La Brigata degli Amici dei Monumenti

Abbiamo già conosciuto la storia del principe Sebastiano Apostolico Orsini, figura luminosa di un idealista romantico ottocentesco, di cui non nascondo il mio personale innamoramento. Cerco le sue tracce da quando, da ragazzino, andavo in bicicletta nelle campagne di Arnesano, nel cuore della Valle della Cupa, per passeggiare nella sua terra, guardare la sua casa…

…la stessa aura di un ideale cavalleresco si respirava nell’aria di quel giardino, profumato da essenze che furono scelte una per una, portate qui anche da terre lontane, per ricreare un “mondo” nuovo, parallelo a quello reale…

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…la casa oggi, è ancora più abbandonata di come la trovavo negli anni ’90, ma per qualche strana alchimia trasmette una sorta di benefico “respirare”, una pace difficilmente spiegabile…

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Era la sua casa di campagna. Dove costruì anche una grande comunità agricola, che diede lavoro alla gente dei dintorni, una casa, una scuola per i loro figli. Lui, stranamente, non si sposò mai. Mi raccontano di una fantomatica donna, con cui ebbe sempre un’intensa relazione, per alcuni solo platonica. Fatto sta che non si sposò, e crebbe invece i suoi nipoti.

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Torno a scrivere di lui, in seguito al ritrovamento di una sua lettera, da parte di un caro amico e studioso incontrato in Rete, Jacopo Suggi, in cui il Principe Apostolico tracciava le linee guida dell’anno 1929 per le attività della Brigata degli Amici dei Monumenti, a Lecce…

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…che vide ritrovarsi in essa, e nella casa dell’Orsini (sita in Lecce di fronte alla chiesa di Santa Teresa), uomini come Sigismondo Castromediano e Cosimo De Giorgi. Jacopo ha trovato questi fogli a Firenze, letteralmente alluvionati, e per arrivare e leggerli e staccarli uno ad uno ha dovuto munirsi di pinzette e tanta pazienza…

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Si legge tutto il suo entusiasmo, per questa opera di difesa della storia e dell’archeologia, che lo portò, fra l’altro (assieme all’amico Cosimo De Giorgi, per il quale traspare tutta la sua ammirazione), ad evitare l’abbattimento dell’antica chiesetta di San Marco, in piazza Sant’Oronzo.

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Certo, traspare anche da queste righe anche una buona dose di scoramento, per via dell’indolenza di tanta parte della cittadinanza…

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…ma questo non scoraggiò i suoi intenti, che tenacemente coltivò con fervore.

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Nel passaggio seguente lascia intravedere una grande fiducia nell’operato di Mussolini, che era da poco salito al governo. In effetti, la guerra non era nell’aria, gli scavi archeologici riportavano anche a Lecce le antiche vestigia, e non posso che credere, personalmente, nella bontà della fiducia del Principe.

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Leggendo queste righe, le si sente ribollire di ideali giganteschi e grande voglia di dare un contributo alla società.

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Interessante anche la lista delle opere che la Brigata proponeva al governo cittadino.

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Non posso che ringraziare caldamente l’amico Jacopo Suggi, che ha inserito qualcosa di queste memorie nella sua tesi Amici dei Musei: Storia e Prospettive.

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Di uomini di siffatti valori si sente molto la mancanza, ai nostri giorni, quindi non ho trovato di meglio che condividere con la Rete questo regalo dell’amico con la stessa passione. Certe idee, devono continuare a camminare.

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