Gallipoli, la perla dello Jonio

Gallipoli è situata in una mirabile posizione, davanti al cuore del mare Jonio. E’ un’antichissima città, chiamata così dai Greci, letteralmente “città bella”. Fu il fondamentale porto messapico dell’importante città di Alezio. Ma la civiltà giunse qui molto prima, e le prove sono sotto la sabbia in località di Torre Sabea, dove giacciono i resti di un grande villaggio neolitico. Storia e mondanità si ritrovano qui, oggi, ai piedi della torre aragonese, su un lido che d’estate brulica di bagnanti, a mostrare l’eterna vitalità di questo incantevole borgo sul mare.

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Torre Sabea, controllava la città da nord.

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Gallipoli sorge su un’isoletta, che si congiunge alla terraferma con un ponte ricostruito in età moderna. Facciamo un viaggio nel cuore della bellezza di questa città, osservandola da ogni punto di vista.

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Torre San Giovanni. Sullo sfondo, la città protesa sul mare.

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L’isola di Sant’Andrea, e il faro, visti dai bastioni di Gallipoli.

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Il Castello di Gallipoli (per entraci, clicca QUI).

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La Basilica Concattedrale di Sant’Agata è stata costruita durante il 1600, sui resti di una chiesa preesistente. Contiene tesori in opere d’arte e tele di svariati artisti barocchi.

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Gallipoli, chiesa di Sant’Agata, interni.

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Gallipoli fece la sua fortuna già in epoca basso medievale, quando il commercio dell’olio lampante, il cui porto smerciava in mezza Europa, arricchì tutte le classi sociali di questa città. Questo rese possibile l’erezione di diverse chiese, alcune delle quali veri capolavori d’arte. E’ il caso della Chiesa di San Domenico al Rosario.

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Affresco con la Battaglia di Lepanto. Dal porto di Gallipoli partì una grossa flotta.

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Affresco con la Battaglia di Lepanto.

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Affresco con l’albero genealogico dei Reali di Spagna.

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L’abito della Confraternita del Rosario.

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Gallipoli, chiesa di San Domenico al Rosario, interni.

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Gallipoli, chiesa di San Domenico al Rosario, interni.

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In alto, Don Giovanni d’Austria, capo della Santa Lega a Lepanto.

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Organo dei fratelli Kircher

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Particolare di una Madonna, i cui capelli furono offerti da una fedele.

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L’imponente statua di San Domenico

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La nascita di diverse Confraternite portò i gallipolini a “sfidarsi” a chi erigesse la chiesa più bella. Gli scaricatori di porto, vista la gran mole di lavoro che avevano, divennero una classe benestante, così furono in grado di costruire un’altra perla di questa città: la chiesa di Santa Maria della Purità.

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Entrare in questa chiesa lascia sempre di stucco il visitatore!

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Gallipoli, chiesa di Santa Maria della Purità, interni.

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La chiesa di San Francesco di Paola sorse nel 1621 e fece parte del convento dei Paolotti. Anche questo tempio custodisce opere d’arte seicentesche e tele preziose.

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Gallipoli, chiesa di San Francesco di Paola

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Gallipoli, chiesa di San Francesco di Paola, interni.

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Gallipoli, chiesa di San Francesco di Paola, interni.

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Gallipoli, chiesa di San Francesco di Paola, interni.

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Gallipoli, chiesa di San Francesco di Paola, interni.

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Gallipoli, chiesa di San Francesco di Paola, interni.

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Anche l’agro di Gallipoli conserva interessanti chiese barocche, a un tiro di schioppo dalla città…

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…come nel caso della Madonna del Carmine (datata XVII secolo)…

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…una costruzione molto interessante, di cui spicca la torre difensiva, e la sua caditoia…

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…gli attuali proprietari l’hanno restaurata e riportata a nuova vita…

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Nel cuore del centro storico, quella che oggi è la biblioteca comunale, un tempo era anch’essa una chiesa, l’Oratorio di Sant’Angelo…

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Ex oratorio di Sant’Angelo, interni.

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Il faro di Gallipoli, sull’isola di Sant’Andrea.

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Chiesa del Santissimo Crocifisso

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Chiesa di San Francesco d’Assisi

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S.Francesco d’Assisi, statua del Malladrone, descritta dal D’Annunzio di “un’orrida bellezza”.

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S.Francesco d’Assisi, presepe di Stefano da Putignano.

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Il Castello di Gallipoli

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Affacciato sullo specchio d’acqua del Seno del Canneto, l’antico porto della città, si erge il Santuario della Madonna del Canneto, eretto  nell’ultima metà del Seicento su un preesistente edificio sacro del 1504 dedicato a San Giovanni e appartenuto ai cavalieri Teutonici. La prima chiesa risaliva al XIII secolo e fu distrutta dai Francesi nel 1502. Secondo la tradizione alcuni pescatori gallipolini, nel bel mezzo di un incendio nei pressi del porto, recuperarono dalle fiamme un’icona della Madonna perfettamente intatta.

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Particolare del soffitto in legno della chiesa.

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Teatro Garibaldi

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Campanile della chiesa di S.Agata

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Lo stupendo scenario della costa a sud, fra Torre Pizzo e l’omonima Masseria.

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Chiesa di San Pietro dei Samari

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Particolare del nome di Pietro, l’apostolo, che tradizione vuole passò da qui.

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Secondo la tradizione, la Fontana Greca è la più antica fontana d’Italia in quanto fu costruita intorno al III secolo a.C. ma la maggioranza degli storici ritengono che i rilievi siano opera di mastri del ‘500: durante il Rinascimento si usava riprodurre le antiche sculture. La facciata che guarda a scirocco è suddivisa in tre parti da quattro cariatidi che sorreggono l’architrave con un ricco decoro che si erge a 5 metri da terra. Nei bassorilievi sono scolpite scene che rappresentano le tre metamorfosi delle mitologiche Dirce, Salmace e Biblide. Sull’altra facciata vi sono collocati lo stemma di Gallipoli, un’epigrafe in latino e le insegne del sovrano Carlo III di Borbone.

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Sullo sfondo (sopra) si intravede la piccola cappella di Santa Cristina…

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… fu costruita nel 1607. Presenta un semplicissimo prospetto con portale architravato e un sobrio interno in cui si conserva una statua di Santa Cristina di Bolsena. Sconsacrata per un certo periodo e adibita a deposito delle reti dei pescatori, fu recuperata e riaperta al culto nel 1865. A Santa Cristina si attribuisce il miracolo della fine dell’epidemia di colera che colpì la città nel 1867, si organizzano ogni anno solenni festeggiamenti.

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La statua in cartapesta  la ritrae legata a un palo e trafitta da frecce, così come  era morta, martire, a soli 20 anni nel 290 d. C.

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Secondo una tradizione del 1087, nel giorno di Santa Cristina non si poteva fare il bagno a mare perchè la Santa portava la “steddha”. Accadde che un bambino undicenne morì in mare e si pensò al fatto come ad una trasgressione del giorno sacro che va santificato con la rinuncia ai piaceri. Ancora oggi in qualcuno sopravvive questa paura.

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Il 24 luglio di ogni anno si festeggia la Santa, con una caratteristica cuccagna a mare, nel seno del Canneto in mezzo ad una folla esultante, abbarbicata sul molo o sulle barche. La Cuccagna è una gara fra giovani atletici che si devono arrampicare su un palo verticale, unto di grasso, posto a prua di un peschereccio. L’obiettivo è afferrare la bandierina tricolore posta all’estremità, prima di cadere in acqua.

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La sfida accende di vera passione i gallipolini, che data la difficoltà della prova si sfidano anche più di un’ora, sotto il sole cocente!

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Il centro storico nasconde nei suoi sotterranei alcuni frantoi per la lavorazione dell’olio, che fino al ‘600 fece prospera la città, che esportava olio in mezza Europa. Qui sopra vediamo il frantoio del palazzo che fu di Antonietta De Pace, la celebre patriota gallipolina che tanta parte ebbe nella storia dell’Unità d’Italia.

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E qui siamo nei due frantoi gestiti dalla Associazione Culturale Gallipoli Nostra, forse i più suggestivi della città…

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Una visita in città non può prescindere dal Museo Diocesano (clicca qui).

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La città custodisce fra i suoi molti scrigni di storia e cultura, la pinacoteca dedicata ad uno dei suoi figli più illustri, il pittore Giovanni Andrea Coppola, alla cui visita vi rimandiamo qui.

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Veduta di Gallipoli dalla collina di San Mauro

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Veduta dal Castello

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Una visita merita anche il “Museo Emanuele Barba”, di proprietà del Comune e sito proprio nel centro storico.

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Conserva molti reperti della città messapica di Alezio, della quale Gallipoli era il porto naturale.

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Il Museo è nato nel 1823 ad opera di Carmine Fontò che donò i suoi libri alla città. A queste prime donazioni se ne aggiunsero altre da parte di conventi…

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…comprende reperti archeologici, sarcofagi e vasi messapici con iscrizioni, ma anche ritratti di personaggi illustri della città, ed anche una raccolta numismatica…

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…persino lo scheletro di una balenottera!

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Bellissima questa visuale della Gallipoli cinquecentesca, dipinta nell’attimo in cui gli scaricatori di porto riempivano le navi dell’olio del Salento che partiva per il resto d’Europa.

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Una visita in questa città certamente lascerà di stucco qualunque tipo di viaggiatore!

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