Galatina messapica

Per chi, come me, desidera scoprire ogni aspetto del Salento, non basta semplicemente leggere libri su libri e macinare chilometri su chilometri ogni momento che si ha libero a disposizione, bisogna anche cogliere al volo i suggerimenti di altri valenti “esploratori”, che dai tempi pionieristici di Cosimo De Giorgi, sezionano in lungo ed in largo questa terra suggestiva che è il Salento.

E’ il caso di una “soffiata” che ho captato da Raimondo Rodia, circa un singolare luogo della sua Galatina, che mostra platealmente al mondo le sue… mura messapiche! Eh si, provenendo da Lecce, poche centinaia di metri prima di entrare a Galatina, sulla sinistra, si erge Masseria San Giuseppe… e di fronte ad essa, i grandi blocchi monolitici!

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In effetti, senza questa “soffiata” forse non avrei fatto caso a questa poderosa opera di recinzione, che dalla via principale non si nota bene… ma avvicinandosi…

Galatina messapica

Pare che nessuno abbia mai affermato che Galatina potesse avere origine messapiche, ma la tradizione ci ricorda che esisteva un tempo, nel VI secolo a. C. una mitica città chiamata Kallia, forse proprio Galatina, posta nei pressi di Soleto. Nel 2000 Raimondo Rodia inviò qualche foto di questo sito ad un gruppo di ricercatori dell’Università di Sidney che erano impegnati nello scavo di reperti dell’antica città messapica di Alytia. Questi esperti di civiltà messapica hanno datato queste mura al VI secolo a. C. di chiara fattura messapica.

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Galatina messapica

Il muraglione, di cui ovviamente manca oggi chissà quante linee in altezza per il riutilizzo nel corso dei secoli del materiale, racchiude un vasto spazio di forma più o meno quadrangolare, in alcune parti non visibile, a causa anche del riempimento di terra successivo.

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Sopra, vediamo un angolo di questo quadrato, col suo gigantesco monolite, che visto dall’altro lato (foto sotto), si apprezza meglio…

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Galatina messapica

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Adiacente al muraglione, due grossi pozzi…

Galatina messapica

…in cui si nota il riutilizzo della pietra.

Galatina messapica

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Galatina messapica

Alcuni monoliti sono veramente lunghi, come quello che vediamo sopra, rotolato oltre il muro…

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Il pozzo un pò più distante dal muro è ancora più imponente… adiacente ad esso una grossa “pila”…

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…ma più che un semplice pozzo, qui sotto pare esserci un ambiente immenso…

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…ad osservarlo davanti, pare quasi una neviera…

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…provo a sbirciare dal pertugio… si nota la copertura a botte…

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…ma è spaventosamente grande, e buio! Cisterna o neviera che fosse, è un’opera eccezionale! Chissà se l’ipogeo non risalga ai tempi dei Messapi, e poi sia stato riutilizzato…

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Sotto questo grande albero, non si nota, ma il muraglione continua…

Galatina messapica

…infatti, cacciandomi fra le sue fronde, ho potuto osservare di nuovo la recinzione… sarebbe interessante poter scavare, capire dove arrivino le fondamenta…

Galatina messapica

…ma tutto il sito potrebbe rivelare grosse sorprese, magari reperti fondamentali, che il lavoro contadino ha lasciato sepolto sotto la terra…

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Nella foto sopra, si nota una grande opera di taglio del banco roccioso. In questo punto della recinzione, siamo più vicini alla strada provinciale, il muraglione non si nota più, sepolto dalla terra e le frasche… ma questo taglio, a cosa serviva?

pozzo seccato

Come insediamento ricorda molto il sito di Pozzo Seccato (foto sopra), ad Acquarica di Lecce, agro di Vernole: la masseria messapica, fortificata e autosufficiente. Bisogna sottolineare però che nelle campagne di Galatina in passato è stata trovata una epigrafe messapica, ma nessun altro manufatto che facesse pensare alla presenza di un insediamento. In tutta l’area non è mai stato trovato nessun reperto precedente al tardo medioevo. Forse questo muraglione potrebbe essere materiale da asporto delle antiche mura messapiche della vicina Soleto.

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Ad ogni modo, Galatina delle meraviglie, ne ha rivelata un’altra delle sue!

(che ringrazia Raimondo Rodia per la sua segnalazione!)

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Galatina messapica

4 comments to Galatina messapica

  • Alessandro  says:

    …più che “leggero” ed entusiastico a me sembra molto fantasioso.

    • salentoacolory  says:

      Dai, ragazzi, è solo una passeggiata! Serve un pò di entusiasmo nella vita, se non lo avesse avuto Heinrich Schliemann non avremmo avuto la scoperta di Troia: capisco che lui era un dilettante, ma tramite lui è poi nata la Scienza dell’Archeologia, si sono formati i professionisti e la materia di studio nelle Università. Noi abbiamo solo riportato il parere di archeologi (se avete letto il testo), ce ne siamo interessati, punto, tutto qui. Il nostro lavoro è come sempre un invito agli addetti ai lavori, perché possano scavare il sito, se possibile, fare ricerche. Per me è sempre bello quando un sito poco conosciuto alla massa viene divulgato. Consiglio sempre a tutti: andiamo in giro, il sabato e la domenica, per il salento: c’è tanto di poco noto da portare alla conoscenza di tutti. Se le cose restano nascoste, nulla mai si muoverà per far del bene a questa terra.

  • antonio  says:

    Prima di sentirsi valenti esploratori e paragonarsi anche (con una buona dose di faccia tosta) all’illustre Cosimo De Giorgi, bisognerebbe essere anche dei bravi archeologi. Altrimenti non si chiamerebbero “mura messapiche” un semplice muro dello spessore di circa 40 centimetri. Quello che chiamate “mura messapiche” è un semplice muro costruito magari utilizzando dei conci antichi, anche messapici se vogliamo, ma rimane un muro. Inoltre una perizia seria non si fa su quattro foto, ma con visite sul campo.

    • salentoacolory  says:

      Caro Antonio, ci dispiace aver sollevato il suo risentimento col nostro articolo che, come nello stile di questo sito (tranne quando scrive l’archeologo) resta sempre “leggero” e semplicemente entusiastico. Cosimo De Giorgi è per noi un faro di luce difficilmente raggiungibile, se non appunto nell’entusiasmo e con le lunghe passeggiate dedicate al Salento, sottraendo tempo alla famiglia e il lavoro. Abbiamo riportato l’opinione di professionisti, tutto qui. E accostato il muro del sito di Pozzo Seccato, che ci sembra non avere grandi differenze, anche nel perimetro. Quelle lastre di pietra, siano o no nel loro posto originario, testimoniano la quasi certa presenza di un insediamento messapico in quella zona. Era questa la “notizia” che volevamo passare. Tutto qui. Faccia tosta non ne abbiamo, come può tranquillamente confermare chiunque ci conosca di persona.

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