Le Grotte di Castellana

Se volete scoprire il cuore profondo della Puglia dovete visitare le Grotte di Castellana! Si tratta di un complesso di cavità sotterranee di origine carsica tra i più belli e spettacolari d’Italia.

Si trovano nel Comune di Castellana-Grotte, a circa 1,5 km dall’abitato. Si sviluppano per l’incredibile lunghezza di 3348 metri e raggiungono la profondità massima di 122 metri. Il percorso per il visitatore si snoda lungo un tragitto di 3 Km, in uno scenario stupefacente, dove caverne, canyon, abissi profondi, stalattiti, stalagmiti e ogni sorta di concrezione dalle forme più fantasiose, lasciano di stucco chiunque.

Le Grotte di Castellana

L’imbocco della “Grave”, la profonda voragine d’ingresso delle grotte, incuteva da tempi lontanissimi angosce ancestrali nei contadini e i viandanti dei dintorni.  Vincenzo Longo (1737-1825), umanista e giureconsulto castellanese, forse fu il primo uomo a scendere qui. Il ricordo dell’impresa si perpetuò nella memoria dei testimoni dell’epoca e da questi fu tramandato alle generazioni successive. Nel VII volume del Dizionario corografico-universale dell’Italia si attesta la storicità dell’evento: Poco più di un miglio all’occidente di Castellana evvi una curiosità naturale, cioè una voragine detta dal volgo la Grave; la bocca di questa ha la circonferenza di circa palmi 180 e la profondità è di circa palmi 300. Nel secolo scorso alcuni intrepidi cittadini di Castellana vi discesero di buon mattino, facendo uso di gomene e di funi, e percorsero più miglia di buie sotterranee contrade, e non ne uscirono che verso le ore 24 in guisa che i congiunti e gli amici palpitarono per tanto attendere.

Le Grotte di Castellana

Nel 1938 vi furono i primi sopralluoghi degli speleologi. Franco Anelli scese al fondo della cavità, l’esploratore ne percorse il perimetro e trovò un basso passaggio, che continuava per alcune decine di metri fino a raggiungere una seconda vastissima caverna che la luce della lampada ad acetilene non riusciva a rischiarare, in seguito denominata Caverna dei Monumenti. Portata la notizia all’esterno, Anelli programmò di tornare due giorni dopo, per proseguire le esplorazioni.

Lo accompagnò Vito Matarrese. Assieme proseguirono le esplorazioni interrotte e si portarono nell’interno per circa 300 metri, quando si fermarono al termine di una breve galleria discendente, oggi denominata Corridoio del Serpente, di fronte a un profondo pozzo.

Due mesi dopo, nel marzo 1938, Anelli e Matarrese proseguirono le esplorazioni, spingendosi fino a 600 metri dalla Grave, dove una nuova voragine, ubicata nell’attuale Corridoio del Deserto, arrestò, ancora una volta, le esplorazioni. In questa occasione, Anelli provvide anche all’esecuzione di un primo rilievo delle Grotte, che completerà nel settembre dello stesso anno, nel corso della sua terza venuta a Castellana. Partito Anelli, le esplorazioni furono proseguite, anche in solitaria, da Vito Matarrese, cui si deve il superamento della voragine del Corridoio del Deserto e il raggiungimento del termine ultimo del sistema carsico: la Grotta Bianca, da lui scoperta nel 1939.

Oggi le Grotte di Castellana sono visitate da migliaia e migliaia di turisti da ogni parte del mondo. Le immagini che vedete qui si riferiscono solo al primo ambiente, quello dove è consentito scattare fotografie: quello che c’è nel vastissimo mondo sotterraneo successivo è un’esperienza che vi consiglio caldamente di vivere, per tutta una serie di emozioni e suggestioni che proverete…

…vi rimando a consultare il sito ufficiale delle Grotte (clicca qui) per avere contezza di tutte le informazioni (quelle che avete letto qui sono estratte da esso), anche per la vostra visita, in qualunque periodo dell’anno!

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