Masseria Donna Menga, dalla memoria all’arte

Visitai masseria Donna Menga una ventina di anni fa. Era abbandonata ed in condizioni pietose. Le fotografie che vedrete in questa pagina sono di quegli anni, ma devo aggiungere che di questi tempi è in corso il restauro integrale di questo luogo, che così tornerà ai suoi antichi splendori.

Mi accompagnò in quella visita l’amica Mariagrazia Presicce, che voleva rivedere i luoghi dove era vissuta da bambina, negli anni ’50 del Novecento, quando la masseria era di proprietà di suo nonno.

All’epoca questi luoghi erano ancora in attività, e la vita si conduceva così come era sempre stato qui da secoli…

E’ un luogo simile nella storia a tanti altri disseminati in giro per il Salento. Siamo in agro di Nardò. la masseria aveva una cappella…

…l’architrave di accesso reca una data: il prof Antonio Costantini vi ha letto il 1695, però visivamente a me pare sia scritto 1595.

L’interno è stato spogliato di tutti gli arredi, purtroppo.

Possiamo facilmente immaginare la sua importanza per le comunità agricole che qui vivevano, in terra d’Arneo, nei secoli scorsi.

Il primo documento che parla della masseria risale al 1493: la Mensa Vescovile di Nardò la concedeva in enfiteusi ad una famiglia.

L’edificio principale, poderosamente difeso da caditoie da ogni lato, per via delle frequenti incursioni turche dei secoli XV-XVII, è il risultato di due torri accorpate di epoche differenti.

La masseria è frutto di una continua evoluzione e di adeguamento alle diverse pratiche colturali che si articolavano intorno alla pastorizia, alla cerealicoltura, all’olivicoltura ed infine alla viticoltura.

Gli interni conservano ancora le semplice praticità delle dimore rurali che ospitavano diverse famiglie di contadini…

…l’antica colombaia, costruita con i conci traboccanti di fossili, come se la storia geologica di questa terra si fosse sedimentata a quella umana…

…la corte interna, dove si radunavano uomini e animali…

…e la “corte” più intima, quella intorno al focolare…

…il “water”, situato al piano superiore…

…la grande stalla, voltata con perizia magistrale…

…col suo abbeveratoio.

Tanti anni fa, Mariagrazia Presicce, scrittrice a artista della cartapesta, mi raccontava piena di nostalgia della vita che qui conduceva da bambina…

…e affacciandosi dalla finestra della sua infanzia cominciò un viaggio nella memoria, che l’ha condotta negli ultimi giorni a presentare una mostra d’arte, a Lecce. Di cui voglio regalarvi questo mio filmato, da cui trapela tutto il suo amore per il Salento, i suoi luoghi, persino “pezzi” della sua vecchia masseria, divenuti infine opera d’arte.

E’ un viaggio in cui tutti noi possiamo riconoscerci.

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Masseria Donna Menga, dalla memoria all’arte

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