Sepino, i Romani in Molise

Sepino, piccolo borgo in provincia di Campobasso (Molise) è uno di quegli scorci che giustamente rientrano nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia. Il villaggio esisteva già prima delle Guerre sannitiche, e fu scenario della terza, di queste battaglie, che vide la morte di 7400 soldati Romani, come ci racconta Tito Livio. Fu preso alla fine del conflitto, insieme al Sannio.

La cittadina ricavava un notevole sviluppo per va della pastorizia, essendo stazione montuosa del tratturo da L’Aquila verso la Puglia. Fu fortificata con 25 torri e dotata di un foro e una basilica.

Sepino, i Romani in Molise

La porta Bojano è decorata da rilievi di due prigionieri germanici e dall’iscrizione di Tiberio e Druso costruttori. Vi è anche una tomba mausoleo dedicata a Ennio Marso.

Sepino, i Romani in Molise

Particolarmente scenografico è lo scorcio del paese costruito attorno al teatro romano…

Sepino, i Romani in Molise

…rimasto quasi completamente intatto! Ma Sepino custodisce anche tratti della cinta muraria, il Cardo e il Decumano, le terme, le maestose porte d’accesso…

3

…il tutto con uno scenario naturale attorno che ci fa ben capire come mai i Romani tenessero questo sito in gran conto.

4

Desta meraviglia lo stato di conservazione delle strade dell’epoca, anche se certamente i locali enti preposti alla sua salvaguardia hanno fatto un lavoro eccellente!

5

Una visita in questo incantevole borgo si impone, non solo agli appassionati di storia. La zona archeologica ospita annualmente numerosi turisti ed è ormai costantemente inserita nel calendario di manifestazioni estive itineranti, che propongono spettacoli di teatro e danza di livello internazionale. Ad Altilia sono presenti anche vari musei. Sepino vive ancora, dopo oltre duemila anni!

(Grazie per le fotografie alla mia carissima amica Emanuela Carrozzo, che mi ha permesso di condividerle. Un ringraziamento particolare, perché l’Italia è un tale scrigno di storia che non basterebbe una vita di viaggi a colmarlo!).

© Questo sito web non ha scopo di lucro, non userà mai banner pubblicitari, si basa solo sul mio impegno personale e su alcuni reportage che mi donano gli amici, tutti i costi vivi sono a mio carico (spostamenti fra le città del territorio salentino e italiano, spese di gestione del sito e per il dominio concesso da Aruba). Se lo avete apprezzato e ritenete di potermi dare una mano a produrre sempre nuovi reportage, mi farà piacere se acquisterete i miei romanzi. Il Folle lo trovate su Amazon (clicca qui), mentre Tsunami lento in alcune librerie (clicca qui) anche in versione inglese (su Amazon), oppure, anche tutti gli altri miei titoli, a richiesta alla mia mail: sandrolento@gmail.com. Tutto ciò che compare sul sito, sopratutto le immagini, non può essere usato in altri contesti che non abbiano altro scopo se non quello gratuito di diffusione di storia, arte e cultura. Come dice la Legge Franceschini, le immagini dei Beni Culturali possono essere divulgate, purché il contenitore non abbia fini commerciali, anche indirettamente. I diritti dei beni ecclesiastici sono delle varie parrocchie, e le foto presenti in questo sito sono sempre state scattate dopo permesso verbale, e in generale sono tutte marchiate col logo di questo sito unicamente per impedire che esse finiscano scaricate (come da noi spesso scoperto) e utilizzate su altri siti o riviste a carattere commerciale. Per quanto riguarda le foto scattate in campagne e masserie abbandonate, se qualche proprietario ne riscontra qualcuna che ritiene far cancellare da questo blog (laddove non c’erano cartelli o muri che distinguessero terreno pubblico da quello privato, non ce ne siamo accorti) è pregato (come chiunque altro voglia segnalare rettifiche) di contattarci alla mail info@salentoacolory.it

seguici-su-FB

 Sepino, i Romani in Molise

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.