Alliste e Felline, viaggio sulla serra jonica

Un territorio abitato sin dalle nebbie della preistoria, quello di Alliste e la sua frazione Felline, posizionato sulle serre del versante Jonico salentino. Menhir e specchie costellano quest’area, a testimonianza della remota presenza umana.

Una presenza che non si è mai diradata nel corso della Storia. Rimandano alla dominazione Romana i ritrovamenti di ceramica domestica e monete disseminati nei campi: la zona era incolta e destinata al pascolo e alla caccia. Nella zona di Felline venne impiantata una fornace, attiva fino al I secolo A.C., intorno alla quale si sviluppò probabilmente un piccolo nucleo abitato (il toponimo di “Felline” deriverebbe dal termine latino figlinae, ossia laboratori artigianali per la produzione della ceramica.

Alliste, l’orologio

Centro storico di Alliste, una torre svetta oggi circondata dalle altre abitazioni.

Si nota la data 1516, incisa sull’architrave di una finestra.

Chiesa della Beata Vergine Maria Immacolata, eretta nel 1710 quale sede dell’omonima confraternita.

Appena fuori Alliste c’è un campo che mi ha incuriosito: è costellato di cumuli di pietrame informe, dalle forme ben delineate. Non ho ancora trovato notizie circa questo sito, che potrebbe rivelare informazioni archeologiche, ma prometto che le cercherò!

La chiesa di San Quintino era sorta inizialmente fuori del paese nel 1455. Fu radicalmente rimaneggiata nel 1863. Da quel periodo diventa la chiesa parrocchiale del paese. Presenta una bella cupola maiolicata, e le effigi del Santo, sulla facciata.

Il centro storico di Alliste non ha conservato altre peculiarità, ma spostandoci nella vicina Alliste, scopriremo uno dei borghi più fascinosi del Salento.

Qui, tutto è rimasto intatto, il borgo ha conservato il suo impianto originario, corti, facciate di palazzi, il castello, il frantoio, le chiese, tutto si mostra autentico all’occhio del visitatore.

Una piazza e le sue case originarie, ferme nei secoli, immutate.

L’architrave di una casa reca l’iscrizione della data 1711.

Felline

Visione dal lato opposto.

Felline, centro storico

Stemma dei Francescani.

Scorcio col castello.

La Chiesa della Madonna Immacolata, a ridosso della cinta muraria, risale alla fine del Cinquecento e fu costruita sui resti di una preesistente struttura dedicata alla Madonna della Luce. La chiesa è sede della Congregazione dell’Immacolata fondata nel 1620. L’interno, ormai quasi spoglio dell’originario arredamento, presentava lungo le pareti laterali, gli stalli dei confratelli e del priore. Vi era anche un settecentesco pulpito in legno appoggiato sul pilastro centrale sinistro.

La statua dell’Immacolata

Felline, centro storico

Scorcio delle mura che originariamente circondavano tutto il borgo.

Eretto dalla famiglia Bonsecolo nel XII secolo, il castello di Felline fu rimaneggiato nel corso dei secoli successivi ad opera delle famiglie feudatarie che si avvicendarono nell’amministrazione del feudo. In origine il castello si attestava sul versante settentrionale della cinta muraria, ormai quasi del tutto demolita. Attualmente l’edificio presenta un impianto quadrangolare, rinforzato ai vertici da altrettante torri: quadrate quelle sul fronte, circolari quelle sulla parte posteriore. Il prospetto principale è caratterizzato da una lunga balconata sorretta da mensole in carparo e da un portale d’ingresso con cornice a bugne, un tempo sormontato da stemma gentilizio (non più esistente). Le grandi sale del piano nobile recano una decorazione ad affresco, attualmente ricoperta da uno strato di scialbo.

La Chiesa di San Leucio Martire, risale al Cinquecento. L’interno, a navata unica, è ricco di stucchi e di decorazioni. Il presbiterio, delimitato da una balaustra marmorea, ospita un altare maggiore realizzato in marmo policromo di Carrara che costituisce uno dei pochi esempi d’arte napoletana settecentesca nel Salento. Una pala, pure di marmo, si erge sull’altare e fa da cornice ad una tela fiamminga, raffigurante l’Ultima Cena. Di pregevole fattura sono anche gli altari laterali dedicati a Sant’Antonio di Padova, a San Michele Arcangelo, a San Giuseppe e alla Madonna del Rosario. Lungo i muri laterali sono posizionati numerosi medaglioni contenenti tele del pregevole pittore Saverio Lillo.

In Salento si sono costruiti in epoca moderna numerosi “Calvari”, ossia strutture che ricordano un’abside di una chiesa, decorate con le scene della crocifissione di Gesù. Essendo un’usanza non molto diffusa in altre zone d’Italia, mentre in Salento invece diffusissime, la cosa farebbe pensare sia sorta riutilizzando in origine antiche chiese dirute (qui se ne contano a dismisura), prima di diventare un nuovo concetto architettonico. L’abside di Santa Sofia è ciò che rimane della chiesa omonima risalente alla fine del Trecento. L’abside conserva ancora i suoi affreschi originari raffiguranti una Crocifissione, Sant’Antonio da Padova e Santa Deodata di Nicea. Con i recenti restauri è emerso che la chiesa apparteneva a un nucleo abitativo medievale e che aveva orientamento est-ovest, come di tradizione orientale. Inoltre sono stati individuati i resti dei muri perimetrali della costruzione nascosti sotto il manto stradale.

Da notare il posteriore della struttura, coi grossi blocchi di costruzione impiegati proprio in quel periodo.

Centro storico di Felline, il frantoio.

Alcuni suoi elementi architettonici.

Il frantoio è stato salvato da una provvidenziale opera di restauro e fruizione.

Qui siamo in cima alla serra, sul punto panoramico, dove sorge la piccola chiesetta della Madonna dell’Alto, edificata intorno al X secolo. Presenta un semplice prospetto e l’interno, che misura m 7,10 x 16,60, è ad aula unica con volta a botte. Conserva alcuni affreschi bizantineggianti raffiguranti la SS. Trinità e la Madonna col Bambino benedicente.

Interno della chiesa.

Gli affreschi sopravvissuti.

Gli affreschi cinquecenteschi.

Particolare dell’affresco coi ritratti dei committenti, che ci riportano a gentiluomini e cavalieri del Cinquecento.

Particolare di una decorazione nell’affresco.

La chiesa custodisce alcuni disegni in carboncino, raffiguranti navi…

…uomini in armi…

…alcuni in atteggiamento minaccioso…

…come questo…

…ed alcune iscrizioni.

Il panorama dalla serra.

La specchia.

Il menhir “Ninfeo”…

…con visione posteriore.

Il menhir “Terenzano”.

Qui ci avviciniamo alla chiesa nota come “Santa Maria potenza”…

In una nicchia situata nel recinto esterno, c’è un affresco, con la Madonna col Bambino…

…che reca la data 1640.

Si tratta in realtà della chiesa della Madonna della Luce o della Natività della Vergine, eretta nella seconda metà del Quattrocento. Situata a circa 1 km dal centro di Felline, la chiesa è in pessime condizioni statiche ed è priva di copertura. Dei tre altari originari, rimane in piedi solo quello della Natività. Adiacente alla chiesa rimangono in piedi pochi ruderi dell’antica Casa dell’Oblato.

La chiesa è attualmente in fase di restauro. Un altro scrigno della storia di questo territorio che potrà essere salvato e conservato alle nuove generazioni.

Il territorio di Alliste e Felline detiene anche una località marina, dove insiste torre Sinfonò, una delle centinaia di torri costiere costruite nel XVI secolo per arginare le scorrerie dei turchi in Salento e nel resto del Regno di Napoli. Una visita in questo comune si impone! Quel che avete visto sin qui, è solo un assaggio!

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Alliste e Felline, viaggio sulla serra jonica

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