Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator website Il Museo Ferroviario di Lecce

Il Museo Ferroviario di Lecce

Lecce custodisce fra le sue tante peculiarità un piccolo gioiello di archeologia industriale, un affascinante Museo Ferroviario che ripercorre una tappa fondamentale del progresso umano. Nato insieme all’AISAF Onlus (Associazione Ionico Salentina Amici Ferrovie) nel 1997, grazie ad un insieme di appassionati (come il compianto Piero Muscolino e l’attuale Presidente, Francesco Capezza)

che continuano alacremente a svolgere ricerche ed acquisizioni di materiale storico, il Museo è una visita appassionante, per qualsiasi visitatore, che in questi ambienti ritroverà il gusto di un “viaggio” a misura d’uomo, nel tempo e nella storia, lontano da quest’epoca frenetica, in cui lo stesso concetto di viaggio ha assunto nuovi valori e significati.

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Il Comune ha appoggiato questa lodevole iniziativa, per cui ecco che, in questi spazi, ricavati all’interno  delle ex officine delle Ferrovie dello Stato “Squadra Rialzo” (il cui primo capannone risulta esistere sin dall’inaugurazione della stazione di Lecce avvenuta nel 1866), possiamo intraprendere questo percorso: sopra siamo nella Sala Armamento e Manutenzione, dove si raccolgono attrezzature che ripercorrono il passaggio dal lavoro manuale a quello meccanico…

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…fra le altre cose, è esposto un quadriciclo a pedali (sopra) risalente ai primi anni del ‘900: un mezzo usato per l’ispezione della linea e per raggiungere i cantieri di lavoro.

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Tutto il Museo è arricchito da un gran numero di pannelli illustrativi, che accompagnano passo passo il visitatore, fornendo ogni dettaglio e approfondimento.

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Una serie di foto d’epoca vanno a braccetto con gli attrezzi, completando l’immersione in quei tempi…

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Qui sopra siamo nella Sala Segnalamento, dove sono esposti tutti i tipi di segnale. Nella foto sopra vediamo una donna, nella foto d’epoca: sta ad indicare che questo tipo di lavoro era “ereditario”, siccome un’intera famiglia abitava presso il casello, ciò che faceva il padre finiva col farlo il figlio, o la figlia, in questo caso.

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Sopra: esemplari di telegrafo al lavoro nelle stazioni…

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…e qui invece gli attrezzi per l’illuminazione.

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Poi arrivò anche il telefono…

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Osserviamo una vera stazione del Salento, esattamente quella di Zollino, riportata fedelmente in questa sala…

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…questo era l’ufficio principale… da qui passavano tutte le informazioni, le telefonate e le notizie.

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Da qui venne segnalata una notizia insolita, riportata anche da un disegno che riproduce la scena… (sotto)…

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“Un incidente senza precedenti è avvenuto alla stazione di Zollino nelle Puglie. Un idrovolante sconosciuto, che pare provenisse dall’Oriente, è passato fulmineo a bassa quota, radendo una locomotiva e spezzandone il fumaiolo. Dopo aver rotto anche i fili telegrafici e perduto, nell’urto, un galleggiante, l’apparecchio ha ripreso quota ed è scomparso all’orizzonte”.

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Oltre alle foto d’epoca, il Museo vanta una lunga serie di ricostruzioni dal vero, di locomotive, strutture e paesaggi…

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…in particolare è molto suggestiva questa qui sopra, con lo sfondo di Castel del Monte.

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Una sezione significativa è quella della Ferrovia Forestale, dedicata alla descrizione della “Decauville”, della Foresta Umbra sul Gargano…

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Qui, un plastico di ambientazione americana riproduce una zona boscosa attraversata da una linea a scartamento ridotto ed una a scartamento normale, su cui sfilano modelli di locomotive progettate per il traino dei convogli di legname su linee particolarmente accidentate.

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Poi cominciano i grandi ambienti, dove possiamo vedere le locomotive, e persino entrarci!

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E’ forse la zona più suggestiva, quella che in effetti fa impazzire i bambini!

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Il treno-merci…

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Entrando qui dentro non si potrà non annusare l’odore nostalgico di un passato di fatica, laborioso, e pieno di tutta quella speranza che avrebbe portato il progresso e la tecnica ai nostri giorni…

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Una volta, in una serie di vagoni di questo tipo, personalmente vidi una mostra di fotografie che ripercorrevano le tappe e le traversie dei Migranti, nel corso della Storia. Incontrai gente a cui sfuggiva una lacrima. Ed anche Lucio Parrotto, di Casarano, l’uomo simbolo degli italiani che salirono sul treno diretto in Belgio, nel Dopoguerra, per lavorare 30 anni nelle miniere, per dare un futuro alla propria famiglia…

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…ecco, visitare questo Museo può generare emozioni simili!

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Qui sopra il primo treno della storia della Penisola. L’Italia non era ancora nata, ma nel sud, nel Regno delle Due Sicilie, si viaggiava già con il treno! Un record, in Europa.

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Anche questi vagoni sono allestiti come una mostra perenne, e sono ricchissimi di particolarità, tutte da gustare.

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Le valigie di cartone, che si intravedono qui sopra, erano il segno distintivo, per tanta gente che cercò un futuro lontano da casa propria.

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Splendidi modellini, e fedeli ricostruzioni, ci calano nel tempo che fu.

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Altri ricordi di tanta gente… la biglietteria… il momento prima del viaggio…

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Questa locomotiva, personalmente, è la più bella di tutte!

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Questo è solo un assaggio, di quello che si può ammirare in questo Museo, unico del suo genere. Ma le emozioni, quelle sono personali, e quelli sono i soli bagagli che ci si può portare dietro, entrando in questo luogo.

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