La cripta della Croce di Lorena a Oria

Uscendo da Oria, in direzione di Torre Santa Susanna, la strada attraversa una vasta pianura, piatta e quasi disabitata. Ed è a pochi chilometri che, sulla destra, si nota una costruzione, proprio nel bel mezzo di questa pianura, che “stona” col paesaggio: si capisce subito, anche dall’auto, che è l’ingresso di un ipogeo. La curiosità è forte, come al solito, quindi parcheggio alla buona e mi incammino.

Ad attirarmi è l’assenza di altre strutture circostanti, non ci sono masserie, abitazioni, neanche moderne, quindi una visita s’impone!

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Infatti, è proprio un ipogeo…

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Certo, lo schema classico degli ipogei nostrani è un pò… ribaltato! Non è una chiesa, né un frantoio. Presenta quattro vani scavati nel banco roccioso, ed una parte dell’ambiente è voltato a botte…

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La nicchia più piccola sembra ospiti un focolare, al suo interno c’è un foro che conduce verso l’altro…

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…sopra, un vano, ricavato sulla parete rocciosa…

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Sulla sinistra, il vano forse più grande, verso il suo interno presenta uno scavo, che a prima vista parrebbe una piccola tomba sul modello di quelle che si scavavano nel medioevo…

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…ma sembra troppo piccola, circa un metro, più o meno. Forse invece raccoglieva le acque di scolo?…

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Penetrando verso l’ambiente più interno, e rivolgendosi all’ingresso, sulla parete destra si nota una croce…

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Sembra una “Croce di Lorena”. Si tratta di un simbolo a forma di croce con doppia trasversa. È chiamata anche “Croce patriarcale”. Figurava sullo stemma dei duchi D’Angiò… ma pare sia stato anche un simbolo adottato dai Cavalieri Templari… E’ certamente un ben strano ambiente. Che presenta poi un altro vano occultato da una parete in conci di tufo, attraverso la quale passa un foro… sbirciando dentro ho visto una piccola camera, e acqua…

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La camera nascosta corrisponde a questa piccola costruzione che si vede sopra, adiacente ad un pozzo…

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…ben rifornito d’acqua…

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L’area circostante è ricolma di frammenti fittili, probabilmente riferibili ad una casa rurale di un’età compresa fra la tarda Repubblica e il primo periodo imperiale romano. Chissà, forse in origine poteva trattarsi di una sorta di “cantina”, una struttura di servizio utile alla conservazione delle derrate. Successivamente, in età Medievale, potrebbe essere stata riutilizzata come abitazione. Ma, sempre nel campo delle ipotesi, potrebbe risalire ad un periodo pre-romano, quando i popoli indigeni usavano scavare ipogei (come nel caso della cripta di San Pietro Mandurino, a Manduria), per ricavare degli spazi dedicati alle sepolture. E la croce di Lorena? Niente di più facile che questo luogo possa essere stato anche un rifugio per i viandanti, pellegrini, che qui si riposavano, e perché no, pregavano, in attesa di riprendere il loro viaggio.

Alessandro Romano

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La cripta della Croce di Lorena

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