La cripta di Sant’Elia a Patù

Fra gli scrigni storici della cittadina di Patù, troviamo anche la cripta di Sant’Elia, anticamente nota come cripta dei Verginelli. Pare risalga ai secoli VIII-IX, proprio il periodo in cui si intensificò il passaggio di monaci eremiti dalla Grecia alla Terra d’Otranto. Si trova fuori dal centro abitato, nel recinto di un calzaturificio dismesso, in stato di abbandono.

Si presenta con un ingresso costituito da un varco scavato nella roccia.

La cripta di Sant'Elia a Patù

Tramite tre scalini si accede nell’ipogeo, che è a pianta quadrata irregolare sulla cui parete nord-orientale è stato ricavato l’altare.

Tra le deboli tracce di affreschi ancora visibili si distingue una figura particolarmente imponente, che benedice alla maniera greca e regge nella mano sinistra un libro…

…dovrebbe essere l’immagine del Cristo Pantocratore, di cui tante volte ho incontrato le effigi in giro per questo territorio, l’ultima volta a Grottaglie, dove però l’iscrizione è latina, e recita “Ego sum lux mundi”, ossia “Io sono la luce del mondo”. In questo caso l’iscrizione è in greco.

In prossimità dell’architrave si intravede una figura velata, circondata di angeli che potrebbe raffigurare la Vergine Maria. Lungo le pareti corrono i sedili, ricavati dallo scavo nella roccia.

Non sono riuscito a individuare la figura di Sant’Elia, a cui è intitolata la chiesa…

…ma purtroppo questo monumento aspetta di essere salvato, e i suoi affreschi restaurati…

…è un vero patrimonio sprecato, anche per le future generazioni, a cui si rischia non vi arrivi memoria.

Ringrazio di tutto cuore il caro amico Stefano Cortese per le fotografie (dalla pagina di Wikipedia ho tratto alcune notizie): ora questo luogo può almeno venire a conoscenza di tanti appassionati che ne ignoravano l’esistenza.

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La cripta di Sant’Elia a Patù

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