Il Giappone fra passato e futuro

Il Giappone: un paese sospeso tra passato e futuro.

Di Adele Quaranta.

Il viaggio in Giappone, visitato nel mese di aprile del 2019, si è rivelato coinvolgente non solo dal punto di vista della conoscenza di culture e stili di vita profondamente avulsi dagli standard dei modelli occidentali, ma anche perché ha riservato enormi sorprese, scaturite dalla combinazione, in un unico quadro, delle diverse tinte del Paese del Sol Levante: dalla modernità più avanzata ai villaggi dal fascino antico, dalla spiritualità dei templi ai giardini che riproducono, in miniatura, i paesaggi naturali, dalle tradizionali cerimonie alle città ricche di storia e beni artistico-architettonici, aspetti che saranno affrontati in sezioni ben distinte:
1. TOKYO TRA PASSATO E PRESENTE
2. TERRITORIO E PAESAGGI GIAPPONESI
3. KYOTO FRA STORIA, TRADIZIONE E MITO
4. LA SEZIONE SUD-OCCIDENTALE DEL GIAPPONE
5. SPIRITUALITÁ E TRADIZIONI NIPPONICHE

1. TOKYO TRA PASSATO E PRESENTE. Il percorso è iniziato a Tokyo – con tappe a Monte Fuji, Kyoto, Himeji, Miyajima, Hiroshima, Takayama, Shirakawa e Kanazawa – cioè l’antico Edo, che, alla fine del XVI secolo, era un piccolo e tranquillo villaggio di agricoltori e pescatori, nelle vicinanze della foce del fiume Sumida, in posizione strategica nella fertile pianura del Kanto. Ma, nessuno avrebbe mai immaginato che sarebbe diventato una metropoli di quasi 15.000.000 di abitanti (circa 35 milioni compresa l’area metropolitana). Il miracolo da cui scaturì un intenso processo non solo territoriale, ma anche socio-economico, politico-culturale ed urbanistico, iniziò nel XIX secolo, quando l’Imperatore, staccatosi dalla tutela dello shogunato, spostò qui, da Kyoto, la capitale. Il borgo cambiò l’originario nome in Tokyo (“capitale dell’est”), si sviluppò in modo tumultuoso e disordinato, lasciando spazio, nel tempo, allo sviluppo tecnologico e socio-economico, componenti ormai tipici in cui, attualmente, è immersa la vita quotidiana dei Giapponesi. Solo il quartiere di Asakusa conserva ancora un’atmosfera tradizionale, in quanto innovazione e scenari avveniristici contraddistinguono gli altri quartieri, caratterizzati da un considerevole skyline di edifici e grattacieli moderni e contemporanei, progettati da architetti di fama mondiale, dalle forme particolari o bizzarre, coperture di vetro e acciaio e dotati di corridoi sospesi, come il Tokyo Metropolitan Art Space, il Tokyo International Forum, National Museum of Modern Art, The Tokyo Metropolitan Government Building, The National Art Center, ecc., in grado di esprimere un accentuato richiamo turistico culturale. Le facciate in vetro non solo sfruttano al massimo i benefici della illuminazione naturale, con conseguente risparmio sui costi di riscaldamento e riduzione di luce artificiale, ma altresì eliminano i confini tra architettura, natura e funzionalità, rendendo fluide le divisioni interno-esterno. La capitale è dotata, inoltre, sia di grattacieli brulicanti di uffici, banche, un susseguirsi di caffè, musei d’arte contemporanea, modernissimi palazzi con vetrate dal grande impatto visivo ed estetico, sia di piccoli negozi che offrono una notevole varietà di prodotti tipici (kimono raffinati e sgargianti, pregiati tovagliati, bamboline, ricercati ventagli, vassoi in legno laccato spesso lavorato con polveri di oro o argento, oppure con madreperla e avorio, delicate ciotoline in stile Raku cotte in fornaci casalinghe. Ma anche, la cultura gastronomica, tra le più ricercate al mondo, con pietanze predisposte ad arte sulla tavola e, soprattutto, il silenzio, immerso nella natura, dei templi e parchi che regalano emozioni, atmosfere e colori diversi in ogni stagione: i susini fioriscono tra metà febbraio e fine marzo, quando i ciliegi – annoverano oltre 160 specie arboree – si adornano con fiori simili a batuffoli di cotone rosa e bianchi; nel corso dell’estate, inoltre, al verde delle piante si aggiunge una grande varietà di fiori ed in autunno si possono ammirare il colore dorato delle risaie e quello delle foglie degli aceri, che, alla fine di novembre (quando si svolge un famoso festival floreale per celebrare il crisantemo, stemma della famiglia imperiale giapponese) e i primi di dicembre, assumono tonalità di arancione e di rosso; in inverno, lo spettacolo meno rigoglioso offerto dalla natura, viene arricchito, infine, dalla neve che ricopre tutto.

Esplosione di sakura davanti al National Art Center, museo di arte moderna, situato nella capitale e fondato nel 2007.

Suggestiva panoramica di Tokyo dal Metropolitan Building (alto 243 mt) a Shinjuku. Ospita la sede del governo metropolitano, che amministra non solo i 23 quartieri della capitale, ma anche città, paesi e villaggi satelliti.

L’escursione è stata compiuta in un periodo dell’anno coincidente con la fioritura primaverile dei ciliegi (i fiori sono chiamati sakura), che formano un fitto tetto bianco-rosa e stimolano i Giapponesi a riunirsi in parchi e giardini per l’hanami, onde ammirare la bellezza di questi alberi secolari – utilizzati per adornare parchi, templi, rive di fiumi e castelli –, che simboleggiano sia l’innocenza e la semplicità, sia la cultura samurai e la rinascita della natura, ma, soprattutto, la rigenerazione della vita. Questo appuntamento con l’ambiente naturale si trasforma, anche, in occasione per condividere una giornata con amici e parenti e consumare un sostanzioso picnic all’ombra di queste stupende piante.

L’hanami, tradizione poetica e suggestiva, al Parco di Shinjukugyoen National Garden, uno dei più estesi della capitale.

La rapida industrializzazione del Giappone, apertura a scambi sempre più intensi e costruzione di una moderna rete viaria, aerea e portuale, hanno determinato la formazione di una grande potenza economica sia nei complessi sistemi politico-finanziario e socio-economico, sia nei comparti della cantieristica, della motociclistica, dell’abbigliamento, tessile, edilizia, pesca, trasporti marittimi e terrestri (le linee ad alta velocità Shinkansen, dal 1964, collegano i principali centri urbani), sia nei settori siderurgico, metalmeccanico, automobilistico, navale, bellico, elettronico e fotografico, consentendo di supportare impegnative manifestazioni internazionali: dalle Olimpiadi del 1964 ai giochi della XXXII edizione che si sarebbero dovuti tenere a Tokyo dal 24 luglio al 9 agosto 2020, ma, a causa della pandemia di COVID-19, le date sono state posticipate di un anno (dal 23 luglio all’8 agosto 2021). Dal binomio tradizione e modernità scaturisce l’immagine, realistica e molto originale, di un “paese sospeso tra passato e futuro”, tra innovazioni ora rapidissime e travolgenti, ora molto lente ed impercettibili, ma sempre rivolte verso il nuovo, il cambiamento. L’ultimo esempio è rappresentato dall’abdicazione dell’imperatore Akihito, avvenuta il 30 aprile 2019. Il sovrano (85 anni e da 30 sul Trono del Crisantemo) incarna, per antonomasia, la tradizione, ma il suo gesto “rivoluzionario” – è il primo dell’era moderna a lasciare il “potere” da vivo, peraltro solo simbolico, anche se di notevole rilievo, perché la legge gli impone di restare fuori dalla politica – potrebbe innescare, pertanto, un innovativo processo di modernizzazione al vertice delle istituzioni pubbliche. La società attuale, in tutti i settori, appare, per concludere, caratterizzata da un’armonica fusione fra tradizione e modernità, che permea e plasma comportamenti e aspettative dei cittadini, spesso ancorati, quasi senza distinzione di classi di appartenenza, all’ordine e bella armonia, elementi portanti della “nuova era” (denominata “reiwa”), inaugurata da Naruhito, imperatore dal 1° maggio 2019.

Il Palazzo Imperiale (aperto ai visitatori solo una volta all’anno, in occasione del genetliaco dell’Imperatore), a causa di numerosi incendi e terremoti ha mutato completamente aspetto, struttura e caratteristiche originari (uno dei particolari più significativi è la sostituzione dei ponti in legno con altri in pietra e ferro).

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Adele Quaranta – Già Ricercatrice di Geografia economico-politica presso l’Università del Salento, in qualità di Presidente dell’Associazione Culturale G.ECO.S. («Geografia Ecosostenibilità Sviluppo»), è impegnata sia nella progettazione e realizzazione di un’ampia gamma di attività scientifico-culturali (incentrate su tematiche geo-economico-sociali), sia nella promozione e salvaguardia, in ambito nazionale e globale, delle specificità e complessità storico-geografiche e architettonico-paesaggistiche, nella convinzione che la “geografia” non è solo scienza dei luoghi, ma degli uomini e che nessun intervento di carattere operativo può essere intrapreso senza una preventiva lettura e analisi dell’organizzazione del territorio e delle vicende dell’habitat (www.gecos40.it). L’Autrice opera, inoltre, nell’ambito del volontariato coinvolgendo le scolaresche di ogni ordine e grado nella tutela delle “eredità” della società contadina (ormai quasi completamente scomparsa), puntando su numerose attività laboratoriali in grado di rafforzare le identità e tradizioni. Collabora, infine, con riviste e associazioni rivolte alla conoscenza, salvaguardia e valorizzazione del Salento, nonché con emittenti televisive locali (in particolare, Telerama e Terre del Salento, attive nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto).

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