L’ipogeo delle Pileddhre a Depressa

Fra gli ipogei e gli ambienti sotterranei del Salento, quello che abbiamo visto nelle campagne di Depressa minaccia di rimanere il più enigmatico di tutti! Non è riportato da nessuna fonte, per cui ringrazio l’amica Tiziana Colluto che me l’ha segnalato: si trova in una fetta di terra di proprietà della sua famiglia, le “pileddhre”, nella quale, dai tempi dei nonni, nessuno sa spiegarsi il significato di questa costruzione.

Il territorio circostante è senz’altro interessante, da sempre luogo di insediamenti a più riprese nel corso della Storia, dai primi villaggi indigeni a quelli quasi “favolosi” come la città di Salete, distrutta dopo una tremenda battaglia. Siamo fra Castiglione d’Otranto e Depressa. E seguendo questa strada carraia appena percettibile…

1

…si arriva davanti al classico albero di fico, che nasconde un’apertura nel sottosuolo…

2

L’apertura era ben chiusa da una grossa struttura di massi monolitici ben squadrati, poi quasi divelti dallo stesso albero infestante…

3

Questo espediente lo abbiamo ritrovato in svariati posti, nel Salento…

ipogeo delle Pileddhe

La copertura a lastroni monolitici somiglia a quella della grotta dell’Annunziata a Erchie, ma anche a quella dell’ipogeo di Santa Barbara a Otranto

paragoni copertura

…solo che il primo nascondeva una grotta di culti religiosi, forse in origine indigeni, sicuramente cristiani successivamente… e il secondo uno di quegli ipogei a cellette che sembra riportare a culti funerari… Il primo ha una copertura posta orizzontalmente, il secondo con le lastre sistemate a triangolo. Quello nel quale scendiamo oggi è coperto orizzontalmente, ma non somiglia a nient’altro di simile… anzi, non ho trovato paragoni con nulla.

5

E’ molto ben nascosto dalla vegetazione, e l’apertura è assai stretta, come si può vedere…

6

La discesa è impervia perché molte lastre che erano di copertura sono crollate e fanno da intralcio sulla ripida scalinata che scende di circa 3 metri sotto terra…

7

Uno sguardo verso l’alto, scendendo… le lastre sono proprio massicce…

ipogeo delle Pileddhre

Poi la sorpresa… l’ambiente che si profila è una perfetta semiluna, scavata regola d’arte nel banco roccioso…

ipogeo delle Pileddhre

Altri lastroni sono precipitati fin dentro l’antro…

ipogeo delle Pileddhre

Lungo tutta la parete sembra correre una sorta di sedile, tutto ben scavato…

ipogeo delle Pileddhre

Una bellissima opera di scavo, senza dubbio!…

ipogeo delle Pileddhe

…ancora uno sguardo verso sopra… ma poi subito ci si chiede: dove siamo capitati? A cosa serviva questo ambiente?

ipogeo delle Pileddhre

Con un’unica foto è quasi impossibile rendere tutto l’ambiente per via della sua ristrettezza. Sarà largo neanche 3 metri, sul lato dell’ingresso… e alto circa 2 metri… Il lato sulla destra, foto sopra…

ipogeo delle Pileddhe

…e il lato sulla sinistra (sopra)… con l’unica variante, questa nicchia, scavata sulla parete…

ipogeo delle Pileddhre

Una nicchia anche abbastanza grande, non sembra fatta solo per una fiaccola. Uno schizzo disegnato forse rende meglio l’idea dell’impianto…

ipogeo delle Pileddhre

Non è una chiesa, non è una cisterna, non un semplice riparo, almeno come i tanti “normali” che ho già visto disseminati lungo il territorio… dunque? Forse soltanto trovandone un altro simile si potrebbe fare qualche teoria!

ipogeo delle Pileddhre

Lasciando questo posto arcano, all’interno del quale non sono riuscito a proferire parola, ringrazio ancora l’amica Tiziana per avermi “prescelto”, visto che non aveva mai fatto scendere alcuno, né si permessa di farlo lei e mai l’avrebbe fatto! Il Salento ha davvero ancora tanto da mostrare!

sandro e tiziana

Nota a margine di questo reportage, perché dopo la sua divulgazione alcuni studiosi mi hanno confermato l’esistenza di altri ipogei simili. Stefano Calò ne ha trovati diversi. Nella foto che segue invece (opera di Giuseppe Muci), un ipogeo identico che si trova presso i laghi Alimini, sulla parete del canalone “Frassanito”.

ipogeo frassanito

Qui sopra un altro esempio dall’identico impianto a semiluna, solo che non è ipogeo: si trova al livello del piano di calpestio, all’interno di un costone roccioso in agro di Uggiano. Per tutti, comunque, servirebbe un’opera di scavo archeologico, altrimenti non si riuscirà mai a datarli ed a sapere qualcosa sul loro utilizzo.

© Questo sito web non ha scopo di lucro, non avrà mai banner pubblicitari, perciò tutto ciò che qui compare, sopratutto le immagini, non può essere usato in altri contesti che non abbiano altro scopo se non quello gratuito di diffusione di storia, arte e cultura. Come dice la Legge Franceschini, le immagini dei Beni Culturali possono essere divulgate, purché il contenitore non abbia fini commerciali, anche indirettamente. I diritti dei beni ecclesiastici sono delle varie parrocchie, e le foto presenti in questo sito sono sempre state scattate dopo permesso verbale, e in generale sono tutte marchiate col logo di questo sito unicamente per impedire che esse finiscano scaricate (come da noi spesso scoperto) e utilizzate su altri siti o riviste a carattere commerciale. Per quanto riguarda le foto scattate in campagne e masserie abbandonate, se qualche proprietario ne riscontra qualcuna che ritiene far cancellare da questo blog (laddove non c’erano cartelli o muri che distinguessero terreno pubblico da quello privato, non ce ne siamo accorti) è pregato (come chiunque altro voglia segnalare rettifiche) di contattarci alla mail info@salentoacolory.it  

L’ipogeo delle Pileddhre a Depressa

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.