Idume e altre storie d’acqua

“Idume e altre storie d’acqua” è il titolo del prezioso volume di Mario Cazzato e Stefano Margiotta, appena pubblicato da Primiceri Editore. Uno studio denso e appassionato che affronta alla maniera di Cosimo De Giorgi, ossia con metodo multidisciplinare, il tema dell’acqua sul territorio leccese.

Un paesaggio idro-geologico veramente appassionante, quello dell’habitat intorno alla città di Lecce, che viene affrontato come un viaggio che dipana i primordi, fino a suggerire le vie del futuro.

La prima parte del libro affronta, in maniera tecnica ma assai chiara e divulgativa, la storia geologica di Lecce, avvalendosi di un ricco apparato iconografico, mappe e fotografie che accompagnano la narrazione. Scopriremo così i vari strati rocciosi e le diverse tipologie della roccia stessa, che compongono il suolo della penisola salentina. Scopriremo la circolazione idrica di questo territorio, che, essendo privo di fiumi o corsi d’acqua regolari a carattere fisso, promette di rivelarci notevoli sorprese. L’imponente lavoro di ricerca ripercorre tutte le tappe che la scienza geologica locale aveva iniziato a scrivere dall’Ottocento, per arrivare sino ai giorni nostri.

La parte del leone la fa il fiume Idume. C’è una sezione che ne ripercorre i cenni storici, e sopratutto la leggenda del fiume di Lecce, il “patrio nostro Idume”, sorta nel Seicento ad opera di Ascanio Grandi, che tesseva le lodi di questo grande fiume sotterraneo che a detta dei contemporanei portava la vita a tutta la città ed i suoi numerosissimi giardini. Questo libro si dipanerà fra storia e leggenda, per giungere alla realtà scientifica in maniera inequivocabile. Infine scopriremo che l’odierno corso d’acqua che sfocia a Torre Chianca non era l’unico in passato: in una cartografia del 1808, il libro mostra come i fiumiciattoli fossero ben quattro: da Torre Rinalda sino all’Acquatina, più a sud, a Frigole, questi piccoli fiumi attraversavano parte delle campagne leccesi.

Il viaggio affronta la prima esplorazione profonda del sottosuolo leccese: la meravigliosa e gigantesca opera idraulica del pozzo Cozza Guardati. Un’avventura cominciata nel 1870, in piena emergenza idrica per l’allora città di Lecce, che visse una grave crisi.

Il libro è corredato da schede e mappe facilmente godibili…

…ma anche di eccezionali documenti fotografici d’epoca…

…e cartografie che gli Autori hanno ripescato dopo una ricerca certosina che ripercorrono tutto il viaggio delle acque leccesi negli ultimi 250 anni. La ricchezza delle informazioni in esso contenute, riferite anche ad eventi di rilevanza sociale, documentate da importanti elementi originali che altrimenti rischiavano di perdersi col passare del tempo, fanno di quest’opera un fondamentale punto di riferimento anche per gli studi a venire. Mario Cazzato (architetto e storico, da decenni un faro per la divulgazione della cultura salentina a tutti i livelli) e Stefano Margiotta (geologo, dottore di Ricerca in Scienze della Terra, fecondo divulgatore su riviste specializzate e non) hanno dato vita ad un libro imperdibile per qualsiasi appassionato di questa terra. Accompagnano l’opera le fotografie di Gianluca Pio (mi onoro di aver contribuito anche con qualche mio scatto!) ed i disegni di Lorenzo Leccese. A tutti loro, Editore compreso (e l’Associazione “Vivere Lecce” che ha contribuito), va il mio ringraziamento per questo lavoro encomiabile!

Alessandro Romano

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