Otranto. La Valle delle Memorie. Pochi luoghi del Salento custodiscono un fascino così intenso,
racchiuso in un paesaggio, nell’umido delle sue rocce, nell’odore intenso che esse emanano, abitate oggi solo dalle piante spontanee e profumate. Qui, in un ideale triangolo di trecento metri per lato, incontriamo tre luoghi emblematici di questa valle, che custodiscono come nel suo nome l’eredità degli antenati. L’ipogeo di Torre Pinta, di cui vi avevo già raccontato in un altro filmato, invita ancora oggi il viandante a percorrere questo lungo corridoio con animo sereno e dimentico del mondo. Perché qui è come un varco, per un altro mondo. Di cui poco ancora sappiamo, per via della sua spoliazione, avvenuta tanti secoli fa. Poi, all’altro vertice di questo triangolo ideale troviamo la cripta di San Nicola, memoria di un mondo bizantino, di cui restano solo flebili tracce di affreschi, ed un’impronta architettonica che fu modificata nei secoli successivi al suo utilizzo come chiesa. E poi, in ultimo, grazie all’amico Alberto Ladislao De Marco, questo luogo di difficile decifrazione. Accedendo a questo campo, sulla sinistra, lungo la parete rocciosa si notano in fila una lunga serie di nicchie scavate ad arcosolio, dal latino “sepolcro arcato”. Si tratta di una tipologia architettonica utilizzata per i monumenti funebri, in epoca Romana, nelle catacombe. L’estrema vicinanza dell’ipogeo di Torre Pinta, dove con queste nicchie è scavata l’intera struttura, di cui ricordiamo che l’interpretazione più probabile ne fa un luogo per la cremazione dei morti e la loro sepoltura, ci mette subito in correlazione con esso. Sulla parete, si aprono anche alcuni vani, di cui uno è diviso da un muro, e presenta sulle pareti cellette scavate nella roccia. Ma qui, all’aperto, il sito sembra avere un’altra funzione ancora. Di fronte a questa parete, dall’altro lato, ce n’è un’altra, che mostra due scavi nella roccia. Uno sembra un riparo, e l’altro un’area sacra, come se fosse un altare: presenta tre nicchie ad arcosolio, una frontale e le altre ai due lati, unite insieme da un piano, e tutto è ricavato dallo scavo nella roccia. Un luogo affascinante, che non può che indurci al silenzio e la meditazione. Come ogni pietra che il viandante osserva, lungo la Valle delle Memorie.
ALESSANDRO ROMANO (chi sono)
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