Tra la Valle d’Itria e le gravine

Si chiama Pascarosa. E’ poco più di un borgo, lontano dai grossi centri abitati, immerso nella quiete e nel silenzio della Valle d’Itria. Da qui comincia questo nuovo percorso fra gli itinerari alternativi del Salento. Siamo in agro di Ostuni. Da qui comincia la valle più suggestiva di questa terra fra gravine, lame, campagne di commovente suggestione…

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2E’ in queste amene campagne che incontriamo il trullo più grande di tutti. Da queste parti lo chiamano il “Trullo sovrano”, è composto da più coni e si sviluppa su più piani d’altezza. Un’autentica rarità oltre che una meraviglia costruttiva della tradizione del Salento.

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 Questa è un’antica specchia, prova che fin dall’antichità queste terre furono popolate ed abitate…

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Salendo in cima a questa specchia si può ammirare in tutta la sua estensione il dolcissimo panorama della valle d’Itria.

tra la valle d'itria e le gravineDa qui si giunge in breve tempo a Martina Franca.

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Tutto il centro storico di questa bellissima città sarebbe da visitare. Ma la prima tappa resta la sontuosa chiesa matrice.

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Lasciando la città ricomincia la grande avventura nella natura. E’ qui che, tra alte colline ricoperte di verde che incontriamo Masseria Lupoli, autentico viaggio a ritroso nel tempo. Una visita a questa masseria è rivivere il tempo antico del Salento.

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Qui, in una sorta di scrigno-museo, la civiltà contadina torna ai suoi tempi di lavoro e di fatica, di vita e resistenza.

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Anche qui, ovviamente, i trulli la fanno da padrone, nello scenario intorno.

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In queste lande selvagge si estende il Bosco delle Pianelle, covo di briganti risoluti per tutto il 1800, e rimasto incontaminato fino ad oggi.

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Persi magicamente in questo territorio d’altri tempi, ci pare quasi di risentire il furioso galoppo dei cavalli, in caccia o in fuga, dei famigerati briganti.

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Oggi qui esiste un bellissimo percorso nel bosco che ci può riportare veramente indietro nel tempo.

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Il viaggio prosegue verso Massafra, e il suo castello che si erge maestoso sopra la gravina. Eh si, qui lo scenario comincia a cambiare. Profonde gravine aprono squarci nella terra. Un panorama selvaggio, eppure anche questo abitato dall’uomo fin dall’antichità.

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Questa è la cripta di San Leonardo, piccolo gioiello affrescato quasi mille anni fa.

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E qui siamo arrivati in agro di Mottola, nella gravina di San Nicola, da sempre meta di pellegrini devoti al santo orientale.

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La gravina di Sant’Angelo conserva un’affascinante villaggio rupestre, ed un incredibile cripta scavata addirittura su due piani!

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Appena si avverte fame, in questa regione, il re riconosciuto delle tavole è senz’altro il capocollo di Martina Franca, trattato nella maniera unica con cui si trova solo qui. Carne che si scioglie in bocca, una delizia per il palato. Buon appetito!

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Per la foto di copertina si ringrazia Dajana Carrozzi, la turista delle nostre passeggiate!

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Tra la Valle d’Itria e le gravine

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