Aquileia, fra Impero Romano e Medioevo

La città di AQUILEIA fu fondata nel 181 a.C. come colonia per sbarrare la strada ai barbari che minacciavano i confini orientali dell’Italia. Essa fu la base militare per le campagne dei Romani contro gli Istri, i Carni e per l’espansione dell’impero verso il Danubio. La città acquisì fama con l’avvento del Cristianesimo, predicato dall’apostolo san Marco, e il sacrificio di una serie di vescovi, diaconi e presbiteri che subirono il martirio.

LA BASILICA PATRIARCALE DI SANTA MARIA ASSUNTA è il principale edificio religioso di Aquileia (UD) ed è l’antica chiesa cattedrale del soppresso patriarcato di Aquileia.

Aquileia, fra Impero Romano e Medioevo

Aquileia, fra Impero Romano e Medioevo

Nel IV secolo d.C. l’imperatore Costantino pose fine alle persecuzioni, per cui ad Aquileia, nel 313, il vescovo TEODORO fece erigere un grande complesso di edifici sacri, la cui basilica più importante, riccamente mosaicata, poteva conteneva oltre 2.000 fedeli.

La basilica paleocristiana era costituita da due aule parallele, che poggiavano su preesistenti granai romani. Le due aule erano collegate tra loro da un vestibolo, accanto al quale si trovava il primo battistero (foto da internet).

Entrambe le aule erano prive di abside, con sei pilastri-colonne che sostenevano un soffitto a cassettoni riccamente decorato e una pavimentazione costituita da uno straordinario complesso musivo (ricostruzione digitale proveniente dal web).

Il complesso costituiva uno dei primi edifici pubblici di culto per i cristiani in Italia. L’aula nord costituiva la chiesa vera e propria, mentre quella sud (posta dove sorge l’attuale basilica) era un catecumeneo, luogo in cui i battezzandi ricevevano l’istruzione cristiana (foto da internet).

I resti dei mosaici di questi edifici, noti come aule teodoriane, sono ancora visitabili nella navata dell’attuale Cattedrale e parti delle antiche mura sono visibili sotto le fondamenta del campanile.

Il restauro ha riportato alla luce i mosaici dell’antica basilica che rappresentano il trionfo della vita sulla morte. Vi si nota un mare pescoso con la storia di Giona e un’epigrafe dedicata al vescovo Teodoro. In altre parti sono presenti vari tipi di decorazioni: nodi di Salomone, fiori della vita, animali, ritratti, una Vittoria alata con corona e palma, e varie decorazioni a motivi geometrici.

La basilica subì vari rifacimenti successivi nel IX secolo.

Nel 988 un terremoto causò ingenti danni, per cui il patriarca Poppone decise di costruire, sopra i resti delle due chiese precedenti, l’attuale basilica (foto da internet).

Essa venne edificata nel 1031 in forme romaniche e venne arricchita da una “turris celsa quod astra petit”, un campanile alto 70 metri.

Un nuovo terremoto, nel 1348, spinse l’arcivescovo Marquardo di Randeck a realizzare nuovi restauri in stile gotico.

Così si sostituirono gli archi a tutto sesto della navata centrale con archi a sesto acuto.

L’ultimo grande intervento risale al Cinquecento, quando artigiani e carpentieri veneziani furono chiamati a realizzare il grandioso soffitto ligneo.

Il catino e le pareti dell’abside sono decorati con affreschi che risalgono all’XI sec. durante il rifacimento voluto del patriarca Poppone.

I transetti laterali del presbiterio ci mostrano gioielli d’arte e di artigianato di periodi diversi.

La Tribuna Magna è un’opera cinquecentesca dello scultore friulano Bernardino da Bissone.

Il polittico nel transetto destro è di Pellegrino da San Daniele (1503) e ornava l’abside al di sopra della cattedra patriarcale con funzione di pala d’altare.

Originariamente quadrata, la CRIPTA posta sotto il presbiterio assunse la forma attuale nell’ XI secolo, con l’aggiunta dell’abside.

Essa è affrescata con Storie della vita di Gesù e di Maria e con quelle della Vita di san Marco e di sant’Ermacora.

 Lo stile è ancora bizantino e l’opera si fa risalire alla prima metà dell’XI secolo, ma taluni studiosi spostano la datazione al XII secolo.

Tra le nuvole ed il sole al tramonto salutiamo questo meraviglioso complesso romanico.

GIANLUIGI VEZOLI

(fonti Wikipedia e “LA BASILICA PATRIARCALE DI AQUILEIA: UN GRANDE MONUMENTO ROMANICO DEL PRIMO XI SECOLO”, di Xavier Barral i Altet)

© Questo sito web non ha scopo di lucro, non userà mai banner pubblicitari, si basa solo sul mio impegno personale e su alcuni reportage che mi donano gli amici, tutti i costi vivi sono a mio carico (spostamenti fra le città del territorio salentino e italiano, spese di gestione del sito e per il dominio concesso da Aruba). Se lo avete apprezzato e ritenete di potermi dare una mano a produrre sempre nuovi reportage, mi farà piacere se acquisterete i miei romanzi. Il Folle lo trovate su Amazon (clicca qui), mentre Tsunami lento in alcune librerie (clicca qui) oppure, anche tutti gli altri miei titoli, a richiesta alla mia mail: sandrolento@gmail.com. Tutto ciò che compare sul sito, sopratutto le immagini, non può essere usato in altri contesti che non abbiano altro scopo se non quello gratuito di diffusione di storia, arte e cultura. Come dice la Legge Franceschini, le immagini dei Beni Culturali possono essere divulgate, purché il contenitore non abbia fini commerciali, anche indirettamente. I diritti dei beni ecclesiastici sono delle varie parrocchie, e le foto presenti in questo sito sono sempre state scattate dopo permesso verbale, e in generale sono tutte marchiate col logo di questo sito unicamente per impedire che esse finiscano scaricate (come da noi spesso scoperto) e utilizzate su altri siti o riviste a carattere commerciale. Per quanto riguarda le foto scattate in campagne e masserie abbandonate, se qualche proprietario ne riscontra qualcuna che ritiene far cancellare da questo blog (laddove non c’erano cartelli o muri che distinguessero terreno pubblico da quello privato, non ce ne siamo accorti) è pregato (come chiunque altro voglia segnalare rettifiche) di contattarci alla mail info@salentoacolory.it

Aquileia, fra Impero Romano e Medioevo

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.