Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator website Rocca Imperiale, un Viaggio

Rocca Imperiale, un Viaggio

Svetta in una posizione privilegiata. Una fortezza imprendibile, posta a 200 metri di altezza,

su una collina dove poi sorse anche il borgo, con le sue case disposte a gradinata, ristretto com’è su un’area che praticamente non si può più estendere, con i suoi viottoli, le ripide salite verso la sommità, il campanile vetusto e la severa mole del castello, tutto ci mostra un mondo medievale immutato, nell’aspetto, nella sensazione che noi viandanti proviamo ad attraversarlo. Siamo in un territorio che gli antichi Greci conobbero e amarono molto, qui si stanziarono, fondando Eraclea, Pandosia e Metaponto, culle della prima civiltà Italica. Ma questo piccolo mondo antico sopravvisse anche dopo, con l’arrivo dei Romani. Da qui passava un’importante via di comunicazione, segnalata anche dalla Tabula Peutingeriana, che partendo da Reggio Calabria e costeggiando il mare, andava a congiungersi a Brindisi con l’Appia che proveniva da Capua. Appare dunque evidente l’importanza militare del luogo e Federico II volle erigervi un castello che al fine principale difensivo unisse il compito di dare asilo alla Corte nei suoi tanti spostamenti, e soprattutto nelle battute di caccia, alle quali il territorio era adattissimo. Il castello conserva ancora le cucine, all’interno delle quali si preparava da mangiare per tutta la guarnigione. Si sono conservati tanti ambienti originali, i camini per il riscaldamento, le torri di avvistamento. E tutto intorno un paesaggio incantevole e insieme aspro, rude, come dobbiamo immaginare la tempra degli uomini che lo abitavano. La prima chiesa di Rocca Imperiale sorse, come attesta il campanile, col nascere del borgo, al tempo dell’imperatore, nel 1239, ed è la Chiesa di Santa Maria in Cielo Assunta. Non ci sono notizie di altre cappelle nell’abitato, ma, annessa all’ospedale, doveva esserci, già nel secolo XIV, quella del Crocifisso. Poi, successivamente nacquero altri luoghi di culto, e l’antico Monastero dei “Frati Osservanti”. Qui, al suo interno, è nata una preziosa collezione museale, che offre una suggestiva atmosfera grazie alla compresenza di elementi di misticità, vetustà e alla combinazione tra elementi sacri e profani. Come ad esempio il Museo delle Cere. Numerosi sono i personaggi, qui rappresentati con ricercata e acuta verosimiglianza, fra cui ritroviamo proprio Federico II, nelle sua fattezze più realistiche, insieme a Leonardo Da Vinci e Dante Alighieri, alcuni esempi dei numerosi personaggi-simbolo qui custoditi, che hanno contribuito a dare luce e spessore artistico, culturale, politico, religioso e sociale al nostro Bel Paese e all’intero genere umano.

ALESSANDRO ROMANO (chi sono)

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