Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator website La casa del poeta-contadino di Sternatia

La casa del poeta-contadino di Sternatia

Il comignolo della casa rurale di un poeta-contadino delle campagne di Sternatia, postata su Facebook da una cara amica aveva da giorni attirato implacabilmente la mia curiosità. Così, complice un’ora libera e saltando volentieri il pranzo, mi ritrovo in un inaspettato paesaggio agricolo…

…un panorama che vide frequentazioni antiche, che solo studi ben approfonditi potranno delineare…

Ovunque, grossi blocchi monolitici si trovano allineati a delimitare i fondi…

…e che certamente non per questo motivo furono squadrati…

…come si può intuire anche dal foro ricavato sopra un’estremità (peccato non si possa visionare l’estremità opposta) che ho riscontrato in tre monoliti diversi. Visto il loro numero non è escluso siano molti così forati.

Nelle vicinanze, qui c’è il luogo dove secondo la tradizione tornò il cavallo del conte Acquaviva, decapitato dai Turchi nel fatidico 1480. Le case rurali sono molto antiche, e purtroppo abbandonate… come questa!

Vi ci restano pochi ricordi del passato dei suoi abitanti…

…caratteristici i capitelli delle colonne che sorreggono una volta…

…ma anche i tetti in legno, sorretti da travi e rivestiti da canne in maniera meticolosa.

Ma ecco la piccola casa che mi interessava!…

La casa del poeta-contadino di Sternatia

Sopra il fumaiolo, una grossa pietra scolpita con cura e creatività, riproduce un curioso personaggio che saluta eloquentemente, con calore. Spesso, sulle case di campagna (ma anche in città) si ritrovano figure apotropaiche o mostruose, che avevano ben altre intenzioni verso i visitatori, specie quelli non invitati. Scoraggiavano anche l’avvicinamento. Mentre questa figura è così solare, ed insieme unica, che mi è rimasta nel cuore!

Così ho colto il suo “invito”, e sono entrato, a visitare la casa di quello che sento fu certamente un poeta-contadino, uno di quegli “olivi che camminano” che tanto saggiamente hanno attraversato la storia minima delle comunità salentine, uno di noi, uno dei nostri nonni che accoglievano l’ospite con calore, offrivano ciò che potevano e raccontavano tante cose ai nipoti.

La casa non è “nuova”, ha il suo bel passato da raccontare, ma deve avere anche qualche erede che ogni tanto si fa vedere. Anche se non credo si fermi più a dormire, o accendere il caminetto…

Gli infissi in legno sono ancora quelli originali, anche se sempre più marci…

…il tetto è miracolosamente intatto! Un vero esempio di tetto delle case povere dei salentini fino a nemmeno cento anni fa…

L’omino saluta bene da lassù…

…alle spalle della casa, il suo padrone legava probabilmente il cavallo…

Da qui si nota come pure le tegole siano intatte. Una vecchia casa dal fascino veramente integro.

Una visita di cui ringrazio calorosamente un’amica che non vedo mai, prova vivente che le amicizie più autentiche siano quelle di cui ci si ricorda sempre pure senza avere la possibilità di frequentarsi. Sorridendo riservata, mi dice che non c’è alcun bisogno di citarla, ma sopratutto di non divulgare la posizione di questa casa, nel timore che i soliti furfanti che rubano le pietre si facciano vivi anche qui. Ed io manterrò la promessa. Ma come farà lei, non mancherò di farci una passeggiata assieme ad un amico che abbia la sua stessa sensibilità.

(P.S. Un paio di anni dopo, in una villa storica appena fuori Maglie, ho trovato questa pietra molto simile a quella di Sternatia, che era posizionata in origine anch’essa sul comignolo. La ricerca continua!)

© Questo sito web non ha scopo di lucro, non userà mai banner pubblicitari, si basa solo sul mio impegno personale e su alcuni reportage che mi donano gli amici, tutti i costi vivi sono a mio carico (spostamenti fra le città del territorio salentino e italiano, spese di gestione del sito e del dominio). Se lo avete apprezzato e ritenete di potermi dare una mano a produrre sempre nuovi reportage, mi farà piacere se acquisterete i miei romanzi (trovate i titoli a questa pagina). Tutto ciò che compare sul sito, soprattutto le immagini, non può essere usato in altri contesti che non abbiano altro scopo se non quello gratuito di diffusione di storia, arte e cultura. Come dice la Legge Franceschini, le immagini dei Beni Culturali possono essere divulgate, purché il contenitore non abbia fini commerciali. I diritti dei beni ecclesiastici sono delle varie parrocchie, e le foto presenti in questo sito sono sempre state scattate dopo permesso verbale, e in generale sono tutte marchiate col logo di questo sito unicamente per impedire che esse finiscano scaricate (come da me spesso scoperto) e utilizzate su altri siti o riviste a carattere commerciale. Per quanto riguarda le foto scattate in campagne e masserie abbandonate, se qualche proprietario ne riscontra qualcuna che ritiene di voler cancellare da questo blog (laddove non c’erano cartelli o muri che distinguessero terreno pubblico da quello privato, non ce ne siamo accorti) è pregato (come chiunque altro voglia segnalare rettifiche) di contattarci alla mail info@salentoacolory.it

La casa del poeta-contadino di Sternatia

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.