Cosa fare quando i termosifoni non scaldano bene

Con l’arrivo delle giornate fredde, in molti iniziano ad usare l’impianto di riscaldamento della propria abitazione. Spesso allora ci si ricorda che il proprio impianto termico non sempre lavora a dovere. Specialmente se l’installatore non ha verificato alla prima accensione come i termosifoni riscaldino i singoli vani, è possibile che si riscontrino delle anomalie. Alcuni termosifoni possono avere zone fredde e zone calde, altri sono surriscaldati, mentre altri ancora diventano solo tiepidi. La conseguenza è che alcuni ambienti rimangono più freddi anche di uno o due gradi e questa differenza di temperatura diventa fastidiosa quando ci si sposta da un ambiente all’altro. In alcuni casi l’idraulico cerca di porre rimedio in modo spicciolo aumentando le dimensioni dei termosifoni presenti negli ambienti penalizzati, oppure alzando la temperatura dell’acqua attraverso i comandi presenti sulla caldaia. Un simile comportamento non risolve il problema e aumenta i consumi per il riscaldamento. Infatti i vani che erano già ben riscaldati avranno una temperatura al di sopra delle condizioni di benessere e la temperatura potrebbe diventare eccessiva; inoltre per ogni grado in più di temperatura, aumenteranno i costi per il riscaldamento del 5-8%.

Da che cosa può dipendere

Dando per scontato che le tubazioni dell’impianto ed i radiatori siano stati correttamente dimensionati, analizziamo quali sono le situazioni che possono incidere su questo tipo di problema:

1) presenza di aria nei termosifoni;

2) insufficiente potenza della caldaia;

3) pompa dell’impianto regolata male o di potenza insufficiente;

4) mancato bilanciamento dell’impianto termico.

Aria nei termosifoni

L’aria nei termosifoni è forse la più frequente causa di una carenza di riscaldamento nelle abitazioni. L’aria che si forma lungo l’impianto di riscaldamento, tende a ristagnare nei termosifoni, in particolare in quelli più alti. Vi accorgerete della presenza di aria anche solo toccando il radiatore, infatti alcune parti risulteranno più fredde perché occupate dalle bolle d’aria anziché dall’acqua calda proveniente dalla caldaia. La necessaria eliminazione deve essere eseguita per ogni radiatore a caldaia spenta e una volta terminato, occorre portare la pressione segnata dal manometro della caldaia di nuovo al valore iniziale, agendo sull’apposito rubinetto. E’ consigliabile inoltre verificare la presenza di bolle d’aria anche con l’impianto in funzione.

La caldaia

Per i normali appartamenti o case non eccessivamente grandi (fino a circa 150 mq) sono sufficienti le caldaie di potenza fino a 24 KW, mentre per le abitazioni di dimensioni maggiori è necessario andare su potenze di almeno 30-35 KW. Per la verifica della potenza occorre comunque un calcolo da parte di un Tecnico che tenga conto di vari fattori, tra cui la forma e l’orientamento dell’edificio, la presenza o meno di edifici adiacenti e soprattutto le caratteristiche dei materiali utilizzati per la costruzione. In linea di massima per edifici tradizionali, scarsamente isolati, si dovrebbero calcolare almeno 40 Watt per ogni metro cubo di aria riscaldata.

La pompa

Si tratta di quel motore elettrico che spinge l’acqua calda nell’impianto termico. Cosa succede se la pompa, probabilmente per il numero di termosifoni dislocati, o per le altezze differenti dei singoli ambienti non riesce a mandare l’acqua calda dappertutto? Alcuni termosifoni non ricevono il flusso adeguato e restano freddi. In questo caso bisogna agire, se possibile, sulla pompa regolandola per aumentare la velocità o nei casi estremi farla sostituire.

Impianto non bilanciato

Il bilanciamento idraulico di un impianto consiste nell’assicurarsi che ogni radiatore venga attraversato dal flusso di acqua adeguato a riscaldare ciascun ambiente. Poiché in un impianto abbiamo tubazioni di diversa lunghezza e diametro che collegano li termosifoni alla caldaia, se l’impianto non è bilanciato, si avranno dei radiatori più penalizzati rispetto ad altri. Di solito i radiatori più lontani e grandi sono sfavoriti rispetto a quelli più vicini alla caldaia. In pratica la caldaia manda l’acqua con la stessa pressione verso tutte le derivazioni dell’impianto, ma i caloriferi più distanti ricevono l’acqua calda ad una pressione inferiore, divenendo meno efficienti di quelli più vicini alla fonte di calore. Il bilanciamento si effettua di solito attraverso i detentori, ossia dei rubinetti posti nella parte bassa dei termosifoni e coperti con un tappo che si avvita. Bisogna precisare che, specie nei grossi impianti, il bilanciamento rappresenta un’operazione complessa che va effettuata da personale specializzato munito di idonea attrezzatura. Infatti per un corretto bilanciamento bisogna intervenire su tutti i radiatori affinché vi sia una corretta suddivisione delle portate d’acqua nei vari circuiti che compongono l’impianto. Per piccoli impianti tuttavia si può agire anche facendo delle prove e armandosi di pazienza. Dopo aver chiuso parzialmente i detentori dei termosifoni più vicini alla caldaia si passa a controllare se quelli più lontani diventano più caldi rispetto a prima, sempre con l’impianto in funzione; finché non si è soddisfatti del risultato. Quando tutti i termosifoni sembrano avere la stessa temperatura, si possono ritappare i detentori.

di Salvatore De Pascalis

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One comment to Cosa fare quando i termosifoni non scaldano bene

  • mario  says:

    Bellissimo articolo, concreto ed esaustivo! Ho risolto un problema che avevo a casa con l’impianto termico. Grazie mille.

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