La Madonna della Luce a Ugento

Lungo l’antica via Sallentina, che costeggiava la costa jonica da Taranto fino a Leuca, ricca di testimonianze del lungo peregrinare avvenuto qui per secoli, appena fuori Ugento ci offre uno scrigno di tesori d’arte e di fede: la chiesa della Madonna della Luce.

Siamo fuori il centro storico di Ugento, qui migliaia di anni fa c’erano le mura della città messapica. Poi la via fu usata dai pellegrini per raggiungere il Santuario di Leuca.

Ancora oggi si incontrano le “tracce” dei viandanti…

…le croci cristiane disseminate ovunque…

La chiesetta nacque nel 1588 nata per un evento miracoloso avvenuto nel 1563. Un prete di Afragola, con la sorella, si recava a Santa Maria di Leuca, era cieco, e fu colto da un violentissimo temporale. Non riuscendo più a orizzontarsi, i due si rifugiarono fra dei ruderi, che un tempo erano stati una chiesa, e scavarono assieme al loro cane un rifugio improvvisato. Fu così che venne fuori caso un’icona della Vergine Maria, e fu così lui riacquistò la vista, per miracolo. Questa chiesa fu costruita nell’immediatezza di questo accadimento.

Qui sopra vediamo la sacra icona della Vergine…

…qui, in una tela di inizio Novecento, la scena del miracolo… e, sotto, la statua del culto odierno.

La chiesetta appare semplice e lineare…

…adornata da un piccolo rosone…

…ed un’architrave che ricorda la data di consacrazione.

La chiesa conserva numerose iscrizioni lasciate dai pellegrini, una datata al 1720, che pare riprodurre la Madonna di Leuca (foto sotto), e un’altra del 1618 che ricorda il passaggio del vescovo in questa chiesa. Poi numerosi ex voto, a riprova della tradizione miracolosa legata a questo luogo, rimasta nella memoria della gente nel tempo.

La chiesa è decorata da una serie di pregiati affreschi seicenteschi.

Qui sopra, firmato 1604, vediamo il “ritratto” di Santa Caterina d’Alessandria e San Domenico Guzman.

E poi la Madonna di Costantinopoli, un’iconografia che nacque dopo la caduta di Costantinopoli sotto i colpi dei Turchi nel 1453, e che qui in Salento, forse per affinità di pensiero oltre che per vicinanza geografica, si sviluppò velocemente in parecchi luoghi di culto.

Qui l’immagine di San Donato…

…e poi i santi francescani…

…un’altra Vergine con Bambino…

Qui sopra, un incantevole affresco della Vergine del Rosario, incorniciata da una serie di scene che “raccontano” i misteri dello stesso Rosario…

Qui un’immagine non molto comune, la Vergine della Candelora, venerata ai primi di febbraio, caratterizzata dai due angeli reggi candela, in alto…

Qui sopra un’altra immagine non molto comune, Santa Venera, di cui a Lecce esiste una via che porta il suo nome ma nemmeno un’immagine. In questa chiesa ve ne sono due…

Una scena della vita di Gesù, quando Egli incontra la samaritana e le chiede un pò d’acqua. La Sua frase è stata anche trascritta, quasi in stile fumettistico…

Sempre affreschi dei primissimi anni del 1600, qui vediamo Santa Lucia a sinistra, e la Crocifissione a destra.

Questa è veramente la chiesa della Vergine, per il gran numero di opere a Lei dedicata!

Riecco Santa Venera, accanto a Santa Caterina. A destra doveva esserci la scena dell’Annunciazione, ma purtroppo questa è andata perduta.

Il personaggio vestito di bianco qui sopra, che brandisce un Crocifisso (ed ha le labbra sporche di sangue per averLo baciato) è Ludovico Ximenes, vescovo di Ugento fra il 1667 e il 1636. La sua identificazione è stata possibile dopo aver riconosciuto lo stemma che reca sulla veste (che era dell’Ordine dei Mercedari, che erano i religiosi che riscattavano i cristiani rapiti dagli infedeli). Si tratta di un uomo in odore di santità, venerato dai Mercedari il 4 ottobre. E’ un’altra delle storie che custodisce questo incantevole tempio ugentino. Ringrazio lo studioso Luciano Antonazzo e l’amico archeologo Stefano Cortese per le notizie qui riportate. Il Salento ricorda.

© Questo sito web non ha scopo di lucro, non userà mai banner pubblicitari, si basa solo sul mio impegno personale e su alcuni reportage che mi donano gli amici, tutti i costi vivi sono a mio carico (spostamenti fra le città del territorio salentino e italiano, spese di gestione del sito e per il dominio concesso da Aruba). Se lo avete apprezzato e ritenete di potermi dare una mano a produrre sempre nuovi reportage, mi farà piacere se acquisterete i miei romanzi. Il Folle lo trovate su Amazon (clicca qui), mentre Tsunami lento in alcune librerie (clicca qui) anche in versione inglese (su Amazon), oppure, anche tutti gli altri miei titoli, a richiesta alla mia mail: sandrolento@gmail.com. Tutto ciò che compare sul sito, sopratutto le immagini, non può essere usato in altri contesti che non abbiano altro scopo se non quello gratuito di diffusione di storia, arte e cultura. Come dice la Legge Franceschini, le immagini dei Beni Culturali possono essere divulgate, purché il contenitore non abbia fini commerciali, anche indirettamente. I diritti dei beni ecclesiastici sono delle varie parrocchie, e le foto presenti in questo sito sono sempre state scattate dopo permesso verbale, e in generale sono tutte marchiate col logo di questo sito unicamente per impedire che esse finiscano scaricate (come da noi spesso scoperto) e utilizzate su altri siti o riviste a carattere commerciale. Per quanto riguarda le foto scattate in campagne e masserie abbandonate, se qualche proprietario ne riscontra qualcuna che ritiene far cancellare da questo blog (laddove non c’erano cartelli o muri che distinguessero terreno pubblico da quello privato, non ce ne siamo accorti) è pregato (come chiunque altro voglia segnalare rettifiche) di contattarci alla mail info@salentoacolory.it

La Madonna della Luce a Ugento

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.