Craco, alla scoperta del borgo fantasma

Sentinella alle porte della Terra d’Otranto, Craco divenne importante con l’arrivo dei Normanni, che eressero la svettante torre quadrata che si erge come una corona sopra questa altura, che ha fatto di questo scorcio della provincia di Matera (Basilicata) una meta prediletta di registi e cineasti per la bellezza mozzafiato dello scenario architettonico e naturale.

Siamo a 400 metri sul livello del mare.  Le prime tracce delle origini di questo borgo sono alcune tombe risalenti all’VIII secolo a.C. e gli studiosi ipotizzano una frequentazione di coloni Greci provenienti dalla vicina Metaponto.

craco-1

Risalendo la piana di Metaponto, infatti, subito compare davanti ai miei occhi, in lontananza, l’inconfondibile sagoma di Craco!

craco-2

Confesso di aver fermato l’auto diverse volte, per osservare meglio, da diversi punti di vista, questo scenario!

craco-3

Craco fu nel X secolo un insediamento bizantino. I monaci italo greci iniziarono a sviluppare l’agricoltura della zona, favorendo l’aggregamento urbano. La prima testimonianza del nome della città è del 1060, quando il territorio fu sottoposto all’autorità di Arnaldo di Tricarico, che chiamò il territorio Graculum, ovvero piccolo campo arato.

craco-4

I Normanni eressero la torre che sovrasta il borgo, arroccato con le case quasi una sopra l’altra, addossate ad essa. Erberto fu il feudatario tra il 1154 e il 1168. La struttura del borgo antico risale proprio a questa epoca. Durante il regno di Federico II, Craco fu un importante centro strategico militare. Il torrione infatti domina la valle circostante, coi suoi due fiumi che vi scorrono paralleli. Nel 1276 Craco divenne sede di una Universitas. E successivamente vi si cominciarono a costruire anche i palazzi più grandi del centro storico.

craco-5 craco-6 craco-7

Dopo lento ma inesorabile processo franoso iniziato nel 1963, il borgo (che contava poco più di 2000 abitanti) cominciò a spopolarsi, fino ad essere abbandonato da tutti. L’ultimo abitante lo lasciò nei primi anni ’80. Il disastro geologico cominciò coi lavori eseguiti in epoca fascista, che portarono l’acquedotto. Poi i successivi lavori della rete fognaria destabilizzarono la parte argillosa della collina, che non resse. Fu un lungo processo di crolli, che non portarono comunque mai una vittima.

craco-8

Arrampicandosi sulla erta salita che porta in cima al borgo, calpestando il caratteristico pavimento a ciottoli, rigorosamente accompagnato dalle guide e inforcando un elmetto per sicurezza, si può visitare una parte del borgo antico…

craco-9

…sbirciando nelle case, laddove un tempo si accendevano i camini…

craco-10

…e godendo di un panorama veramente suggestivo…

craco-11 craco-12

Questo è uno dei palazzi nobiliari di Craco.

craco-13 craco-14

craco-15

craco-16

craco-17 craco-18 craco-19 craco-20

Gli scorci sono veramente magnifici…

craco-21

craco-22

La cupola della chiesa ricorda moltissimo lo stile bizantino…

craco-23

…è ancora intatta, mentre i tetti circostanti crollano ad uno ad uno per mancanza di manutenzione da decenni.

craco-24

Qui sopra è rimasto integro un raro tetto in legno che ci riporta indietro di parecchio nel tempo!

craco-25

craco-26

Craco è stato utilizzato come scenario per parecchi film, recentemente anche da Mel Gibson (The Passion). Su Youtube ho trovato (e lo condivido di seguito) anche il film “Cristo si è fermato a Eboli”, di cui si vede una scena girata proprio qui a Craco. Che, consiglio a chiunque, bisogna però prima o poi andare a vedere di persona!

© Questo sito web non ha scopo di lucro, non userà mai banner pubblicitari, si basa solo sul mio impegno personale e su alcuni reportage che mi donano gli amici, tutti i costi vivi sono a mio carico (spostamenti fra le città del territorio salentino e italiano, spese di gestione del sito e per il dominio concesso da Aruba). Se lo avete apprezzato e ritenete di potermi dare una mano a produrre sempre nuovi reportage, mi farà piacere se acquisterete i miei romanzi. Il Folle lo trovate su Amazon (clicca qui), mentre Tsunami lento in alcune librerie (clicca qui) anche in versione inglese (su Amazon), oppure, anche tutti gli altri miei titoli, a richiesta alla mia mail: sandrolento@gmail.com. Tutto ciò che compare sul sito, sopratutto le immagini, non può essere usato in altri contesti che non abbiano altro scopo se non quello gratuito di diffusione di storia, arte e cultura. Come dice la Legge Franceschini, le immagini dei Beni Culturali possono essere divulgate, purché il contenitore non abbia fini commerciali, anche indirettamente. I diritti dei beni ecclesiastici sono delle varie parrocchie, e le foto presenti in questo sito sono sempre state scattate dopo permesso verbale, e in generale sono tutte marchiate col logo di questo sito unicamente per impedire che esse finiscano scaricate (come da noi spesso scoperto) e utilizzate su altri siti o riviste a carattere commerciale. Per quanto riguarda le foto scattate in campagne e masserie abbandonate, se qualche proprietario ne riscontra qualcuna che ritiene far cancellare da questo blog (laddove non c’erano cartelli o muri che distinguessero terreno pubblico da quello privato, non ce ne siamo accorti) è pregato (come chiunque altro voglia segnalare rettifiche) di contattarci alla mail info@salentoacolory.it

Craco, alla scoperta del borgo fantasma

4 comments to Craco, alla scoperta del borgo fantasma

  • G Vezoli  says:

    Prima dei bizantini (e di qualche monaco) sicuramente erano insediate popolazioni indigene (lucani ?). Alessandro hai vosto se c’era il rupestre ?

    • salentoacolory  says:

      La frana che ha coinvolto gran parte del paese e della parte esterna, ha sconvolto tutto il paesaggio primitivo….non saprei dirti…

  • Paul Arthur  says:

    Bellissime foto Sandro. Ma non so se sono stati monaci italo greci ad iniziare a sviluppare l’agricoltura della zona, ne se hanno favorito l’aggregamento urbano. Comunque, la struttura del borgo, come lo vediamo oggi, non risale all’epoca normanna. Sono tutte cose che vengono dette in mancanza di evidenze concrete.

    • salentoacolory  says:

      Mi fido ti te, caro prof, però riporto quello che sinora si conosce… in mancanza, come dici tu, di scavi archeologici approfonditi. Gli studiosi del posto mi hanno assicurato che la torre è del periodo normanno, c’era anche un loro vescovo che risiedeva qui. Faccio il semplice divulgatore che riporta quanto appreso sul posto 😀 (grazie della tua attenzione!)

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.