Canne della Battaglia, la città e il museo

Oggi si chiama Canne della Battaglia in ricordo di una dei più grandi e titanici scontri che Roma dovette sostenere, prima di espandere il suo dominio quasi all’infinito. Passando da una tremenda sconfitta. A questa storia è legata la rocca di Canne, antichissima città, il cui abitato cominciò a formarsi già nella preistoria, come testimonia un menhir.

La cittadina vera e propria sorse fra VI-IV secolo a.C. nel fertile territorio della attuale Puglia settentrionale. Accanto alla collina dove un tempo fioriva questa città ora, dal 1958, c’è un interessantissimo Museo, che accoglie i visitatori di questo sito millenario.

Canne della Battaglia, la città e il museo

Elmo. VI secolo a.C.

Esso mostra gli insediamenti umani del territorio circostante, nel vasto spaccato temporale che va appunto dalla preistoria alla civiltà Apula, e medievale. Vi si trovano ornamenti in bronzo, corredi tombali, ceramiche, iscrizioni, monete di epoca bizantina. Sotto la tutela della Soprintendenza Archeologica della Puglia, ci fa godere tutta una serie di reperti che testimoniano i vari percorsi storici presso le rive del fiume Ofanto.

Vi sono inoltre una ricca collezione di vasi dauno-peucezi, dipinti con disegni geometrici che si fanno risalire ai secoli IV-III a.C. provenienti dai sepolcreti della città.

Le vetrine sono infatti uno spettacolo della Storia!

Non può che fare tenerezza questo reperto sopra, rinvenuto certamente in una tomba di bambino del V secolo a.C. e rappresentante un sonaglio, in argilla: un piccolo gioco di un bambino di 2500 anni fa!

Come si diceva, la città ha legato il suo nome alla battaglia del 2 agosto 216 a.C. fra Romani e Cartaginesi, ormai decisi a contendersi il Mediterraneo. Il genio militare di Annibale vide la meglio sull’esercito Romano, che pure era più numeroso, e fece scrivere a Tito Livio: “I Cartaginesi furono quasi più spossati per la strage compiuta che per la fatica del combattere” (Ad Urbe condita libri, XXII, 48). Alcune fonti riportano 86.000 soldati Romani, ma forse è più ragionevole supporne la metà, indicano altri. Polibio scrisse che morirono 70.000 Romani. E abbondano aneddoti truculenti sull’odio che i due eserciti si portavano, un esempio su tutti: durante l’esplorazione del campo, un soldato cartaginese fu trovato ancora vivo, ma imprigionato dal cadavere del suo nemico disteso su di lui. Il volto del cartaginese e le sue orecchie erano orrendamente lacerate. Il romano, cadendo su di lui quando entrambi erano gravemente feriti, aveva continuato a battersi con i denti, poiché non riusciva più a usare la sua arma, e morì alla fine, bloccando il suo nemico esausto con il proprio corpo esanime (fonte: hannibalthewarrior.com.).

Come si diceva, il Museo offre molte tracce epigrafiche…

Blocco con iscrizione funeraria di monumento sepolcrale (I secolo d.C.)

Cippo di confine in calcare, 76 d.C. imperatore Vespasiano.

Blocco commemorativo di opera pubblica. L’erezione di cinte urbane furono espressione dei grandi rinnovamenti urbanistici che interessarono l’Italia Repubblicana fra II e I secolo a.C.

Qui siamo nella sezione medievale. Una spada longobarda, del VII secolo.

Manufatti in bronzo, IX-X secolo: raffigurano Cristo crocifisso.

Orecchini provenienti da sepolcreti bizantini.

E usciti dal Museo, non si può rinunciare all’ascesa verso la città!

Canne della Battaglia, la città e il museo

Le mura sono in parte ancora in piedi, in tutta la loro mole poderosa!

Lasciarsi alle spalle la dolce pianura ondulata di questa parte di Puglia è un piccolo tuffo nella macchina del tempo.

Ovunque, colonne e cippi marmorei, con epigrafi intatte…

Simili suggestioni fanno ritornare in mente Pompei, anche se qui ovviamente non vi fu alcun vulcano che coprì la città in quella maniera maniera unica.

Giunti in cima, mi dicevano gli accompagnatori del Museo (che ringrazio per la loro cortesia!), si nota sullo sfondo la piana dove avvenne la Battaglia…

…e lo scenario è veramente imponente!

Sopra un’altra piccola collina, posta di fronte all’altura di Canne, c’è un sepolcreto…

…dove si notano alcune tombe. Il viaggio è stato appassionante. I Musei svolgono una funzione irrinunciabile per il nostro futuro, e quelli che sorgono accanto alla Storia hanno un gusto ancora più esaltante. Consiglio vivamente una visita a tutti!

(Le nozioni riguardanti i reperti del Museo sono tratte dai pannelli espositivi)

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