L’antico villaggio di pescatori a Frascone

Salento, costa di Nardò. Questo litorale è di enorme interesse storico, per la presenza di una villa Romana, intorno alla quale si sviluppò una comunità di pescatori.

La piccola comunità che viveva a Frascone si occupava di pesca ma anche di lavorazione del pescato: ce lo dicono le analisi archeozoologiche, effettuate cioè sui resti di animali rinvenuti nel sito.

Ricostruzione del villaggio, Museo del Mare (Nardò).

I resti di fauna marina provengono sia da attività di pesca che raccolta, e sono attribuibili a pesci, molluschi, crostacei e occasionalmente rettili. Vertebre di grosse dimensioni appartengono a tunnidi su cui sono evidenti tracce di macellazione. I pesci venivano divisi in porzioni e messi sotto sale per la conservazione. Probabilmente questa salagione (salsamenta in latino) veniva invasata nelle anfore, per il consumo della stessa comunità o di comunità vicine che facevano capo alla stessa proprietà; poteva però essere commercializzata a più largo raggio, come avveniva per altre aree note nell’antichità per la lavorazione del pescato: il Mar Nero, la costa nordafricana, quella meridionale della penisola iberica, la costa tirrenica, quella istriana, ecc.

Oltre al pesce conservato circolavano entro anfore e via mare anche le salse di pesce usate come condimenti, come il garum. Le indagini, però, non hanno riconosciuto indizi di una produzione di garum nel villaggio. Oltre alla pesca gli abitanti del villaggio praticavano la raccolta dei molluschi, sia per mangiarli – crudi o cotti, come ci dicono gli autori antichi – che per farne ornamenti; c’erano bivalvi, come Cerastoderma edule, Spondylus gaederopus, Pinna nobilis, Glycymeris violacescens, che venivano raccolti a 2-3 m di profondità, magari dall’imbarcazione con l’aiuto di un rastrello; sulle conchiglie si notano i segni di distacco dalla roccia e l’apertura con la lama di un coltello.

Dai resti di Glycymeris violacescens e Cerastoderma edule sono stati ricavati pendenti per collane e bracciali, forati a percussione. Numerosi sono anche i resti di gasteropodi della specie Patella cerulea e Patella rustica, Astrea rugosa, Monodonta turbinata, raccolti dagli scogli affioranti. Sono presenti, inoltre, molluschi non commestibili, tra cui il Conus mediterraneus e Luria lurida utilizzati come bigiotteria.

La raccolta dei crostacei (granchi) è testimoniata dai resti di Eriphia verrucosa rinvenuto nel sito. Occasionale è la presenza in questo periodo della tartaruga marina, attestata dal ritrovamento di due resti (uno di carapace e uno post craniale) di Caretta carettaNello stesso villaggio sono stati rinvenuti anche resti di fauna terrestre, animali da cortile tra cui ovicaprini, pollame, bovini e suini. L’unica specie selvatica terrestre rinvenuta è il cervo. 

Bracciale in avorio di elefante.

Pendente in valva di Glycymeris glycymeris.

Dai dati archeozoologici emersi da questo “scarico” si deduce la presenza di un’attività legata allo sfruttamento delle risorse marine, soprattutto del pescato. La maggior parte (321 resti) si riferisce a pesci di grosse dimensioni, seguono i molluschi marini (185 resti). Sono presenti, inoltre, n°2 resti di tartaruga marina ed un singolo resto di granchio. Tra i vertebrati terrestri (22 resti) i più rappresentati sono gli ovicaprini, seguiti dai suini e dai bovini; unico vertebrato selvatico è il cervo presente con tre frammenti. Su alcuni frammenti di vertebrati domestici sono presenti tracce di macellazione.

Tunnidi.

Per quanto riguarda i resti di pesci interessante è la presenza, sui corpi vertebrali, di tracce di macellazione in forma di strie parallele. I pesci venivano divisi in porzioni, come testimonia la presenza di gruppi di vertebre in connessione.

Pendente ricavato da Monodonta turbinata.

Vertebre cervicali (atlante ed epistrofeo) di Bos Taurus con tracce di macellazione.

Anche nei resti dei molluschi sono presenti segni relativi all’attività di raccolta e di consumo: segni di distacco dallo scoglio, frantumazione e/o separazione delle valve (nei bivalvi).

Sono presenti, inoltre, resti di molluschi non eduli raccolti per altro scopo, quale quello ornamentale di pendenti come attestato dalla presenza di fori intenzionali.

Michela Rugge

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Il villaggio di pescatori a Frascone (Nardò)

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