Le masserie fortificate a nord di Lecce

Durante il 1400 il granaio di Lecce era situato a nord della città, ed era sorvegliato da imponenti masserie fortificate. Era lo scenario di un’epoca di tensioni, generate dall’insicurezza di tutta la linea costiera, possibile e costante preda di turchi e pirati.

Oggi, la maggior parte di queste grandi fortificazioni è ancora in piedi, nonostante l’abbandono progressivo delle campagne negli ultimi 60 anni. Per fortuna, alcune menti lungimiranti hanno provveduto a far rinascere questi baluardi antichi, dando loro la nuova funzione di agriturismo, che ha il meritevole e doppio scopo di coltivare ancora la terra e accogliere i turisti. E come dei turisti ora facciamo una passeggiata in questo storico territorio, dove una volta si estendeva la famosa foresta di Lecce, e la Platea di Cerrate, una cortina di giganti fortificati pronti alla resistenza.

platea di cerrate

Partiamo da Masseria Paladini. Apparteneva ai Palmieri, marchesi di Martignano. La costruzione originaria è cinquecentesca, testimone della ricchezza dell’insediamento è la torre colombaia che svetta accanto all’edificio turrito.

masseria paladini

L’ultimo piccolo residuo della foresta di Lecce fa da scenario a Masseria Rauccio, oggi in gestione al WWF. Una volta questa masseria disponeva di una chiesa, una torre colombaia ed un grande appezzamento di terra che svolgeva funzione di pascolo per le sue greggi.

masseria rauccio

Masseria Mendule è la classica costruzione-torre, era dotata anch’essa di torre colombaia, di un importante oliveto ed una grande estensione di terreni seminati. Durante il 1700 era riportata come proprietà del chierico Ignazio Penzini.

masseria mendule

Masseria Barone vecchio è in stato di completo abbandono, tuttavia non ha perduto il massiccio aspetto originario. Tutto intorno un grande oliveto risuona in estate dell’assordante e solitario canto delle cicale.

masseria barone vecchio

Masseria Li Ronzi è ormai purtroppo un rudere. Per chi ha la possibilità di consultare foto d’epoca resterebbe di sasso nel constatare come il crollo sia stato rapido e brutale. Una volta questa imponente torre era dotata di una scala esterna, con ponte levatoio, e caditoie per ogni lato.

masseria li ronzi

Anche Masseria Coccioli era riportata nella Platea di Cerrate, situata nel cruciale incrocio di strade carraie che si legavano alla famosa “via del carro”, che dobbiamo immaginare costantemente attraversata da carri di ogni tipo, che trasportavano le merci in città. Anche questo insediamento era molto ricco ed oggi in ottime condizioni.

masseria coccioli

Masseria Melcarne è datata anch’essa come quasi tutte le altre al 1500. La sua torre conserva anche elementi architettonici che soddisfacevano il gusto dei baroni che qui soggiornavano stagionalmente. Durante il 1600 fu venduta da Filippo Prato (figlio di Leonardo Prato) al feudatario di Surbo.

masseria melcarne

Masseria Monacelli è stata salvata dal degrado che le stava facendo perdere tutte le sue caratteristiche originarie. Tra le sue peculiarità un enorme frantoio ipogeo, proprio all’interno della sua corte.

masseria monacelli

Masseria Giampaolo era quella situata proprio a ridosso dell’importante arteria già citata che conduceva a Lecce. Di frantoi ipogei ne aveva addirittura due, testimoni del grande lavoro che si svolgeva negli oliveti circostanti.

masseria giampaolo

Masseria Ghietta è un altro imponente complesso, completo di ogni bene, compresa la chiesetta ed il frantoio. Purtroppo anche questa masseria necessiterebbe di un restauro.

masseria ghietta

Ed infine, Cerrate, la meraviglia assoluta di questa campagna incantata, un viaggio nel cuore del medioevo leccese, conservatasi quasi intatta, anche grazie agli sforzi del FAI, che ci consente ancora oggi una visita in questo scrigno del nostro passato.

cerrate

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Le masserie fortificate a nord di Lecce

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