Un viaggio a Lourdes

Ambivo rendermi conto… come centinaia, come migliaia di giornalisti, intellettuali-osservatori, per cercare di capire meglio, del grandioso fenomeno di Lourdes, a contatto diretto! Osservare con gli occhi di un inviato che deve confezionare un reportage per la rivista per la quale lavora, per il giornale, per alcune riflessioni antropologiche, per cercare di penetrare nel mistero,

capace di muovere milioni di persone all’anno. Non è solo Lourdes, anche Fatima, San Giacomo di Compostela, Madonna di Loreto, San Francesco d’Assisi, Sant’Antonio da Padova, San Pio, Medjugorje, migliaia di tanti altri; per citare i più vicini a noi, S.M. di Leuca, Alessano per Don Tonino Bello.

Lourdes

Mi rendo conto che non c’è angolo di terra, di città, di territorio dove non ci sia stata la “visita” straordinaria o non sia accaduto un evento straordinario. Oggi però di eventi straordinari non se ne contano! Lo si definisce “turismo religioso”, quando tutto è diventato business. Ieri invece la “fede” muoveva milioni di pellegrini, spinti dal fuoco del peccato e di conseguenza, alla morte, l’inferno: per chiedere un miracolo, una grazia, per sentirsi a posto con la coscienza, per sciogliere un voto che le gerarchie delle tre religioni monoteiste hanno saputo costruire per far sentire sempre “mancante” il popolo che doveva muoversi, peccatore, fare “sacrifici” per poter addivenire al raggiungimento della soglia minima e potersi salvare. Salvarsi da chi e da che cosa non si è mai capito. Noi cattolici dobbiamo salvarci dal “fuoco dell’inferno” se dovessimo morire con alcune pecche accumulate che chiamano “peccato”. L’inferno sarebbe il luogo dove il buon Dio delegherà ai demoni di tenerci nel fuoco eterno, condannati dal peccato nostro “mortale”. Salvarci da quale fuoco, ma dove sarà il fuoco?, è la più grande preoccupazione, arderemmo in eterno nel fuoco.

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Oggi i teologi scrivono che non si tratta di fuoco materiale, ma della mancanza della “visione” della magnificenza di Dio. I peccatori, morti senza la grazia di Dio, non accederanno alla visione di un Dio che diffonde luminosità eterna. Mi viene in mente la concezione delle sepolture sino all’editto di Saint Cloud di Napoleone Bonaparte, col quale vietò le sepolture sotto il pavimento delle chiese o di altri luoghi sacri, la ragione mi pare evidente. Chi moriva però senza la confessione veniva seppellito all’esterno della chiesa perché indegno di occupare il luogo sacro. Comunque come un esploratore di terre sconosciute, di ambienti sconosciuti, sono stato attento, certo molti particolari mi sono sfuggiti, per la brevità della visita. Sono andato alla ricerca della corrispondenza tra fede e razionalità, immedesimandomi in decine di migliaia di persone, provenienti da ogni nazione del mondo, di ogni età, di ogni espressione economica. Confrontare la fede, il fideismo, alla razionalità, è molto rischioso, ben più problematico di una semplice, grassa valutazione! Osservare decine di migliaia di persone vagare negli ampi spazi in prossimità della grotta.

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Vedere centinaia di giovani e meno giovani che trainano carrozzelle di tantissime fogge, vedere suore, monaci, preti che girano come coloro i quali hanno perso la bussola. Vedere migliaia di persone in colonne che con santa pazienza attendono il proprio turno per passare nella grotta, dietro un altare postumo. Tutti strisciano la mano sinistra sulla roccia di ardesia quando fanno il giro della grotta semicircolare; tutti son convinti di aver catturato la benignità della grotta, la sua potenza miracolistica, la sua soffusa convinzione che la beata che, campeggia su in alto, in una grotta più piccola, possa infondere la grazia su tutti. Vedere associazioni con bandiere, gonfaloni di confraternite, simboli di diocesi, semplici cartelli, striscioni, di parrocchie, in gruppi composti, avvicinarsi alla grotta con somma fede, mi meraviglia! Vedere sulla sponda destra del fiume centinaia di persone che riposano, mangiano, sono all’ombra, mi meraviglia. Salire il calvario; le 15 stazioni della via crucis su una collina, pericolosa, estenuante, sotto il sole cocente, mi meraviglia. Fermarsi in ogni stazione, fare una riflessione biblica; pregare sempre le stesse litanie, osservare i grandi personaggi della stessa a misura d’uomo. Osservare l’ambulatorio per sottoporre a verifica medica colei o colui che grida al miracolo, mi meraviglia.

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Vedere centinaia di sacerdoti, di suore, di monaci, di crocerossine, verdi, gialle, azzurre che accompagnano, che sollecitano i malati, mi meraviglia. Osservare migliaia di persone girovagare alla ricerca tutti della propria “consolazione”; pare che dopo una-due-tre lunghe, defatiganti giornate ci si allontani da Lourdes “con un cuore nuovo ed un’anima nuova”, mi meraviglia. Vedere sacerdoti, molti sacerdoti, durante una funzione religiosa, vescovi compunti, essere certi che la stessa funzione possa, debba concedersi dal Dio che “è nell’alto dei cieli” la tranquillità dell’anima, specialmente se preleviamo, anche con le mani, un po’ di pasta rotondeggiante, la mettiamo sulla lingua, non masticandola, farla sciogliere ed ingoiarla, fa sentire in dialogo aperto, sereno con Dio. L’acqua poi ha sempre esercitato un potere immenso. Gesù che si fa battezzare nel Giordano è l’archeotipo che diventerà da millenni l’esempio che l’acqua purifica. In effetti da quando l’igiene, è divenuta una vera disciplina, ha fatto progressi significativi, abbiamo capito che lavarsi ci tiene lontani da molte infezioni pericolose. Usare l’acqua durante le cerimonie “sacre” ci lava l’anima, come non mai. Se l’anima è lo spirito, questi è impalpabile, invisibile, soprattutto incorporea, come mai dovrebbe essere “lavata”, senza detersivo poi! Durante la nostra esistenza, per merito delle industrie del settore che da tempo producono detersivi per l’igiene personale, della casa, di tutte le nostre attività; per lavare l’anima invece bastano due gocce spruzzate dall’aspersorio, un po’ di più bagnando al testa del bambino durante il battesimo. L’acqua è stata assunta a salvezza e come pulizia dell’anima, l’acqua deterge i peccati, li lava, l’anima da scura, macchiata che era, ridiventa bianca. Qualsiasi oggetto, piccolo o grande che sia, si può “benedire”, renderlo cioè buono da cattivo che era, bastano due gocce d’acqua. In più occasioni anche noi veniamo aspersi e ciò ci rende “santi”. Si benedice un grattacielo, un treno, una nave, un campo sportivo con poche gocce e questi è santo, salvo poi il verificarsi di infarti, di incidenti di gioco diversi! Si benedice con l’acqua prelevata dalle fontanelle, fase terminale di un ruscelletto che, guarda caso, scorre all’interno della grotta. Quell’acqua è già santa perché scorre nella grotta santa, ma prelevata viene di nuovo “benedetta” per renderla santa due volte. Si determinano due processioni; alle fontanelle sistemate in modo da prelevare solo acqua col bicchiere per dissetare la nostra anima, assetata di santità, alle altre fontanelle si può prelevare acqua anche ad ettolitri, ho visto prelevarla con taniche da mezzo ettolitro. L’acqua “santa” si porta nel proprio paese e si distribuisce ai parenti, agli amici, affinché ricevano la santità generale de Lourdes. I Padri della Chiesa inventarono la Confessione affinché il credente dovesse dichiarare ad un giudice monocratico, il confessore, i suoi “peccati”. Il confessore poi stabilisce la “pena” che nel passato doveva essere molto più terribile per fiaccare il corpo responsabile del “peccato”, oggi invece le pene sono state lenite, basta recitare qualche preghiera anche in modo distratto, balbuziente e la nostra anima è detersa. Ci sono vere e proprie grandi sale per la confessione di una moltitudine di fedeli che accorrono ogni giorno. I confessori sono di diverse lingue, si viene forniti così delle modalità della confessione. Vengono distribuiti i pieghevoli dal titolo: “ Come confessarsi”, un pieghevole che discerne le modalità per potersi confessare. Bisogna fare al fila ordinata, si accede a diversi confessionali chiusi. Ogni giorno, vengono prodotte migliaia e migliaia di candele dalla fabbrica della Grotta. Sono di diversissime dimensioni, sono lì a disposizione, scegli ed imbuchi gli euro corrispondenti al valore della candela, si imbucano gli euro e si preleva la candela che viene portata come trofeo per poi essere posizionata nei vari siti santi, da accendere, offrendo la candela alcuni peccati verranno detersi. Alcuni comprano i ceri giganti e li portano in spalla verso la meta; è come se volessero emendarsi attraverso l’obolo e il trasporto faticoso dei peccati commessi. I sacerdoti che gestiscono la grotta delle apparizioni hanno pensato a tutto, il business è assicurato. C’è poi LUNITALSI che si occupa di portare a Lourdes i malati di ogni genere, di rifocillarli, di portarli alle varie funzioni religiose, il clou è quando sfilano nella grotta dietro l’altare postumo; ognuno cerca di strisciare con la mano sinistra l’intero arco della grotta semicircolare, di baciarsi la mano in segno di conforto ricevuto. I cineoperatori improvvisati si sprecano, le foto altrettanto, col cellulare, con la macchine fotografiche. Vengono distribuiti foglietti invitando ad iscriversi al Volontariato di Saint-Pierre per dedicare la propria opera all’assistenza dei malati che si recano a Lourdes. Si distribuiscono foglietti dal titolo “Le petit Lourdes”, Lourdes in miniatura, invitando a visite audio guidate. Non si sa quanti film sono stati prodotti che hanno visto come protagonista Bernadette. In paese bisogna andare a visitare la casa natale di Bernadette. Viene distribuito un pieghevole dal titolo “Giubileo della Misericordia” CREDENZIALI, Nostra Signora di Lourdes Madre di Misericordia. Non sai mai qual è il confine tra i poteri della Madonna vestita di bianco e la santa Bernadette. Una sorta di attestazione che il Rettore del Santuario di Lourdes rilascia al/la fedele dopo che questi “lavora” per ottenere le indulgenze, dopo diverse impegni ai quali deve adempiere. Passare dalla Porta della Misericordia, Confessarsi, fare la Comunione, fare la preghiera per le intenzioni del Papa. A queste si aggiungono la Messa internazionale, la processione Eucaristica, l’adorazione del Santissimo Sacramento, il servizio ai malati e ai pellegrini, il rosario alla Grotta, compiere i passi di Bernadette, la via Crucis, il digiuno, deporre una candela, le offerte per il Santuario. Una menzione speciale voglio farla per le Piscine, si tratta di immergersi in una sorta di vasca oblunga farsi bagnare dall’acqua santa, fuoriuscire e sentirsi asciutti e santi. Altra menzione quella della Processione con le fiaccole, flambeau: ogni sera alle ore venti, acquisita una candela più o meno grossa, la si accende e si segue la processione affollata di fedeli che partecipano alla recita del rosario, ai canti, alle riflessioni. Mille e mille candele seguono il cantilenante percorso del sacerdote, per ritrovarsi sulla gradinata che conduce alla cattedrale per i canti di rito finali e l’ennesima benedizione dei fedeli. Dopo si sciolgono le fila: i fedeli sciamano senza ordine, almeno apparentemente. Le immagini della Madonna vestita di bianco si sprecano con l’Atto di Affidamento a Maria. Un enorme edificio circolare, scavato, è come il grandioso edificio di S. Giovanni Rotondo progettato e realizzato da Renzo Piano. Qui ogni pomeriggio con riti solenni, canti infiniti, una processione di preti infinita, litanie infinite, un vescovo, almeno, procede alla cerimonia dell’esposizione del Santissimo Sacramento che dura più di un’ora.

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L’ufficio si connota per la solennità della cerimonia: processione solenne in entrata, in uscita. I fedeli ad elevarsi sui banchi per vedere meglio, curiosare, fotografare, anche se su due grandi schermi si può seguire la cerimonia in diretta e più da vicino. Qui l’ennesimo pentimento attraverso canti, preghiere, la benedizione solenne del Santissimo esposto in una grande calice d’oro a forma di sole. Il celebrante deve indossare un mantello speciale per innalzare e trasportare la teca d’oro all’interno vi è una grande particola, “particolarmente” solenne e miracolosa! Copio daa Wikipedia, l’enciclopedia libera. “Nostra Signora di Lourdes (o Nostra Signora del Rosario o, più semplicemente, Madonna di Lourdes) è l’appellativo con cui la Chiesa cattolica venera Maria, in seguito alle apparizioni che avrebbe avuto nel 1858 Bernadette Soubirous. Il nome della località si riferisce al comune francese di Lourdes, nel cui territorio – tra l’11 febbraio e il 16 luglio 1858 – la giovane Bernadette Soubirous, contadina quattordicenne del luogo, riferì di aver assistito a diciotto apparizioni di una “bella Signora” in una grotta poco distante dal piccolo sobborgo di Massabielle. A proposito della prima, la giovane affermò: « Io scorsi una signora vestita di bianco. Indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu ed una rosa gialla sui piedi » Questa immagine della Vergine, vestita di bianco e con una cintura azzurra che le cingeva la vita, è poi entrata nell’iconografia classica. Nel luogo indicato da Bernadette come teatro delle apparizioni fu posta nel 1864 una statua della Madonna. Intorno alla grotta delle apparizioni è andato nel tempo sviluppandosi un imponente santuario. Attorno al luogo di culto si è ampliato successivamente un importante movimento di pellegrini. Si calcola che oltre settecento milioni di persone abbiano visitato Lourdes”. Il turismo religioso sviluppatosi enormemente conta di tanti alberghi, di tanti ristoranti, di tante altre attività di ristorazione. A queste vanno aggiunte le aziende che producono gli oggetti sacri, i mediatori, i rivenditori che si contano a centinaia.

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Il movimento di persone è incommensurabile, il giro e il raggiro di denaro è enorme, un’economia sconosciuta, almeno per me. Le osservazioni che ho potuto fare non sono esaustive; non ho potuto penetrare “lì dove si puote”, per poter scandagliare meglio la macchina organizzativa che per i poveri e sprovveduti come me non ha potuto essere esaminata. A conclusione di un pellegrinaggio ben organizzato della durata di sette giorni, il mio spirito, il mio animo, o la mia anima, non so mai quale, è rimasto perplesso, dubbioso, incerto, titubante, confuso. Per somma di aggettivi affermo che sono rimasto “scettico”, razionale, agnostico! Mi riprometto di scandagliare ancora nella pazienza dei ricordi per essere maggiormente esaustivo e illustrare un “fenomeno” che da evento religioso è divenuto business che muove milioni di pellegrini e miliardi di euro. Rimango comunque della mia scelta filosofica, “lo scetticismo”.

Rocco Margiotta.  Lourdes, 25-28 agosto 2016

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