Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator website La Salina dei Monaci a Manduria

La Salina dei Monaci a Manduria

Lo stupendo litorale di Manduria accoglie dietro le sue dune la Salina dei Monaci Benedettini di Aversa, un’affascinante struttura medievale che pare quasi voglia resistere con le unghie e con i denti all’abbandono, l’erosione del vento, del mare, del suo stesso sale. Un luogo solitario e poetico, immerso nella natura, un tempo fucina di lavoro operoso dei frati che qui vissero per secoli.

Una passeggiata in questi luoghi ameni restituisce, insieme all’odore della salsedine ed i suoni del mare e gli uccelli di diverse razze che da qui transitano o hanno fatto casa, il senso stesso dello scorrere pacato del tempo, ed in fondo, della sua serenità.

Salina dei Monaci

Si tratta di un’ampia depressione naturale, chiusa da un lato dal mare, e dall’altro dalle colline dell’entroterra. Oggi si possono vedere i canali che la collegano all’ambiente marino.

Salina dei Monaci

Balza agli occhi, affacciandosi dalle dune, la grande struttura che accoglieva un tempo la remunerativa opera di estrazione del sale.

Salina dei Monaci

Anche se erosa dagli agenti atmosferici, conserva ancora tutta la sua imponenza. Il primo accenno dei documenti storici a questo luogo (Salina que dicitur de monachis) si trova nella donazione del 1172 da parte di Guglielmo II di Sicilia detto il Buono al Monastero di San Lorenzo di Aversa. Il diploma elencava una vasta porzione di territorio comprendente la salina, che appartenne ai monaci benedettini almeno fino alla prima metà del XV secolo. Tra il XVII e il XVIII secolo si registra il picco di produttività, quando vi lavoravano almeno duecento operai che depositavano il sale in tre lunghe stanze rettangolari con pavimento a dorso d’asino e ampia volta a botte.

Salina dei Monaci

Lo specchio d’acqua che si apre davanti è davvero grande…

Salina dei Monaci

I monaci avevano qui la loro chiesetta, dedicata alla Madonna del Carmelo, purtroppo anch’essa in forte stato di degrado…

Salina dei Monaci

…pochissime sono le tracce di affreschi rimasti… si può apprezzare solo questo monaco, dal volto severo…

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…stringe con sè probabilmente la Bibbia…

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…poi un altro viso, sempre più difficile da distinguere…

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…ed un’epigrafe, di cui ormai si legge poco…

Saline dei Monaci

Saline dei Monaci

Ma entriamo all’interno di questa grande officina del sale.

Saline dei Monaci

Stupisce la lunghezza di questo ambiente, voltato perfettamente a botte, per una ventina di metri circa, ancora in piedi dopo secoli!

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In fondo ad essa però l’ambiente superiore è crollato…

Salina dei Monaci

I vandali in alcuni punti portano via le chianche del pavimento…

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L’ambiente accanto non è accessibile, però da fuori possiamo ammirare le mura perimetrali…

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Panorama dal lato opposto.

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La pietra è letteralmente mangiata dall’erosione.

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Tutto intorno il silenzio, intervallato dai canti di gabbiani, martin pescatore e svariati altri uccelli migratori…

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Il lago è ormai il loro paradiso!

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Questo è il canale che collega il lago al mare…

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Un luogo meraviglioso, incastonato in un ambiente naturale e storico di grande valore. A sud si erge infatti Torre Colimena, baluardo anti turco del 1500…

torre colimena

…e subito poco più a nord si entra a San Pietro in Bevagna, il paesino da cui secondo la tradizione sbarcò San Pietro per la prima volta in Occidente, in viaggio verso Roma, e dove cominciò la sua opera evangelizzatrice. Qui resistono ancora i ruderi dell’Abbazia di San Lorenzo…

abbazia di san lorenzo

…il primo insediamento benedettino in questa terra…

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…di cui purtroppo è stato alterato quasi tutto l’edificio.

santuario di san pietro in bevagna

Qui c’è anche il Santuario, dedicato a San Pietro, addossato alla caratteristica torre aragonese…

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…che si vede anche dal mare… un mare cristallino, che proprio in questo punto, ad un centinaio di metri dalla linea di costa, a 3-4 metri di profondità, cela i famosi sarcofagi di San Pietro in Bevagna, che una nave romana perse probabilmente durante una tempesta…

sarcofagi di san pietro in bevagna

Blocchi monolitici di marmo purissimo provenienti dalle Isole Egee o dall’Asia Minore, trasportati da una nave lapidaria, forse anche affondata anch’essa (ma i cui resti non sono mai stati trovati), che non riuscì a portare il suo carico a Roma. Un’altra meraviglia di questo splendido tratto di mare!

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Le Saline dei Monaci a Manduria

3 comments to La Salina dei Monaci a Manduria

  • Ivana  says:

    Grazie Giuseppe scarciglia

  • scarciglia giuseppe antonio  says:

    Il monaco affrescato sulla parete absidale della cappella della madonna del Carmine è San Leonardo riconoscibile poichè reca in mano delle pseudo manette è ritenuto infatto il protettore di schiavi e soldati; dall’altro lato vi si scorge la figura di una donna con una torre merlata ai piedi, è santa Barbara. il culto di questi santi si deve alla presenza delle torri costiere.

    • salentoacolory  says:

      Grazie, Giuseppe!

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