L’antica distilleria De Giorgi di San Cesario

San Cesario di Lecce custodisce una bella storia imprenditoriale, quella dell’impresa De Giorgi, produttrice di alcol e liquori per il mercato provinciale ma nota anche in Italia e nel mondo per il liquore Anisetta, un grande successo dell’imprenditoria del meridione d’Italia della prima metà del Novecento.

Vito e Nicola De Giorgi diventano distillatori sul finire dell’Ottocento. Nel 1906 smettono di lavorare nel mulino di Carmine de Bonis e si dedicano esclusivamente alla produzione in proprio di alcol e liquori, perché favoriti dalle buone possibilità che offriva l’abbassamento dei costi di produzione dell’alcol, causato dall’aumento della materia prima (vinacce e fecce) e dalla riduzione delle imposte di fabbricazione.

Sin dal 1906 Casa De Giorgi ottiene numerosi riconoscimenti, spesso ricordati anche sulle etichette dei prodotti, le medaglie d’oro ricevute all’Esposizione di Siena del 1907 e alle Esposizioni riunite di Roma del 1911.

Tra il 1917 e il 1920 parte la progettazione e la costruzione del di un grande stabilimento. Il progetto puntò alla differenziazione dei prodotti e avviò contemporaneamente una distilleria con annesso liquorificio e fabbrica di vermouth, con reparto di imbottigliamento; uno stabilimento vinicolo con reparto per la trasformazione delle vinacce e delle fecce. Per le dimensioni e l’economia di San Cesario di Lecce il progetto di Nicola De Giorgi ha dimensioni di certo ambiziose.

Intorno alla fine degli anni venti Nicola De Giorgi ha ormai compiutamente individuato la “mission” della sua impresa; gli anni successivi sono dedicati al perfezionamento dei diversi cicli produttivi, alla pubblicizzazione e all’espansione del volume di affari. Dalla fine degli anni trenta in poi lo spirito non rettificato prodotto a San Cesario viene, oltre che venduto a fabbriche di rettifica, inviato nell’altro stabilimento di San Pietro Vernotico e in seguito anche in quello di Squinzano entrambi dotati di un impianto autorettificatore.

De Giorgi riesce a raggiungere anche il mercato nazionale e internazionale attraverso il liquore Anisetta, divenuto la specialità della Distilleria De Giorgi sin dai primi anni di attività; la fama raggiunta dal liquore va di pari passo con i riconoscimenti e la pubblicizzazione del prodotto fatta realizzare al noto pittore e illustratore Luigi Bompard. Ad appena 14 anni dalla nascita della ditta, il 20 luglio 1920, Nicola De Giorgi riceve da Vittorio Emanuele III° un autorevole riconoscimento quale il Brevetto della Casa Reale.

anisetta, distilleria de giorgi a san cesario di lecce

I successivi ampliamenti rendono la ditta specializzata anche nella produzione di liquore. L’attività fu agevolata dalla vicinanza della ferrovia, che permetteva di smaltire le produzioni ed acquisire le materie prime. L’attività di distillazione finì nel 1987, mentre la produzione di liquore continuò fino al 1997, alla chiusura dell’azienda.

Oggi la struttura ospita eventi culturali di vario genere.

Fra le tante curiosità che ospitano l’antica azienda c’è questa statua, che dovrebbe raffigurare il santo che da il nome alla cittadina di San Cesario.

Il sito conserva al suo interno le macchine utilizzate nei diversi processi produttivi: un alambicco della Ditta Cecchin e Quacquarini-Costruzioni in rame e meccaniche, Milano; l’impianto di distillazione (tutto in rame e alto metri 11,80) della Ditta “Officina costruzioni industriali Frilli-San Gimignano (SI)” acquistato nel 1973, per sostituire un vecchio impianto del tipo “Barbet”, e utilizzato sino al 1989 anno in cui la Ditta De Giorgi cessò di produrre alcol; l’apparecchio distillatore delle fecce realizzato dalla Ditta “F.lli Mussi fu Girolamo-Milano” (in acciaio inox, ferro e rame, alto metri 9) acquistato nel 1961 e utilizzato sino al 1972; l’apparecchio dealcalinizzatore della Ditta “Ing. Castagnetti & C. S.p.A.-Grugliasco (TO)” (tutto in rame alto metri 3,90) acquistato nel 1958; una centrifuga delle “Officine Minetti-Milano” acquistata nel 1957; un filtro pressa della Ditta “F.lli Gianazza-Legnano (MI)” per il filtraggio del vermouth e due filtri pressa per il filtraggio delle fecce; le autoclavi in acciaio AISI 316 (alte metri 4) della Ditta “Metalizzazione Italiana” acquistate e impiegate dal 1971; la caldaia in lamiera e conci della Ditta “Impianti Idrotermici-Padova”, acquistata nel 1958; una pigiadiraspatrice della nota Ditta Giuseppe Pietro Garolla di Limena (PD); una tramoggia, con motore e vite senza fine, per spappolare la feccia; un miscelatore in rame della Ditta Officine Meccaniche Pellizzari-Arzignano (VI); 4 elettropompe; 4 filtri pressa della Ditta OCIM-Macchine per l’imbottigliamento, Cologno Monzese (MI); e tante altre. Non c’è traccia delle piante rare che un tempo arricchivano il giardino.

Fra gli altri ricordi della struttura, un tempo fervente di vita, ho fotografato anche gli orari di lavoro: come si vede, c’erano tre turni, e l’azienda non chiudeva mai, si lavorava incessantemente! Bei tempi, di una terra che ha saputo mirare alto e rimboccarsi le maniche.

(info tratte dal sito archeologiaindustriale.net e dalla pagina ufficiale della ex distilleria)

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L’antica distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce

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