Crosia, tra mito pagano e fede cristiana

Crosia. Calabria, davanti alle coste dello Jonio, opposte a quelle di Gallipoli, sul versante salentino. Crusìa, in dialetto calabrese, Krussia in greco bizantino. Una città, un sito affascinante, secondo la leggenda fondata nel 1315 a.C. addirittura dai compagni di Enea. Infatti, durante il suo lungo viaggio verso la foce del Tevere, approdò con la sua flotta nelle rade del Trajes (il fiume Tronto).

I suoi sudditi, in atto di devozione verso il Principe, trovata una nuova patria dopo la guerra di Troia, le diedero il nome di Kreusa, quello della moglie di Enea.

E a guardare gli scenari di questa zona, che molto hanno di fascino omerico, non si fatica a credere a questa leggenda!

Raggiunse il massimo splendore tra il X e l’VIII secolo a.C. poi venne annessa al territorio di Crotone, divenne un importante centro di frontiera, proprio per la sua posizione strategica sul mare. Accolse i Sibariti, superstiti da una disfatta dopo la battaglia contro Crotone. Distrutta da un forte sisma nel 379, fu ricostruita sulla parte alta della collina. Fu teatro di due importanti e violente battaglie: nel 510 a.C., tra Sibariti e Crotoniati, e poi tra Goti e Bizantini. Durante il periodo feudale, Crosia fu dominio di 33 feudatari, tra i quali i più importanti furono i Matteo, i Cariati e i Sambiase. Divenne Ducato e quindi feudo molto, conteso tra i più potenti casati del regno di Napoli.

Crosia, tra mito pagano e fede cristiana

La chiesa Madonna della Pietà ha origini antichissime. Secondo la tradizione popolare venne costruita da tre mercanti greci scampati ad un naufragio. Non ci sono fonti ufficiali sulla data della sua costruzione. La prima riporta la data 1611, dopo il Concilio di Trento, che cita la visita del vescovo. Di tutto il passato di Crosia rimane solamente qualche ricordo e reperto archeologico. La città ha ritrovato la sua importanza a seguito delle apparizioni Mariane, avvenute nella Chiesa della Madonna della Pietà che, dal 23 maggio 1987, hanno richiamato l’attenzione di molti pellegrini, teologi e scienziati.

Sono venuto qui in questa data, constatando come ogni anno un fiume di pellegrini viene qui da ogni dove, per partecipare alla processione in ricordo dell’evento. Visitando la chiesa si nota la parte originale costituita da una vecchia edicola sulla parete di fondo, fatta costruire da monaci eremiti…

Crosia, tra mito pagano e fede cristiana

…dove oggi è collocata la statua della Madonna. L’interno dell’edicola conserva un affresco della Pietà, mentre sulle pareti laterali le immagini di San Giovanni Evangelista e Maria Maddalena. Ai piedi dell’affresco è visibile la data 1630 che ci ricorda ricostruzioni e restauri dovuti all’invasione dei Turchi del 1624 e al violento terremoto del 1629.

La chiesa è presa d’assalto, in questo giorno…

… i fedeli si ritrovano poi nei pressi di una fonte miracolosa, da cui prendono l’acqua.

Seguo anch’io il corteo, che ci conduce verso la parte alta della città…

Lo spettacolo paesaggistico rende tutto davvero suggestivo…

…nei vicoli del borgo, ad ogni balcone è appeso un lenzuolo, per il passaggio della statua della Vergine.

Qui siamo all’interno della Chiesa Matrice: dedicata a San Michele Arcangelo, risale al Seicento…

…ma di quel periodo ha conservato poco, architettonicamente…

Un viaggio in questo piccolo borgo dimenticato dai grandi flussi turistici, che si risveglia solo a maggio, è stato comunque un piacevole cammino nell’autenticità delle più vive emozioni che regala ancora ai nostri giorni l’esperienza della fede cristiana.

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