto, pure indomito… ma ormai abbassato… davanti al fato di una lotta ormai perduta.

Grazie di cuore al caro amico Stefano Margiotta, che mi ha accompagnato in questo luogo, conoscendo la gioia che mi avrebbe regalato! Ed anche allo studioso Armando Polito, che mi ha spiegato il significato dell’epigrafe sulla chiesetta.

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La Storia alle porte di Lecce

3 comments to La Storia nascosta alle porte di Lecce

  • Anonimo  says:

    Quella strada mi ricordsa quelle che ho riscoperto nei pressi di Cerrate

  • Nicola M.  says:

    È possibile avere qualche indicazione su dove si trovi, anche in privato? Vorrei fotografare la chiesetta per un progetto fotografico personale, grazie.

    • salentoacolory  says:

      Ciao Nicola, scusami ma… mi ci hanno accompagnato quel giorno, e sinceramente non saprei tornarci!

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