I segreti del Museo Faggiano di Lecce

Lecce è universalmente nota come città del barocco, ma per chi volesse scoprirne altri aspetti dovrebbe visitare il Museo Faggiano. Questo edificio è una vera e propria miniera, per lo storico, l’archeologo, l’appassionato, il curioso. Doveva essere solo uno dei tanti edifici d’epoca che costellano il centro storico, magari da adibire a B&B, ma dei lavori di ristrutturazione scoperchiarono la Storia che esso custodiva. Il suo proprietario, Luciano Faggiano, persona semplice e illuminata, si gettò alla scoperta, accompagnato dalla Soprintendenza Archeologica, e dopo qualche anno di lavori è riuscito a consegnare a tutti i visitatori una casa, divenuta un museo fra i più interessanti che si possano trovare.

museo faggiano

E’ un viaggio particolare anche perché l’epoca barocca della città ha occultato tutto il suo passato medievale. Si tratta di un edificio che molto probabilmente ha assolto nei secoli anche la funzione di convento, come ci si può rendere conto visitando gli ambienti confinanti: una sorta di chiostro, decorato da capitelli, sono alle spalle dell’abitazione…

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Fra i monaci che frequentarono questo stabile forse ci furono anche i Templari. Alcuni studiosi hanno avanzato qualche teoria sulle presunte tracce che hanno lasciato. Una di queste tracce si troverebbe in cima al terrazzo, all’interno di una torretta di guardia…

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La traccia sarebbe l’affresco che si trova all’interno. Un triangolo, con all’interno altri particolari, che rimanderebbero al Tempio di Salomone…

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Più sotto si osserva un cerchio, che contiene un nodo, forse proprio il famoso “nodo di Salomone”. In una stanza al piano di sotto troviamo un’iscrizione molto interessante, abbreviata, in latino, che tradotta dice testualmente: “Se Dio è con noi, chi è contro di noi?”… Uno dei motti dei Templari…

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Altra traccia è il cosiddetto “fiore della vita”, il fiore a sei petali che i Templari utilizzavano per “segnare” i luoghi ad essi familiari…

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Fra i racconti che si sussurrano appena, e che proprio Luciano non vuole che si propaghino, ci sono le impressioni di certi turisti, che, nei pomeriggi d’estate, giurano d’aver visto il… fantasma di un frate che si aggira per le stanze. Aldilà di questi particolari, la visita promette tante altre scoperte. Fra i numerosi ambienti sotterranei, passaggi segreti riportati alla luce o ancora occlusi, c’è un profondo pozzo che si collegava la casa al fiume Idume, un corso d’acqua sotterraneo che da sempre alimentava la città, per poi fuoriuscire verso la costa, a Torrechianca. L’intelligenza degli abitatori di questa casa è testimoniata da un’altra scoperta: un altro pozzo, che scendeva molto più profondamente della falda acquifera, era usato per essiccare i cadaveri.

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Museo Faggiano, il pozzo per il rifornimento dell’acqua.

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Museo faggiano. Una pietra su cui sedevano i morti a “scolare”.

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Museo Faggiano, cisterne scavate sotto il livello di calpestio.

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Fregi di un probabile altare dell’antico convento.

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Sistemi di canalizzazioni dell’acqua.

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Buco di palo, sul fondo di roccia: resti di abitazione messapica.

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Museo Faggiano. Passaggio sotterraneo. Lo scavo non proseguì oltre.

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Museo Faggiano, sigillo vescovile ritrovato nello scavo.

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Museo Faggiano, veduta frontale dell’antico ingresso della casa.

Questo era l’ingresso più antico allo stabile. La porta aveva uno spioncino al lato, e su quel muro c’è un concio dove pare sia raffigurata una spirale, altro simbolo dei Templari…

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La spirale.

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Antico ingresso, veduta dall’interno.

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Resti di affreschi, all’interno dei doppi muri.

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Resti di affreschi, all’interno dei doppi muri.

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Museo Faggiano, cisterna.

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Museo Faggiano, cisterne comunicanti.

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Museo Faggiano, particolare.

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Reperti emersi dallo scavo.

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Reperti emersi dallo scavo.

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Tomba di bambino, ritrovata alla congiunzione di due ambienti.

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Museo Faggiano, ambienti sotterranei.

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Museo Faggiano, ambienti sotterranei.

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Museo Faggiano, ambienti sotterranei.

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Cardine di una porta.

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Reperti d’epoca più moderna: un fucile.

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Statue di cartapesta del maestro Malecore.

Il Museo conserva anche dei bellissimi diorami che riproducono la famosa Grotta dei Cervi di Porto Badisco. Una visita è l’occasione di incontrare anche la signora Rosanna, la moglie di uno degli scopritori di questa che è la grotta più importante del Neolitico che si conosca, Severino Albertini.

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In pratica, in questa “casa” sono racchiusi 2000 anni di Storia, partendo dalle prime abitazioni messapiche, per arrivare ai giorni nostri. Ma quello che abbiamo visto sin qui è poca roba, rispetto ad una visita di persona, e ai racconti che lo stesso Luciano Faggiano vi potrà fare. E’ un viaggio in un Salento poco conosciuto, che non mancherà di sorprendere, adatto sia alle scolaresche come ai singoli avventurieri.  Per saperne di più consultate il sito internet, www.museofaggiano.it oppure chiamate direttamente Luciano: 360 722448. Dal mese di giugno 2014 il Museo ha ricevuto un importante certificato di eccellenza da TripAdvisor, che ne certifica l’eccellenza e il grande interesse suscitato fra i turisti. Recensione su www.tripadvisor.it

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I segreti del Museo Faggiano di Lecce

 

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